Epilessia nel cane: diagnosi e controllo

Tra i problemi neurologici del cane l'epilessia è quello che si evidenzia più frequentemente. Vediamo come può essere diagnosticata, controllata e gestita.

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Il problema neurologico di più frequente riscontro nel cane è l’epilessia.

Si tratta di una vera e propria patologia cerebrale caratterizzata dalla predisposizione a generare crisi epilettiche.

C’è crisi e crisi: definiamo i termini

Per “crisi epilettiche” si intende generalmente qualsiasi evento acuto e di breve durata di tipo convulsivo.

Nella manifestazione convulsiva bisogna però distinguere tra “crisi reattive” e “crisi epilettiche”.

Con crisi reattiva si intende la risposta di un cervello normale a seguito di un disturbo della funzione cerebrale, che è reversibile nel momento in cui la causa della disfunzione cessa.

Ne sono esempi gli avvelenamenti, la crisi ipoglicemica, la carenza di vitamina B1 o le encefalopatie uremiche ed epatiche.

Con crisi epilettica, invece, si indica la manifestazione di una anomala, eccessiva attività epilettica dei neuroni cerebrali, che è autolimitante.

L’insieme di due o più crisi epilettiche nell’arco di 24 ore è denominato “cluster”.

Quando la crisi epilettica invece dura oltre 5 minuti oppure si sviluppano due o più crisi epilettiche, tra le quali non c’è un ritorno allo stato di coscienza, si parla di “stato epilettico”.

Va sottolineato infine che il termine “crisi convulsiva” non è sinonimo di crisi epilettica.

La crisi convulsiva è solo un tipo di crisi epilettica, quella tonico-clonica.

Le fasi della crisi epilettica

Una crisi epilettica è composta da una fase prodromica o pre-ictale, che può passare inosservata e in cui il cane può apparire assonnato, ansioso o eccitato, e cercare il proprietario.

Questa fase può durare ore o giorni e sarebbe ovviamente utile riconoscerla per poter intervenire prontamente.

La crisi vera e propria si ha con la fase ictale, caratterizzata da attività motoria e alterazione della coscienza. Questa può durare da pochi secondi a pochi minuti.

A questa segue lo stato post-ictale, che può durare da ore a qualche giorno, e in cui le alterazioni comportamentali continuano.

cane stanco

La classificazione delle crisi epilettiche

Le crisi epilettiche possono poi essere focali, quando interessano un solo emisfero cerebrale (lo stato mentale può non essere alterato) oppure generalizzate, quando entrambi gli emisferi sono interessati.

Queste a loro volta si dividono in convulsive e non convulsive.

Le crisi convulsive possono essere toniche (l’animale rimane contratto), cloniche (con classico pedalamento degli arti) e tonico-cloniche (un mix delle precedenti).

Le crisi non convulsive sono atoniche ed è come se l’animale fosse svenuto, con perdita di coscienza.

Molto importante è verificare quanto tempo impiega l’animale prima di ritornare alla normalità.

Crisi epilettiche oppure no?

Una domanda utile da porsi è se si tratta realmente di crisi epilettiche oppure no.

A volte possono essere solo disturbi del movimento, sincopi, alterazioni comportamentali di tipo ossessivo-compulsivo, disturbi del sonno, reazioni al dolore, patologie vestibolari oppure problemi neuromuscolari.

Per la diagnosi è quindi molto importante fare un video da presentare al Medico veterinario al momento della visita, in modo che possa capire e differenziare le diverse condizioni.

Diagnosi di epilessia nel cane

Per fare diagnosi di epilessia bisogna analizzare se ci sono state cause scatenanti, se le crisi avvengono a riposo o meno, se ci sono fenomeni di perdita di saliva, quanto durano gli episodi, ecc.

A seguire, il Veterinario eseguirà l’esame neurologico, fondamentale per identificare eventuali deficit neurologici presenti, seguirà l’esame ematobiochimico, per escludere cause altre patologie o intossicazioni.

Per arrivare a una diagnosi precisa è necessaria una risonanza magnetica e l’esame del liquido cefalorachidiano.

epilessia cane veterinario

L’epilessia potrà essere poi differenziata in:

  • strutturale quando è dovuta a un’alterazione a carico dell’encefalo (trauma, causa vascolare, infiammatoria, degenerativa, neoplastica, ecc.);
  • idiopatica quando deriva da un problema funzionale a livello del neurone, distinta a sua volta in genetica, sospetta genetica o da causa sconosciuta.

La terapia antiepilettica

La terapia per l’epilessia nel cane è stabilita dal Veterinario a seconda dei casi.

Il suo effetto potrebbe anche essere solo quello di ridurre il numero delle crisi.

È importante che li episodi epilettici siano annotate dal proprietario su una sorta di diario, fondamentale ai fini del monitoraggio della terapia.

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