Un cane in regalo a Natale? È meglio pensarci bene

Le feste di fine anno spesso sono una scusa per regalare o regalarsi un cane. Molte volte questo va però contro il benessere degli animali.

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cane in regalo

Tutti sanno che, nel periodo natalizio, il rischio che un cane o un gatto siano considerati un regalo è reale.

Spesso però questi animali, dopo qualche mese dalle feste di fine anno, vanno ad aumentare il numero dei randagi.

Già di per sé questa è una considerazione spaventosa a cui si è tristemente abituati, ma aggravarla ancora di più ci sono veri e propri business che spingono l’aspirante proprietario ad acquistare degli animali solo seguendo criteri estetici.

In un comunicato la Società cinofila spagnola (Real Sociedad Canina de España- RSCE) ha voluto puntare il dito proprio contro queste pratiche.

Il caso dei cani “Tea-cup”

La logica alla base di questa situazione è quella di sfruttare i social network per massimizzare il guadagno pubblicizzando (tramite influencer) l’acquisto di cani dall’aspetto particolare (colori esotici) o di taglia toy o “Tea-cup”.

Questi cani sono chiamati così proprio per rimarcarne le piccole dimensioni, tanto da essere contenuti in una tazza da tè, e il loro aspetto da “cucciolo perpetuo”.

cane regalo cuccioli

In questo caso il termine toy sembra quasi basarsi più sulla traduzione letterale di “giocattolo” dato che l’animale sembra essere solo un oggetto di vanto per la sua fotogenicità, secondo i canoni estetici che vanno di moda.

Per questo motivo sono pubblicizzati sempre più spesso cani con taglie e colori che deviano sostanzialmente dagli standard riconosciuti.

In linea di massima si tratta di cani che derivano da razze Bulldog, Maltese, Pechinese, Spitz di Pomerania, Pinscher, ecc., sottoposti a una selezione di estrema miniaturizzazione e di variazione di colori (Bulldog francese blu, Carlino tigrato, Bulldog merle o Bassotto doppio merle).

Il tutto con il sostanziale aiuto di sedicenti allevatori che approfittano della situazione economicamente vantaggiosa per proporre esemplari dall’aspetto estetico dettato dalla moda (a prezzi talvolta ben più alti degli esemplari rispondenti agli standard di razza), ma dal destino clinico molto complicato, e di cui questi pseudo-allevatori ovviamente si guardano dall’informare gli acquirenti.

Spesso infatti questi cani possono soffrire di patologie ormonali (nanismo), articolari, cardiache e metaboliche causate dalla selezione.

Infatti, nella ricerca delle caratteristiche fisiche (recessive), sono inevitabili problemi cutanei, cecità, sordità e fotosensibilità.

L’appello della RSCE: regalare un cane spesso non è un regalo per l’animale

Purtroppo, questi comportamenti irresponsabili (e truffaldini) mettono in ombra il duro lavoro degli allevatori professionisti che si impegnano per la conservazione e il miglioramento delle razze.

cane regalo bassotto

Per combattere questa situazione la RSCE ha lanciato la campagna “I am not a gift, I am for life” per sensibilizzare sul fatto che un animale domestico è un membro della famiglia e non un oggetto legato a una moda.

Ciò è sintetizzato dalla dichiarazione del presidente della RSCE, José Miguel Doval: “È sempre un buon momento per far entrare un cane nella nostra vita, sia di razza sia no.

Dobbiamo però ricordare che, in materia canina, le mode sono sempre pericolose, soprattutto quando le varietà esotiche entrano in gioco, perché, purtroppo, spesso l’unica cosa che importa ad alcune persone è fare molti soldi e in fretta”.

Queste considerazioni, pur pesando la responsabilità dei truffatori, sono in realtà efficaci se ascoltate dai futuri proprietari, che devono rendersi conto della responsabilità della loro scelta e dell’importanza di rivolgersi a professionisti certificati.