Corpi estranei corneali nel cane e nel gatto: sintomi e terapia

A cura di: Dott. Andrea Marchegiani

corpi estranei corneali

I corpi estranei corneali sono evenienze abbastanza comuni nella clinica oculistica del cane e del gatto, soprattutto in primavera ed estate.

I cani sportivi e quelli utilizzati per attività venatoria sono in genere più interessati, anche se tutti gli animali che hanno libero accesso all’esterno sono esposti al rischio.

La natura dei corpi estranei può essere la più eterogenea, anche se in genere è riconducibile a formazioni vegetali; inoltre, occorre ben differenziare tra corpi estranei superficiali (che rimangono semplicemente “appoggiati” sulla superficie della cornea) e penetranti (in grado di penetrare nello spessore della cornea) o perforanti (capaci di penetrare la cornea per tutto il suo spessore).

SUPERFICIALI O PENETRANTI?

I corpi estranei superficiali sono in genere costituiti da semi delle piante (in genere graminacee), che restano adesi alla superficie della cornea per effetto della tensione superficiale del film lacrimale: se rimossi nel giro di poche ore, tali corpi estranei provocano solamente un’ulcera corneale semplice (molto superficiale e di piccole dimensioni) che guarisce in pochi giorni con un’appropriata terapia locale (collirio) antimicrobica.

I corpi estranei penetranti o perforanti rappresentano un’urgenza oculistica per il cane e il gatto, in quanto penetrano all’interno della cornea (penetranti) o addirittura la possono attraversare completamente (perforanti) fino a prendere contatto con le altre strutture del globo oculare, come iride o cristallino.

Questi corpi estranei sono rappresentati nella maggior parte dei casi da porzioni di infiorescenza (comunemente chiamate forasacchi) delle piante appartenenti alla famiglia delle Graminaceae (miglio, orzo selvatico, etc.), nonché da spine (animali, come quelle dell’istrice, o vegetali), schegge o frammenti legnosi.

I corpi estranei penetranti sono molto più pericolosi di quelli adesi, in quanto trasportano all’interno dell’occhio batteri e funghi che possono provocare gravi infezioni (chiamate uveiti e endoftalmiti), in grado di esitare addirittura nella perdita dell’occhio se non si interviene prontamente.

In questa evenienza ci si ritrova di fronte ad un’emergenza oculistica vera e propria e la tempestività di intervento da parte di un Medico Veterinario è un fattore fondamentale per il recupero dell’occhio e della sua funzione visiva.

LA LOCALIZZAZIONE DEI CORPI ESTRANEI CORNEALI

Una comune localizzazione di alcuni corpi estranei, forasacchi in particolare, è rappresentata dallo spazio tra palpebra e globo oculare, in corrispondenza del fornice congiuntivale (zona di passaggio tra congiuntiva palpebrale e congiuntiva che riveste il globo oculare) e quindi in una posizione tale da non essere evidenziabile con una semplice osservazione; ad ogni movimento delle palpebre tali forasacchi, provvisti di punte rigide chiamate ariste (piuttosto lunghe, filiformi, lineari e dotate di tante piccole spicole retroverse), si muovono, irritando la superficie oculare, graffiando la cornea e provocando ulcere corneali, più o meno gravi, e congiuntivite, con abbondante secrezione oculare e pus.

LA SINTOMATOLOGIA NEL CANE E NEL GATTO

I sintomi clinici legati alla presenza del corpo estraneo sono molto variabili ed in genere rappresentati da:

  • prurito e fastidio oculare (cane e gatto tendono a grattarsi l’occhio e a tenerlo socchiuso);
  • arrossamento della congiuntiva;
  • scolo oculare, che può essere trasparente nei primi momenti e diventare più giallo-grigio-verde e denso (pus) in seguito, per moltiplicazione dei batteri trasportati dal corpo estraneo;
  • gonfiore dell’occhio interessato;
  • perdita di trasparenza della cornea;
  • ulcera corneale.

LA TERAPIA DEI CORPI ESTRANEI CORNEALI

La terapia per i corpi estranei è rappresentata dalla loro rimozione e dalla gestione delle problematiche legate ad essi (ulcera corneale).

I corpi estranei superficiali sono i più semplici da rimuovere: dopo l’applicazione di un collirio anestetico, per togliere la sensazione di fastidio e il dolore, vengono asportati tramite un bastoncino cotonato sterile (simile al cotton-fioc) o con abbondanti lavaggi con soluzione fisiologica sterile.

I corpi estranei penetranti e perforanti, invece, devono essere rimossi in sede operatoria e richiedono una terapia post-operatoria più aggressiva, in quanto deve essere trattata sia l’ulcera corneale che l’infezione conseguente al corpo estraneo stesso.

In questi casi, la prognosi è riservata per il rischio di tutta una serie di complicanze, quali uveite, endoftalmite, cataratta e glaucoma.