Il daino: storia, biologia e i segreti dei suoi palchi

Il daino è un cervide che presenta dimensioni intermedie tra quelle del capriolo e quelle del cervo. Attualmente presenta una distribuzione quasi completamente artificiale in molte aree dell’Europa occidentale dove la sua presenza è principalmente dovuta a introduzioni da nuclei di popolazioni provenienti da tenute aristocratiche o allevamenti privati.

daino

Il daino (Dama dama) è un ungulato selvatico artiodattile appartenente alla Famiglia dei cervidi. Si tratta di una specie il cui areale originario è storicamente individuato nella porzione più orientale del bacino del Mediterraneo.

Le popolazioni italiane più antiche sono quelle presenti nella Tenuta di San Rossore (nota dal XIV secolo) e in quella di Castelporziano (documentata dall’XI secolo).

A oggi, in Italia, gli ultimi dati disponibili stimano la presenza di daini a vita libera in oltre 17.000 capi, presenti principalmente nell’area appenninica (Dati ISPRA, 2010).

A livello sistematico il genere Dama è suddiviso nella popolazione Europea e in quella Mesopotamica o Persiana. Le ipotesi di classificazione più accreditate prevedono la presenza di due specie distinte: Dama dama e Dama mesopotamica.

Quest’ultima si distingue dal daino “comune” per esser leggermente più grande e per l’assenza della pala nella parte superiore dei palchi, ed è considerata a rischio estinzione dall’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura).

Come funziona il ciclo dei palchi nel daino?

Il daino si caratterizza per la presenza nei maschi adulti dei palchi con la tipica struttura appiattita e, nel periodo riproduttivo, la presenza di caratteri sessuali vistosi come il “pennello” (ciuffo terminale dell’astuccio penico) e il caratteristico “Pomo d’Adamo”.

Come in tutti i cervidi il ciclo della caduta/crescita dei palchi, che sono presenti esclusivamente nei maschi, segue il ritmo annuale.

La caduta avviene da metà aprile a inizio giugno e la ricrescita inizia subito dopo grazie alla presenza del velluto (tessuto epidermico vascolarizzato) con una pulitura del palco che avviene tra fine agosto e inizio settembre.

Da un punto di vista faunistico-venatorio i maschi sono classificati in 3 principali categorie:

  • I fusoni sono i soggetti di un anno con palchi costituiti da una unica punta priva di ramificazioni e con un caratteristico ingrossamento alla base.
  • I balestroni hanno età compresa tra i 2 e i 3 anni e presentano un palco formato da stanghe ramificate e una lunghezza della pala non superiore ai 10 cm con la punta posteriore (spina) assente o poco sviluppata.
  • I palanconi sono i soggetti con età superiore ai 4 anni le cui stanghe si appiattiscono nella parte distale a formare la caratteristica pala con la punta anteriore del trofeo (detta oculare o pugnale) incurvata e rivolta verso l’alto. Lungo la superficie della pala è possibile individuare quelli che sono definiti come i “solchi del velluto” cioè piccole introflessioni lasciate nella fase della crescita dalla presenza dei vasi sanguigni del velluto.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria.it

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