Il gatto: chi è esattamente? Origini e fisiologia completa

Fino a poco tempo fa si pensava che fa il gatto fosse stato addomesticato nell’antico Egitto, in cui era un animale oggetto di culto.

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A cura di: Dott.ssa Francesca Serena

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Il gatto (Felis catus), conosciuto anche come gatto domestico o gatto di casa per distinguerlo da altri felini, è una piccola specie di mammifero crepuscolare carnivoro predatore che è assai apprezzato dagli esseri umani per la sua compagnia e per la sua capacità di cacciare nocivi come i serpenti, gli scorpioni ed altri parassiti indesiderabili per l’uomo.

È stato associato con gli esseri umani per almeno 9.500  anni. Predatore esperto, il gatto è conosciuto per cacciare oltre 1.000 specie per alimentarsene.

Il gatto utilizza varie vocalizzazioni e tipi di linguaggio del corpo per la comunicazione, compreso miagolare (meowing), fare le fusa (purring), il sibilo (hissing), il ringhio (growling), lo squittio (squeaking), il cinguettio (chirping), gli schiocchi (clicking) e il brontolio (grunting).

I gatti sono l’animale domestico più popolare nel mondo, con oltre 600 milioni nelle case di tutti i paesi. Inoltre sono allevati e partecipano ad esposizioni e mostre a cura di associazioni felino tecniche di tutto il mondo.

IL GATTO E LE ORIGINI DEL SUO ADDOMESTICAMENTO

Fino a poco tempo fa si pensava che fa il gatto fosse stato addomesticato nell’antico Egitto, in cui era un animale oggetto di culto.

Tuttavia uno studio del 2007 ha trovato che le linee di discendenza di tutti i gatti di casa probabilmente risalgono a non più di 5 gatti selvatici africani che si ritiene soggetti di un processo di Self-domestication (auto-addomesticazione), termine questo che si riferisce al processo di adattamento degli animali selvatici agli esseri umani, senza un allevamento selettivo umano diretto.

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Descritto da Richard Wrangham, professore di antropologia biologica all’Università di Harvard, è il fenomeno che si ha quando ci si trova in un ambiente in cui la diminuzione dell’aggressività è stata favorevole per la sopravvivenza, così dunque 9.000 anni fa nella mezzaluna fertile i gatti selvaggi (Felis Silvestris Lybica) si sono adattati a vivere con gli esseri umani, cacciando i roditori nei depositi di grano e abbandonando il loro ancestrale pattern comportamentale di aggressività, e conducendoci nel tempo fino ai gatti di casa di oggi.

Il gatto domestico ed il suo antenato selvaggio più vicino possiedono 38 cromosomi, in cui sono stati identificati oltre 200 difetti genetici ereditabili, molti omologhi a quelli umani. Sono stati anche identificati alcuni difetti metabolici specifici alla base di molte di queste malattie feline.

Sono noti parecchi geni responsabili del colore del pelo, le cui combinazioni producono fenotipi differenti. Caratteri come la lunghezza del pelo, la mancanza di coda, o la presenza di coda molto breve (gatto Bobtail) sono determinati dai singoli alleli ed è modificata dai poligeni.

LA FISIOLOGIA DEL GATTO

Taglia

I gatti pesano tipicamente fra 2.5 e 7 chilogrammi; e misurano da 46 a 51 cm senza la coda che misura dai 20 ai 25 cm, tuttavia, alcune razze come i Maine Coon, raggiungono corporature più grosse. Per contro, esistono gatti molto piccoli come la razza Singapura (meno di 2 Kg).

Il più grande gatto mai segnalato ufficialmente, Himmy, un gatto castrato australiano, pesava 23 kg per 96.5 cm di lunghezza, mentre il più piccolo gatto ufficialmente conosciuto pesava circa 1.36 chilogrammi.

Scheletro

I gatti hanno 7 vertebre cervicali come quasi tutti i mammiferi, 13 vertebre toraciche (gli umani ne hanno 12), 7 vertebre lombari (gli umani ne hanno 5), 3 vertebre sacrali come la maggior parte dei mammiferi (gli umani ne hanno 5 a causa della loro posizione bipede) e, tranne i gatti dell’isola di Man, 22 o 23 vertebre caudali (gli umani ne hanno 3 – 5, fuse in un coccige interno).

Le vertebre lombari e toraciche supplementari garantiscono una aumentata mobilità e flessibilità vertebrale del gatto, rispetto agli esseri umani. Le vertebre caudali formano la coda, usata come contrappeso al corpo durante i movimenti rapidi.

I gatti inoltre hanno una particolare forma di articolazione diretta delle clavicole al torace, corpo (sinsarcosi) che permette loro di passare con il corpo in qualsiasi spazio possano inserire le loro teste.

Lo scheletro felino si è evoluto per uno stile di vita improntato sulla velocità e sull’agilità. Le zampe snelle ma robuste del gatto sostengono un torace stretto e una spina dorsale altamente flessibile. Le scapole sono unite al tronco non da un’articolazione bensì da muscoli, consentendo un’eccezionale flessibilità a qualsiasi velocità di andatura.

L’intera struttura è tenuta insieme da legamenti forti ma elastici. La struttura dura dello scheletro protegge gli organi interni, fornisce i punti di attacco per i muscoli e funge da sistema di leve e articolazioni necessari per un movimento fluido.

Le vertebre permettono una grande mobilità e le zampe anteriori forniscono flessibilità superba. La struttura dei polsi permette di compiere con destrezza azioni come camminare lungo sporgenze strette.

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