Le tasche guanciali del criceto: cosa sono e a cosa servono?

La tasca guanciale è una particolare struttura anatomica posseduta dal criceto ma anche da altri roditori, ne sono un esempio gli scoiattoli. Parleremo oggi di questo adattamento funzionale e delle problematiche correlate.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

tasche guanciali

Perché dedicare un intero articolo alle tasche guanciali del criceto? Semplice! Perché la tasca guanciale è uno strumento fondamentale per questo animale ed è soggetta, con estrema frequenza, a diverse problematiche. Ma andiamo per gradi…

Cosa sono le tasche guanciali?

Si tratta di pieghe della mucosa orale situate a livello delle guance, degli spazi virtuali pressoché invisibili quando vuote.

Per la sua natura di animale schivo e solitario nonché facile preda, viste le sue dimensioni ridotte e gli scarsi strumenti di difesa di cui la natura lo ha dotato, il criceto preferisce consumare la maggior parte del pasto in tranquillità e al sicuro all’interno della propria tana e a fare scorta per i periodi in cui la disponibilità di risorse alimentari è minore.

A tal fine, questo roditore miomorfo immagazzina temporaneamente grandi quantità di cibo all’interno della sua bocca; man mano che vengono riempite, le tasche guanciali si dilatano fino alla dimensione di due piccole noci e una volta raggiunto il limite il piccolo roditore tornerà nella sua tana per alimentarsi e mettere da parte quello che non avrà consumato.

È normale, dunque, osservare il criceto con le guance gonfie in alcuni momenti della giornata, così come lo è altrettanto ritrovare una certa quantità di semi sparsi all’interno del rifugio, accumulati idealmente per i momenti di “magra”.

Le patologie a carico delle tasche guanciali

Tra le diverse patologie che possono interessare il criceto, quelle a carico delle tasche guanciali sono tra le più frequenti cause di visita dal medico veterinario.

Le tasche guanciali si riempiono ma devono anche svuotarsi, pertanto il proprietario dovrà fare attenzione, sia visivamente che palpando delicatamente il musetto dell’animale, che queste strutture non siano perennemente piene, segno di una possibile alterazione.

I criceti sono roditori tendenzialmente solitari che non gradiscono molto le manipolazioni, nonostante ciò è necessario abituarli ad essere controllati con regolarità, senza che ciò si trasformi in uno stress eccessivo per l’animale e per morsi dolorosi per il proprietario.

Costipazione

La prima, e forse la più frequente, è la costipazione, molto spesso preludio di altre problematiche qualora non venisse osservata per tempo o fosse trascurata dal proprietario.

Il cibo immagazzinato temporaneamente all’interno delle tasche guanciali potrebbe impaccarsi ed aderire in maniera troppo salda alla mucosa, impedendo così all’animale di compiere uno svuotamento completo.

La permanenza di materiale, anche in piccole quantità all’inizio, può dar luogo all’accumulo di altro cibo che manterrà le tasche dilatate e, con il tempo, il contenuto di queste andrà incontro a putrefazione.

Le tasche guanciali soggette a costipazione dovranno essere svuotate quanto prima, per evitare l’insorgenza di ulteriori complicazioni (ad es. prolasso o ascessi).

Lo svuotamento si potrà tentare ad animale sveglio, qualora questo si lasci manipolare, massaggiando delicatamente le guance e reidratando il contenuto con acqua o soluzione fisiologica tiepida, instillata utilizzando una siringa senza ago oppure una cannulina.

Se la manovra non è sufficiente ad ottenere il completo svuotamento, si potrà proseguire avvalendosi di pinzette con le punte smusse.

In alcuni casi si rende necessaria la sedazione ed è importante, al termine dell’operazione, valutare lo stato della mucosa e verificare l’assenza di ulcerazioni o aree di necrosi.

Per quanto la manovra possa essere eseguita sull’animale sveglio anche a casa, purché si abbia una buona manualità e un po’ di esperienza, è sempre consigliabile rivolgersi al medico veterinario, che in caso di difficoltà o complicazioni potrà procedere nel migliore dei modi, con gli strumenti adatti e in tutta sicurezza.

Ferite ed ascessi

Il cibo che viene immagazzinato all’interno delle tasche guanciali è molto spesso appuntito o tagliente e pertanto potrebbe causare delle microlesioni sulla superficie della mucosa.

Vista la cospicua presenza di batteri, sia sul cibo stesso che nel cavo orale, qualunque soluzione di continuo, sia essa piccola o grande, potrebbe infettarsi e dar luogo alla formazione di ascessi, fenomeno non raro anche a seguito di costipazione prolungata.

La presenza di lesioni all’interno del cavo orale richiede, il più delle volte, la somministrazione di antibiotici e, se necessario, la pulizia ed il drenaggio del materiale purulento.

Prolasso

Se vedete spuntare una massa rosea e carnosa da uno od entrambi gli angoli della bocca del criceto, probabilmente state guardando un prolasso della tasca.

Questo fenomeno non è raro e, se si interviene entro breve tempo, la tasca può essere riposizionata dal medico veterinario, che provvederà prima a valutarne lo stato di integrità, e fissata con un piccolo punto di sutura.

Se il prolasso non viene individuato tempestivamente la mucosa può andare incontro a necrosi ed in quel caso sarà necessaria la sua asportazione. Il prolasso della tasca può essere mono o bilaterale, il che significa che può verificarsi su una od entrambe le guance.

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