Il cane della prateria: impariamo a conoscerlo! (seconda parte)

Quali sono le principali accortezze nella gestione domestica di un cane della prateria? Cerchiamo di scoprirle insieme con il secondo articolo riguardante questo fantastico animale!

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

cane della prateria

Nel precedente articolo abbiamo discusso delle principali caratteristiche del cane della prateria, prendendo come esempio il Cynomys ludovicianus, la specie più diffusa come pet. Di seguito alcune delle considerazioni più importanti.

La gabbia del cane della prateria: come dev’essere?

I cani della prateria sono animali curiosi ed iperattivi che richiedono, pertanto, un ambiente variegato e stimolante e necessitano di molto movimento.

L’interazione sociale, lo ripetiamo, è fondamentale, pertanto al momento dell’acquisto bisognerebbe sempre considerare la possibilità di prenderne più di uno.

In mancanza di un compagno, il proprietario dovrà mettere in conto di dedicargli del tempo ogni giorno e comprendere che, per il bene dell’animale, non potrà relegarlo esclusivamente all’interno di una gabbia ma prevedere gioco e movimento quotidiano al di fuori di essa.

La gabbia dovrà essere molto spaziosa e per il suo ricovero si potranno utilizzare strutture pensate per conigli nani o per furetti: secondo le linee guida della SIVAE, la Società Italiana Veterinari per Animali Esotici, le dimensioni minime della gabbia non dovrebbero essere inferiori a mt 1x1x0,8 e queste misure dovrebbero essere considerate come minime.

In quanto ai materiali la gabbia potrà essere realizzata in grigliato metallico (pareti e soffitto) con il fondo in plastica, ma esistono molte soluzioni ancora più gradevoli da un punto di vista estetico e in quanto a comfort per l’animale costruite, ad esempio, in legno e grigliato.

Come riempimento per il fondo possono essere utilizzati materiali morbidi ed assorbenti quali fieno, paglia, carta, fibra di cocco, trucioli o pellets di carta riciclata, da disporre in maniera abbondante a formare uno strato piuttosto spesso per permettere all’animale di scavare, cosa molto importante in quanto facente parte del suo etogramma.

All’interno della gabbia dovranno essere messe a disposizione una o più tane e, se possibile, dei tubi in PVC o altro materiale resistente nonché dei giochi rosicchiabili, come ad esempio dei rami, dei tronchetti o dei giocattoli per roditori.

Alimentazione del cane della prateria

Il cane della prateria è un erbivoro stretto e pertanto alla base della sua dieta devono essere presenti alimenti molto ricchi in fibra e poveri in grassi, come fieno di prato polifita, erba e verdure fresche.

Come integrazione si potranno utilizzare piccole quantità di frutta, pellet possibilmente privo di semi, ed erba medica (sempre in quantità moderata).

Trattandosi di animali molto golosi è meglio evitare che possano scegliere, pertanto la somministrazione degli extra dovrà avvenire con parsimonia.

Tra gli alimenti inadatti e potenzialmente dannosi ricordiamo frutta secca, semi, biscotti, snack per criceti, pane e qualunque materia prima di origine animale.

L’alimento fresco deve essere somministrato a temperatura ambiente, ben conservato e ben lavato e tutto ciò non viene consumato entro poche ore, soprattutto nel periodo caldo, dovrà essere eliminato.

Attenzione alla salute!

In questa specie non sono previste vaccinazioni e per tale motivo è ancor più importante prevedere delle visite periodiche presso un medico veterinario esperto in animali non convenzionali, al fine di verificare lo stato di salute del pet.

Soprattutto nel post-acquisto andrebbe fatto eseguire un esame delle feci volto ad individuare l’eventuale presenza di parassiti intestinali e a pianificare un trattamento adeguato.

Anche il cane della prateria può essere interessato da ectoparassitosi, soprattutto nel caso di convivenza con altre specie.

Bisogna evitare l’utilizzo arbitrario di antiparassitari e consultare sempre il veterinario di riferimento prima di somministrare prodotti inadatti e potenzialmente dannosi.

I principali errori di gestione riguardano l’alimentazione (soprattutto diete troppo ricche in energia e grassi e povere in fibra) e i traumi accidentali dovuti ad una casa non adeguatamente messa in sicurezza (ad esempio le cadute dall’alto, le folgorazioni da filo elettrico, le contusioni e gli schiacciamenti dovute ad oggetti che cadono dai mobili o a porte che sbattono).