Sviluppo del cucciolo: quanto può influenzare sul suo comportamento?

Molti fattori influenzano il comportamento del cane. Tra questi sicuramente un ruolo chiave lo gioca l’impregnazione o sviluppo del cucciolo: le esperienze acquisite influenzano notevolmente il suo comportamento futuro.

sviluppo del cucciolo

Lo sviluppo del cucciolo del cane può essere diviso in quattro fasi:

1) Periodo prenatale

Nel ventre materno, dove già a 24-25 giorni il feto interagisce con l’ambiente in quanto l’apparato tattile inizia a ricevere informazioni. Il feto risponde alle stimolazioni trasmesse accarezzando il ventre della madre. I cuccioli le cui madri hanno trascorso una gravidanza serena presentano un comportamento esplorativo più ricco e minore frequenza di reazione allo stress;

2) Periodo neonatale dalla nascita al 14° giorno

il cucciolo è ancora completamente cieco e sordo, però già presenta il riflesso di orientamento: percepisce grazie al tatto il calore del corpo della madre e dei fratelli; il riflesso di intrusione: spinge e si infila tra i corpi dei fratelli per raggiungere il capezzolo; il riflesso di suzione: si attacca al capezzolo e si alimenta;

3) Periodo di transizione dal 14° al 21° giorno

In questa terza fase dello sviluppo del cucciolo, la vista e udito iniziano a perfezionarsi e comincia la comunicazione con la madre e i fratelli attraverso i segnali visivi e i vocalizzi, inizia il comportamento esplorativo e il processo di attaccamento.

La madre rappresenta un polo rassicurante, poiché produce i feromoni dell’appagamento che contribuiscono a stabilizzare le emozioni del piccolo: in occasione dell’incontro con uno stimolo sconosciuto, l’avvicinamento alla figura materna provocherà l’appagamento del piccolo e rilancerà il comportamento esplorativo.

Viceversa, qualsiasi separazione dalla madre provocherà profondo sconforto. Se un cucciolo dovesse essere ospedalizzato, al fine di non provocare la rottura precoce del legame di attaccamento, sarà necessario ricoverare anche la madre e tutta la cucciolata.

La madre deve essere in grado di rappresentare una base sicura, essere presente e interessata al cucciolo, avere motivazione epimeletica (soccorrere e aiutare), buona capacità educativa, favorire i processi esplorativi del cucciolo e rappresentare un buon modello sociale.

La base sicura (Bs) è fondamentale nei primi 6-7 mesi di vita per la formazione caratteriale del cucciolo.

In un percorso corretto nei primi 2 mesi, questa è rappresentata dalla madre (Bs primaria), nei successivi sarà il proprietario ad essere investito di questo ruolo (Bs secondaria).

Se il processo di attaccamento viene alterato, si possono avere gravi conseguenze: quadri emozionali alterati; carenze educative come, per esempio, assenza di segnali di arresto, scarso controllo del morso, mancanza di rispetto degli spazi altrui; difficoltà comunicative e nelle relazioni sociali; incapacità di restare da solo, comportamento esplorativo ridotto; comportamenti compensatori (leccarsi, distruttività, ecc.); patologie comportamentali.

Superata la fase di attaccamento e completata la fase del distacco, la figura del proprietario si evolve da base sicura a referente e il cucciolo diventa un soggetto dotato di un assetto emozionale equilibrato. Inizia così il quarto periodo dello sviluppo del cucciolo;

4) Periodo di socializzazione

Inizia dalla terza settimana e ha un termine fluttuante dal 6° mese all’anno. È favorito da un corretto attaccamento alla madre (la base sicura).

In questa fase si sviluppano i processi che influenzeranno i comportamenti del cane per tutta la sua esistenza: imparerà a comunicare con altri cani (socializzazione primaria); si cimenterà ad esplorare l’ambiente circostante; acquisirà degli autocontrolli (morso inibito); conoscerà il distacco e avrà esperienze con le altre specie, con gli uomini, le donne, i bambini, gli anziani, i portatori di handicap e uomini di altre etnie (socializzazione secondaria).

Quanto più è povero il vocabolario di esperienza del cucciolo, tanto più il soggetto da adulto sarà portato ad avere paura.

FONTE: La Settimana Veterinaria

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