Quando e perché i canarini fanno la muta del piumaggio?

Terminata la stagione riproduttiva, i canarini entrano in una delicata fase molto impegnativa (e stressante): la muta ovvero un rinnovamento totale del piumaggio prima del riposo invernale.

A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

canarini fanno la muta

Terminata la stagione riproduttiva, il piumaggio dei canarini adulti è abbastanza usurato, le remiganti primarie e la coda in particolare si presentano sfrangiate e disordinate.

Le ore di luce in diminuzione, l’umidità ambientale e la temperatura influenzano a loro volta le ghiandole endocrine, in particolare la tiroide, che regola la muta del piumaggio.

In autunno, da settembre ad ottobre, questi uccelli entrano in una delicata fase molto impegnativa e in parte stressante che è appunto il rinnovamento totale del piumaggio prima del riposo invernale.

Le penne vengono perse in rapida sequenza ma non tutte contemporaneamente per permettere il volo e la termoregolazione.

In realtà la penna caduta è sospinta dalla papilla nuova già in formazione, e anche le squame delle zampe e la cute in questo periodo subisce un mutamento e rinnovamento.
Anche i novelli mutano le penne copritrici e il piumino al 50 giorno di età. Le remiganti e le timoniere dei giovani soggetti verranno mutate l’anno successivo.

L’eruzione di nuove papille, la forfora derivante dalle cuticola che si sfalda durante la crescita delle penne, rende piuttosto nervosi i canarini.

Come aiutare i canarini durante il delicato momento della muta?

In questo delicato periodo è utile integrare l’alimentazione con oligoelementi, in particolare vitamina A, vitamine del gruppo B, aminoacidi solforati (di cui peraltro sono composte le penne) ma anche migliorare l’ambiente per favorire il movimento e le distrazioni (ed evitare la pica o eccessiva cura del piumaggio) con spighe, rametti di verdure o erbe di prato, giochi, volo libero.

Fondamentale fornire tutti i giorni per almeno un’ora il bagnetto, che oltre a divertirli e svagarli, aiuta a mantenere pulito e idratato il piumaggio, non avendo ghiandole sudoripare o sebacee negli strati cutanei (ad eccezione della ghiandola dell’uropigio).

Nella vaschetta per il bagno essenzialmente va messa dell’acqua di rubinetto, potabile, pulita, non eccessivamente clorata (nel caso si può lasciar decantare per qualche ora).

Per favorire l’asciugatura è consigliabile fornire il bagno sempre alla stessa ora ma nelle ore più calde, oppure, in caso di maltempo o improvvisi abbassamenti di temperatura (nel periodo di fine agosto- settembre iniziano i primi temporali che preannunciano l’autunno) tenere al riparo la gabbia o volieretta e accendere in una angolo una lampada riscaldante.

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