Lesioni traumatiche del carapace nella tartaruga

Per quanto dura e resistente, la corazza delle tartarughe è vulnerabile. Vediamo insieme le principali situazioni traumatiche in cui l’armatura dei cheloni può essere lesa.

A cura di: Dott.ssa Linda Sartini, Dott. Cristiano Papeschi

carapace tartaruga

In un precedente articolo abbiamo affrontato il problema delle lesioni traumatiche della cute nella tartaruga, ora prendiamo in considerazione quelle che possono interessare il loro carapace.

Per quanto dura e coriacea, la pelle di questi rettili è comunque un tessuto molle e sono tante le situazioni in cui può subire danni da insulti esterni.

E anche la corazza, sebbene possa sembrare impenetrabile, può “rompersi” e spesso ciò accade in maniera grave.

Come è fatto il carapace della tartaruga

La corazza dei cheloni, sia testuggini che tartarughe, è composta da una porzione dorsale, anche detta “carapace”, e da una ventrale, nota come “piastrone”.

carapace tartaruga superiore

Queste due superfici sono unite lateralmente da una struttura pari, il ponte.

Questo elemento che le unisce lascia un’apertura anteriore e una posteriore, in modo da consentire il movimento delle zampe, di testa e collo, della coda e l’apertura della cloaca.

All’interno di questa “armatura” è contenuto tutto l’animale con i suoi organi, ben protetti dai pericoli del mondo esterno.

La corazza è composta da una struttura ossea, a sua volta formata da tante ossa piatte unite tra loro da suture.

Nnella maggior parte delle specie è ricoperta da scaglie cornee (gli scuti) anch’esse giustapposte tramite suture.

Un’eccezione è rappresentata dalle tartarughe a “guscio molle”, nelle quali sono assenti le scaglie cornee e la corazza è ricoperta da uno spesso strato cutaneo coriaceo, ma non corneificato.

Principali lesioni traumatiche al carapace della tartaruga

Le lesioni traumatiche della corazza interessano per lo più le testuggini terrestri che vivono al di fuori di un terrario.

Ad esempio quelle lasciate libere in giardino, al di fuori di una recinzione, o che hanno accesso a un terrazzo non protetto.

Ma anche le testuggini palustri che vivono in laghetti non adeguatamente protetti e delimitati.

Lesioni da schiacciamento

Lo schiacciamento è un’evenienza tutt’altro che rara.

Molto frequente è la compressione esercitata dalla ruota di una macchina durante una manovra o nel caso di cheloni che attraversano la strada.

Spesso la lesione è tanto grave che non lascia molte speranze.

Lo schiacciamento della tartaruga può avvenire anche ad opera delle ante di un cancello elettrico o per il calpestamento umano, soprattutto negli esemplari giovani che non vengono visti in mezzo all’erba.

Le lesioni da schiacciamento sono solitamente lineari.

Questo perché, il più delle volte, la linea di frattura segue la linea di minore resistenza lungo le suture che uniscono tra loro le placche ossee della corazza.

Traumi e lesioni per cadute dall’alto

Anche le cadute dall’alto causano per lo più lesioni lineari.

Una testuggine cade e si ferisce, ad esempio, quando riesce a superare il muretto o la ringhiera del terrazzo o raggiunge una finestra aperta.

Per quanto riguarda le tartarughe semi-acquatiche questo può accadere quando riescono a evadere dall’acquaterrario.

Questo tipo di lesioni da un punto di vista ortopedico non sarebbero neanche poi così complicate da risolvere.

Il problema dipende per lo più dal coinvolgimento, dalla compressione e dai danni subiti dagli organi interni e dal sanguinamento.

Le lesioni interne sono la vera causa di morte o sono in grado di complicare notevolmente il quadro generale, rendendo la prognosi riservata o infausta in caso di insulti di una certa importanza.

Lesioni da decespugliatore o taglia-erba

Le lesioni da decespugliatore o taglia-erba si verificano per lo più a carico del carapace.

Possono andare dalla semplice abrasione, con perdita di poca sostanza e scarso sanguinamento, fino all’asportazione di ingenti quantità di tessuto osseo.

Ma ci possono essere anche lesioni alla colonna vertebrale, gravi danni polmonari ed esposizione degli organi celomatici, con grave rischio per la sopravvivenza dell’animale.

ferita carapace tartaruga

Danni causati alle tartarughe da morsi di cane o altri predatori

I morsi di cane o altri predatori, oltre a danneggiare i tessuti molli naturalmente esposti (ad esempio la cute) con mutilazione di arti e coda o addirittura decapitazione, possono intaccare anche gravemente la corazza.

Ne è un esempio il cane di casa che trova la testuggine o la tartaruga in giardino e decide di rosicchiarla come fosse uno snack…

In questi casi l’entità del danno e la prognosi dipendono da quanto sono forti i denti e le mascelle del cane e da quanto tempo l’animale può dedicare a masticare il malcapitato chelone.

Gravità delle lesioni

In sintesi, la gravità dipende da tanti fattori.

Ad esempio il tipo di lesione, la sua estensione, il sanguinamento, l’interessamento degli organi interni e delle altre strutture sottostanti.

Influisce però anche la rapidità di intervento, cui consegue anche la possibilità di infezioni secondarie o la deposizione di larve di mosca.

Quindi più tempo passa e maggiori saranno le complicazioni.

Come comportarsi in caso di lesioni al carapace in una tartaruga?

Innanzitutto è bene precisare che, al di la di lesioni minime e di gravità molto limitata, quello appena descritto non è un problema che possiamo risolvere a casa, magari rivolgendoci ad amici più esperti o ai forum per consigli.

I danni al carapace possono essere molto evidenti, come nel caso di lesioni con perdita di sostanza, copioso sanguinamento ed esposizione degli organi interni.

Oppure possono essere molto subdoli, ad esempio in caso di fratture lineari, ma altrettanto gravi.

È necessario quindi rivolgersi immediatamente al Medico veterinario di fiducia.

Il medico provvederà a visitare l’animale per verificare i danni esterni più evidenti e quelli a carico degli organi interni e delle strutture ossee, anche attraverso una radiografia o altra diagnostica per immagini.

Stabilizzerà poi il paziente, disinfetterà le ferite e asporterà il materiale di contaminazione, ad esempio terra, foglie, larve di mosca.

Ove necessario, si interverrà chirurgicamente, ricorrendo all’impiego di bendaggi, resine, cerchiaggi o placche e prescrivendo le terapie più idonee (ad esempio antidolorifici, antibiotici, cicatrizzanti, alimentazione forzata, laser terapia, ecc.).