Inanellamento degli uccelli, che cos’è e a cosa serve?

Durante il periodo delle migrazioni ricercatori di ogni parte del mondo iniziano l'attività di inanellamento degli uccelli selvatici. Vediamo come si svolge questa metodica e perché è importante.

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

inanellamento passerotto
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In vari periodi dell’anno, ma soprattutto durante i passi migratori  viene effettuato l’inanellamento degli uccelli selvatici.

Gruppi di biologi, naturalisti, ornitologi, veterinari, ricercatori e volontari si “armano” di reti, teloni, anelli metallici, calibri e vari attrezzi e iniziano l’attività di cattura, raccolta dati e applicazione di anelli dei volatili in prossimità di radure, stagni, vicino a boschi collinari o montani.

Cos’è inanellamento degli uccelli e perché si fa?

Perché catturare uccelli per poi applicare loro un anello?

Questa metodica in realtà è molto importante per poter capire, studiare e seguire le rotte degli uccelli migrator e rilevare la presenza nel territorio di specie avicole autoctone, alloctone o di passo.

Quest’attività serve anche per conoscere le abitudini di vita, lo stato di salute, di crescita, la prevalenza di età o sesso e desumere dati importanti per la gestione dell’ambiente e della sanità globale.

 

inanellamento anelli e pinze Come inanellare gli uccelli

Un piccolo anello metallico marcato in modo univoco per ogni esemplare catturato, esaminato, misurato e prontamente liberato diventa uno strumento prezioso da cui trarre informazioni.

Questo soprattutto se l’uccello è ricatturato, ritrovato sul territorio o identificato (in caso di uccelli di grosse dimensioni) anche mediante osservazione col binocolo.

Come si cattura un uccello per inanellarlo?

L’inanellamento può essere compiuto su uccelli appena nati che si trovano nel nido (come ad esempio a pulli di rapaci o di cicogna) o su giovani e adulti, catturati mediante diversi metodi come reti o trappole.

Per i piccoli passeriformi in genere si utilizzano reti a maglia fine disposte nei punti di passaggio, a ridosso di una boscaglia, nei cosiddetti “roccoli” o stazioni di inanellamento.

Per uccelli di dimensioni maggiori, come ad esempio le anatre, sono invece utilizzate delle gabbie trappola in cui sono inserite delle esche alimentari.

Tutti gli uccelli catturati devono essere prontamente liberati dalle reti.

In attesa della raccolta dei dati biometrici e dell’inanellamento sono posti per pochi minuti in morbidi sacchetti di panno o scatole forate.

Tutto nel rispetto etico e del benessere dell’animale.

Quali dati vengono raccolti durante l’inanellamento degli uccelli?

Ogni uccello catturato è pesato e osservato lo stato del piumaggio e della muta.

rilevazione dati uccelli

Sono poi raccolte misure particolari come lunghezza delle penne remiganti, delle timoniere o dei tarsi.

Con l’analisi attenta del piumaggio e delle caratteristiche fisiche un inanellatore esperto può infatti desumere dati sull’età e sul sesso.

È annotato poi il luogo del ritrovamento, la data, il numero di anello per poter, si spera, seguire il soggetto nella sua vita.

Sono stati infatti raccolti dati interessanti sulla longevità in natura di varie specie di uccelli, prevalenze di sesso, sopravvivenza dei pulli, distanze chilometriche percorse durante le migrazioni.

Dati impossibili da ottenere in altro modo e fondamentali per monitorare l’ambiente, in cui anche noi viviamo e talvolta sfruttiamo a discapito degli animali.

Tutti possono inanellare?

Come aiutanti è possibile partecipare attivamente purché dotati di buone conoscenze di ornitologia, dotati di passione e consapevoli di affrontare un esperienza unica, immersi nella natura, delicata, ma piuttosto faticosa.

I turni di veglia sono infatti anche notturni per togliere prontamente dalle reti gli uccelli.

Ma gli inanellatori devono possedere un bagaglio di conoscenze ed esperienze molto valide e certificate da patentini e apposite autorizzazioni.

Ogni candidato inanellatore deve sostenere vari esami per richiedere il patentino (C, B o A) e in cui dimostrare la competenza nel riconoscere le specie, sesso ed età, dettagli amministrativi ed etici collegati a questa metodica.

Prima di poter inanellare autonomamente deve però acquisire esperienza seguendo inanellatori accreditati in varie sessioni.

Coordinamento dei centri di inanellamento in Italia e Europa

In Italia i centri di inanellamento sono coordinati dal CNI ovvero Centro Italiano di Inanellamento presso l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale dall’Ispra).

A coordinare tutti i centri di inanellamento europei è invece l’Euring, il centro che ha il compito di monitorare, coordinare e gestire le attività di inanellamento in ambito scientifico.

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