Il coniglio in inverno: quali consigli seguire se vive in casa?

Un coniglio che alloggia in casa deve essere protetto, però, dagli sbalzi di temperatura che si possono verificare durante le uscite con il proprietario, magari per andare dal medico veterinario o anche solo a fare un giro, e per quei soggetti che hanno accesso al giardino o al terrazzo.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

coniglio in inverno

La pelliccia del coniglio in inverno è naturalmente folta e capace di mantenere la temperatura corporea quando è freddo, ma ciò è possibile solo se effettua regolarmente la muta nei tempi e alle condizioni giuste.

I soggetti che vivono esclusivamente in casa percepiscono il cambio di stagione in maniera meno estrema, dal momento che le temperature domestiche anche durante gli inverni più rigidi sono sicuramente miti e piacevoli, per far fronte alle esigenze degli umani che l’abitano.

Di conseguenza, per quale motivo il coniglio dovrebbe dotarsi di una pelliccia tale da mantenerlo al caldo quando non è necessario?

Ciò si traduce in un “vestitino” molto più leggero, se paragonato a quello che avrebbe lo stesso animale qualora vivesse all’aperto.

Quali consigli seguire per il coniglio in inverno se vive in casa?

Un coniglio che alloggia in casa deve essere protetto, però, dagli sbalzi di temperatura che si possono verificare durante le uscite con il proprietario, magari per andare dal medico veterinario o anche solo a fare un giro (un trasportino protetto e confortevole potrebbe essere una soluzione in caso di necessità), e per quei soggetti che hanno accesso al giardino o al terrazzo.

È sempre consigliabile evitare di far uscire di casa il coniglio nelle ore più fredde e nelle giornate più ventose ed umide, ma non per questo dobbiamo vietargli a prescindere di beneficiare dell’aria aperta e magari di un buon boccone di erba in giardino.

Molti conigli che vivono stabilmente dentro casa, inclusi quelli con accesso controllato all’esterno, dimostrano interesse per le fonti di calore: non è raro che passino il tempo vicino al camino o accanto al calorifero, innalzando così la propria temperatura corporea.

Certamente non si può impedire loro di godere del tepore del riscaldamento domestico, tuttavia bisogna considerare che oltre ai danni diretti, dati dalla troppa vicinanza a camini e stufe (ustioni), si può esporre, anche in questo caso, l’animale al rischio di sbalzi di temperatura non indifferenti.

Se il coniglietto ha possibilità di recarsi in balcone o nel giardino, ricordiamoci che la sua pelliccia è calibrata sulle temperature domestiche.

Dal momento che probabilmente uscirà comunque anche in caso di freddo, è necessario che il proprietario abbia cura di non permetterglielo nelle ore più fredde, quando la differenza di temperatura tra interno e esterno è maggiore, e soprattutto non dopo essere stato troppo vicino a fonti di calore.

Il pericolo è lo sbalzo di temperatura e non il freddo in sè

Lo sbalzo di temperatura, non il freddo in sé, è la vera causa predisponente alle malattie della sfera respiratoria, a partire da riniti e congiuntiviti fino a bronchiti e polmoniti.

Essendo il coniglio, inoltre, un animale particolarmente sensibile agli antibiotici, solo pochi dei quali si dimostrano tollerati mentre molti altri possono causare danni anche irreparabili alla flora intestinale, è bene cercare di evitare con cura queste eventualità.

Non solo: lo sbalzo di temperatura stesso può essere causa di rallentamento del processo digestivo e stasi gastrointestinale, con risultati catastrofici per il coniglio in inverno.

In poche parole, passare in maniera troppo repentina dai 20 °C presenti all’interno dell’abitazione agli 0-5°C all’aperto potrebbe essere deleterio: la parola d’ordine è, quindi, evitare gli sbalzi di temperatura.

Anche le correnti d’aria, soprattutto quelle fredde, o gli spifferi in casa possono rappresentare un problema e quindi andrebbero considerati.