La processionaria, un pericolo per pet ed esseri umani!

Tra aprile e maggio, le larve di processionaria, finito di defogliare il pino di turno, scendono a terra formando lunghe “processioni” (da qui il nome di “processionaria”) ed interrarsi. Queste larve sono un pericolo per via dei peli urticanti, capaci di indurre gravi disturbi allergici e cutanei negli animali ma anche nell’essere umano.

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Durante i primi tepori primaverili, è possibile scorgere dei “bruchi” fuoriuscire da nidi sericei (ovvero “simili a bozzoli di seta”) per cibarsi degli aghi/foglie della pianta ospite: i “bruchi” in questione altro non sono che le fameliche larve della processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa): una farfalla notturna di colore grigio-marrone e con un corpo piuttosto tozzo con un’apertura alare di circa 3 cm.

I nidi servono a questo infestante per superare i rigori invernali e generalmente sono posti in cima agli alberi o comunque sulla parte della pianta più esposta a sole e luce così da accumulare più calore possibile al loro interno.

Le larve formano lunghe “processioni”

Le larve, chiamate anche caterpillars, finito di defogliare il pino di turno (più raramente querce, larici e cedri), passano al sempreverde più vicino per poi scendere a terra (tra aprile e maggio) formando lunghe “processioni” (da qui il nome di “processionaria”) ed interrarsi.

In estate, verso sera, gli esemplari adulti (farfalle) emergono dal suolo, si accoppiano e mentre le femmine cercano luoghi adatti alla deposizione delle uova, i maschi muoiono. 

La larva della processionaria presenta peli urticanti

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Nido processionaria e cane punto. Illustrazioni di Luca Caputo (Cap) tratte da : S.O.S. Pet – Come Trattare Un Animale Avvelenato: Primo Soccorso. Manuale Pratico Per Proprietari Di Cani e gatti, 2020. Per gentile concessione della casa editrice “La Memoria del Mondo”.

Questa “simpatica” specie invasiva è considerata  un annoso problema sanitario per via dei peli urticanti, presenti durante  lo stadio larvale, contenenti sostanze ad attività istamino-simili (l’istamina è un mediatore dell’infiammazione) capaci di indurre gravi disturbi allergici e cutanei negli animali ma anche nell’essere umano.

La via di intossicazione può avvenire per contatto, ingestione e…per via aerea, spesso sottovalutata e dimenticata!

I peli urticanti, infatti, possono letteralmente “galleggiare” nell’aria e venire a contatto con le mucose oculari causando forti congiuntiviti oppure possono essere inalati dando vita a riniti, bronchiti e dispnee (alterazioni degli atti respiratori) anche gravi.

Qualora si decida di rimuovere i nidi sericei e di distruggerli con l’ausilio del fuoco, sarà buona norma, dunque, farlo in zone lontane da centri abitati, attivando ditte di comprovata serietà.

I cani più a rischio per via del loro istinto di annusare il terreno

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Forma larvale e adulta di Processionaria e vipera. Illustrazioni di Luca Caputo tratte da : S.O.S. Pet – Come Trattare Un Animale Avvelenato: Primo Soccorso. Manuale Pratico Per Proprietari Di Cani e gatti, 2020. Per gentile concessione della casa editrice “La Memoria del Mondo”.

Tra gli animali domestici, quelli più a rischio sono i cani per via del loro istinto ad annusare il terreno: il contatto con i famigerati peli urticanti può causare nella migliore delle ipotesi un’ingente infiammazione a carico del muso e della mucosa del cavo orale.

Edema facciale, ematomi, faringite, glossite (infiammazione della lingua) e stomatite sono i reperti più frequenti riscontrabili in quei cani che sono venuti a contatto con questo lepidottero.

Attenzione però: i sintomi se trascurati possono portare a necrosi del tartufo e della lingua con prognosi infausta del malcapitato di turno!

E’ necessario dunque correre il prima possibile dal proprio medico veterinario di fiducia che instaurerà immediatamente le terapie del caso.

Lotta alla processionaria è un obbligo di legge

Ricordo che la lotta alla processionaria è un obbligo di legge: diverse ordinanze in tutta Italia impongono ai proprietari di aree verdi e agli amministratori di condominio di effettuare ispezioni e di rivolgersi a ditte specializzate per la distruzione degli eventuali nidi di processionaria. 

Le disposizioni normative vigenti, prevedono sanzioni importanti, sia per chi non comunica la presenza del lepidottero sia per i soggetti inadempienti alla rimozione dell’infestante.

Esistono numerose specie di Ditteri e Coleotteri in grado di predare o parassitare i caterpillars come Calosoma sycophanta dal colore verde metallico e Ooencyrtus pityocampae nonchè alcuni uccelli insettivori come la cinciallegra, la cinciarella, il cuculo e l’upupa. Tra gli insetti “nemici giurati” delle larve di processionaria annoveriamo la formica rossa, l’aquilonia e la polyctena da tempo utilizzate in progetti sperimentali per il controllo naturale di Thaumetopoea pityocampa. 

Autore: Dott. Luca Caputo

Ambulatorio Caputo – Decarli di Magenta (MI)– Profilo Facebook

Bibliografia

  • La  processionaria dei pini, P. Roncada; Portale didattico veterinario. 
  • La processionaria del pino: ecco le cose da sapere e da fare; Il mulo.it, 2021. 
  • La processionaria del pino in Sila, la vera storia sul flagello silenzioso dei boschi, G. Congi; Meteoweb, 2016. 
  • La processionaria del pino, un flagello dei boschi, G. Visetti, Il portale di Val della Torre.
  • S.O.S. pet come trattare un animale avvelenato: primo soccorso. Manuale pratico per proprietari di cani e gatti, L. Caputo; La memoria del mondo, 2020.
  • Tossicologia ed avvelenamenti nei piccoli animali; Gfeller Roger W., Shawn P. Messonnier; Poletto Editore, 2005.