Il biancone, l’aquila dei serpenti

Il biancone è un rapace conosciuto anche come “aquila dei serpenti”. Andiamo a conoscere meglio le particolarità di questo splendido animale.

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

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Fra tutti i rapaci diurni osservabili sugli Appennini il biancone (Circaetus gallicus gallicus – Gmelin, 1788) è di certo uno dei più singolari.

È caratterizzato da un’ampia apertura alare (160-180 cm) e da una colorazione bianca della parte inferiore del corpo, se osservato in volo (da qui il suo nome volgare).

Ma andiamo a conoscere meglio le particolarità di questo splendido animale, definito anche l’“aquila dei serpenti” per la sua predilezione alimentare.

Caratteristiche del biancone

Il suo nome Circaetus ha derivazione dal greco kikos (falco) e aetos (aquila), mentre l’aggettivo gallicus si riferisce alla regione francese (Gallia).

Si tratta di un grande rapace appartenente alla famiglia accipitridi.

È facilmente riconoscibile per la testa grande, il becco piccolo, gli occhi giallo-arancio, la colorazione grigio-bruno di testa, gola e parti superiori del piumaggio.

Le sue ali sono dorsalmente scure, mentre il ventre si presenta chiaro con macchie/strie marroni trasversali, come la parte ventrale delle ali.

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La coda è invece corta e squadrata e presenta 2-3 bande più scure.

Il peso medio è di 1.400-2.300 grammi, con le femmine che risultano sensibilmente più grandi del maschio, e la sua aspettativa di vita di circa 18 anni.

Esistono 6 diverse specie di Circaetus che vivono anche in Africa:

  • il Circaetus gallicus beaudouini popola le savane di Mauritania, Sudan e Kenia;
  • il C. g. pectoralis vola sui terreni aperti di Etiopia, Uganda e Capo di Buona Speranza;
  • il C. g. fasciolatus vive distribuito lungo la zona costiera di Kenia e Sud Africa;
  • il C. g. cinereus preferisce le savane e le foreste dell’Africa tropicale;
  • il C. g. cinerascens invece vive nella zona umida, a margine della zona pluviale africana e sull’altipiano Etiope.

Un’alimentazione particolare

Una caratteristica che lo rende unico tra i rapaci europei è la sua dieta.

Il biancone in natura infatti si nutre prevalentemente di rettili: biacchi, saettoni, natrici dal collare, lucertole, vipere, ecc.

Queste sue prede sono cacciate in un modo singolare: per non essere morso durante la cattura il biancone disorienta la sua vittima con un rapido sbattimento delle ali.

Il biancone non è certo immune al veleno delle vipere, per questo la preda viene afferrata con le zampe e rapidamente uccisa per essere poi consumata al suolo o portata al nido.

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Il biancone integra poi la sua alimentazione con insetti, anfibi, piccoli uccelli e qualche micromammifero.

Peculiarità del volo del biancone

Il biancone ha un volo lento e planato, alternato a brevi battiti d’ala.

Lo si può rinvenire appollaiato su alberi ad alto fusto, rocce, tralicci, da cui può osservare agevolmente il suo territorio.

Cattura le sue prede restando sospeso in aria alcuni istanti durante il volo prima di scendere rapidamente al suolo per ghermire il rettile.

Questa tecnica di volo comune ad altri rapaci diurni è detta “Spirito Santo”.

L’animale, con piccoli movimenti d’ala, riesce a mantenere una posizione di stallo in un punto dello spazio anche per molti minuti.

Questo tipo di volo è reso possibile da due movimenti sincronizzati e ben distinti delle ali: l’uccello mantiene immobili le parti più vicine al corpo (braccio), mentre compie movimenti rotatori/circolari molto veloci le punte delle ali (carpo-falangi).

Il rapace resta così fermo in aria ad ali spiegate ricordando con la sua silhouette la rappresentazione iconografica dello Spirito Santo, ovvero una colomba immobile in cielo ad ali aperte.

In volo generalmente è silenzioso, ma può talvolta emettere un fischio modulato.

Durante il periodo della sua riproduzione è possibile invece udire un canto melodico, mentre sorvola il nido.

Vocalizzi diversificati tra loro si ascoltano sia durante i corteggiamenti che tutta la stagione riproduttiva.

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