Arrivo di un nuovo volatile: perché la quarantena e come si attua a casa?

È sempre consigliato osservare i propri animali per scoprire i primi segni di malessere e rispettare un periodo di quarantena. Vediamo il perché!

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

quarantena

Osservare i propri animali per scoprire i primi sintomi o segni di malessere è fondamentale per curare tempestivamente il soggetto ammalato e prevenire la diffusione di malattie infettive ai compagni di gabbia o voliera. Ancor più importante è osservare attentamente ogni nuovo acquisto prima di immetterlo a diretto contatto con gli altri volatili, ovvero è sempre consigliato rispettare un periodo di quarantena.

Perché è consigliato rispettare questo periodo di isolamento?

Le malattie infettive o parassitarie hanno un periodo di incubazione variabile, da pochi giorni a diverse settimane.

Il periodo di quarantena o isolamento del nuovo soggetto deve essere sufficientemente lungo per permettere l’eventuale manifestarsi della malattia e l’esecuzione di adeguati accertamenti diagnostici presso veterinari esperti e laboratori specializzati, in genere sono sufficienti 30 giorni.

Il nuovo arrivato deve quindi essere ospitato in una gabbia adeguata, con tutte le suppellettili e i cibi adeguati alla sua specie ma non direttamente a contatto con gli altri soggetti: idealmente dovrebbe restare in una stanza diversa e i suoi alimenti, posatoi e mangiatoie non devono essere mai scambiati con gli altri soggetti.

Se proprio non è possibile disporre di una stanza diversa la gabbia deve essere posta lontano dalle altre e in posizione sottoposta, ovvero sotto le altre gabbie in modo che eventuali deiezioni, pulviscolo o materiale potenzialmente infetto non cada nelle lettiere o mangiatoie degli altri soggetti sani.

Quarantena anche per un soggetto apparentemente sano!

Gli uccelli sono animali preda, mimano uno stato di salute anche se già stanno incubando una patologia: i sintomi più evidenti vengono mostrati quando le difese sono ormai già molto provate.

Un occhio esperto e una buona osservazione possono però far sospettare problematiche alimentari, infettive o comportamentali: eccessiva “sonnolenza”, alterazione delle piume, eccessivo “autogrooming”, feci alterate, pica.

Esistono inoltre animali “portatori sani” che possono quindi infettare l’intero gruppo con conseguenze anche molto importanti soprattutto nella stagione riproduttiva oppure a soggetti particolarmente vulnerabili.

Dogana e quarantena ma per malattie del pollame

I soggetti importati da paese terzi già alla dogana subiscono un periodo di quarantena di circa 30 giorni e sottoposti ad esami di laboratorio soprattutto in periodi in cui sono vigenti allerte per malattie altamente contagiose come la pseudopeste o l’influenza, ma gli uccelli ornamentali possono incubare o essere portatori di svariate patologie anche di carattere zoonosico come la clamidiosi, che viene indagata o posta in profilassi a discrezione del personale sanitario.

È dunque comprensibile che, sciolto il vincolo sanitario, il grossista o il negozio hanno facoltà di vendere gli animali ma lo stress dei vari trasporti, cambi di alloggio, cambi alimentari, promiscuità con altri animali non garantiscono una introduzione nella voliera o gabbia di destinazione senza alcun rischio e senza alcun controllo.

Anche solo l’ulteriore adattamento allo stile di vita e di alimentazione a cui il nuovo arrivato dovrà conformarsi sono una buona ragione per consentirgli un periodo di assestamento in tutta tranquillità, possibilmente con una gabbia schermata su 3 lati e inizialmente con l’alimento a cui era abituato per ridurre lo stress e mettere a proprio agio il soggetto in osservazione.