Non si può lasciare il cane chiuso in macchina da solo anche in inverno

La Corte di Cassazione ha recentemente ricordato con una sentenza che non bisogna lasciare un cane troppo a lungo chiuso in macchina da solo, non solo d'estate, ma anche in inverno.

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A cura di: Dott.ssa Paola Fossati

cane brachicefalo chiuso in macchina

Non bisogna lasciare il cane troppo a lungo chiuso in macchina da solo, non solo d’estate, ma anche in inverno.

La Corte di Cassazione ha infatti recentemente ricordato ancora una volta che il luogo in cui viene detenuto un animale deve essere adeguato alla sua natura e consentirgli di esprimere un comportamento normale.

Così come l’animale non deve soffrire per mancanza di acqua o cibo, né per le condizioni climatiche e ambientali.

Nell’interno di un auto la salute del cane è posta a rischio

L’abitacolo, infatti, può rivelarsi ristretto e disagevole per cani di grossa taglia o per più soggetti caricati contemporaneamente.

Cosa, peraltro, vietata dal Codice della Strada, che consente la presenza di un solo cane libero, nel vano passeggeri dell’automobile.

Inoltre, è noto che le pareti dell’auto non sono ben isolate e consentono, quindi, che la temperatura esterna influenzi il microclima all’interno del veicolo.

Questo può surriscaldarsi in estate, fino a diventare “un forno” che rende la temperatura insopportabile e l’aria irrespirabile.

Ma può essere altrettanto invivibile nella stagione invernale, quando le temperature si abbassano molto e quando il motore è spento non c’è riscaldamento.

In entrambi i casi, la salute del cane è posta a rischio.

Inoltre, difficilmente si lascia una ciotola con l’acqua al cane chiuso in auto, per la paura che possa rovesciarla e inzuppare sedili e tappetini.

Il cane chiuso in macchina quando fuori fa freddo

L’effetto potenzialmente mortale della permanenza di un cane in auto sotto il sole è abbastanza conosciuto.

Diverse sentenze hanno infatti confermato che può dare luogo a responsabilità di tipo penale.

È meno frequente invece la denuncia di casi in cui il cane sia lasciato in macchina quando fuori fa freddo.

Eppure, anche in questi casi, il disagio per l’animale può essere grande.

Se poi si sommano l’impossibilità di muoversi agevolmente nell’abitacolo (perché le dimensioni non sono commisurate alla sua taglia o perché ci sono più soggetti che lo devono condividere) e se risulta preclusa anche la possibilità di dissetarsi, allora si può parlare di detenzione in condizioni incompatibili con la natura del cane come condizione, di per sé, intollerabile (art. 727 codice penale).

La condanna della Corte di Cassazione

Alla conferma di questo assioma è giunta la Corte di Cassazione con la condanna dei proprietari di due cani lasciati in auto per più di tre ore in una gelida notte invernale, senza acqua.

I giudici hanno, infatti, affermato che, seppure l’abitacolo della vettura potesse essere ritenuto confortevole in linea generale (in prospettiva umana), non era però idoneo a ospitare due cani di grossa taglia.

Questi in realtà, per la proporzione della loro mole, vi si potevano muovere solo con difficoltà.

Inoltre, erano stati considerati rilevanti l’assenza di un accesso all’acqua e il freddo che i cani avevano dovuto patire per lungo tempo.

È importante sottolineare che la difesa avanzata dai proprietari, secondo i quali non era stato dimostrato che i cani fossero stati ospitati in un ambiente insalubre, né che avessero sofferto in modo grave, non è stata accolta.

L’automobile non è un “habitat naturale” per un cane

È stato invece tenuto in considerazione il fatto che un’automobile non sia un “habitat naturale per un cane.

Inoltre le sue dimensioni sono comunque “anguste”, quindi non idonee per l’animale e in grado di “incidere sulla sua sensibilità come essere vivente”.

Non occorre, inoltre, che ciò “si accompagni alla specifica volontà di infierire sugli animali”, ma sono sufficienti “condizioni oggettive di incuria o di negligenza.

cane chiuso in macchina

La sussistenza di elementi concreti come il poco spazio, l’assenza di una ciotola per l’acqua e di protezione dalle intemperie dimostra che non è stato assolto il dovere di cura degli animali e che non ne è stato garantito il benessere.

Ricordiamo che non è necessario vedere il cane abbaiare, per attirare l’attenzione.

Se però ciò succede, può essere interpretato come una dimostrazione ulteriore della sua condizione di disagio.

Insomma, il cane può stare in auto, nel rispetto dei modi stabiliti dal Codice della Strada, ma non può esservi lasciato da solo per troppo tempo.

Questo parametro non è definito da una legge.

Deve però corrispondere a scelte di buon senso, che non sconfinino in una condizione di “abbandono” del cane stesso in un luogo che apparentemente è protetto e che però può trasformarsi in una trappola di sofferenza.