La (non) scelta di un cane o gatto appartenenti a razze sofferenti

Chi si avvicina per la prima volta a un animale da affezione, non sempre è informato e si affida al venditore o all’allevatore che non sempre descrive con trasparenza lo stato di salute e benessere degli animali.

A cura di: Prof. Agostino Macrì

scelta di un cane

La scelta di un cane o di un gatto da portare nelle nostre case non sempre viene fatto con la dovuta consapevolezza e non si sa che dietro le “quinte” ci sono degli interessi non sempre rispettosi della salute e il benessere degli animali.

Il Comitato Bioetico veterinario con un documento del 13.12.2019 ha preso in considerazione il fenomeno per cui alle volte si selezionano degli animali, soprattutto cani, con difetti congeniti che li rendono “morfologicamente attrattivi”, ma che in realtà provocano loro delle sofferenze anche gravi.

Esempi sono modificazione del colore, alterazione delle conformazioni del muso e delle orecchie, andature e comportamenti anomali, assenza di pelo, ecc.

Esse sono il frutto di processi selettivi che tendono a esaltare alcuni caratteri che alle volte sono molto apprezzati.

Chi si avvicina per la prima volta nella scelta di un cane o di un gatto, non sempre è informato e si affida al venditore o all’allevatore che non sempre descrive con trasparenza lo stato di salute e benessere degli animali.

Il fenomeno si acuisce nel periodo delle festività natalizie dove sono in molti a regalare dei cuccioli e, inconsapevolmente, alimentare un mercato non troppo limpido.

Sembra quindi opportuno diffondere il messaggio del Comitato Bioetico Veterinario e che invita ad acquistare consapevolmente i nostri animali.

Autore: Agostino Macrì (Unione Nazionale Consumatori)