Il mio criceto ha un nodulo, è un tumore o un ascesso? Cosa devo fare?

Cosa fare se si trova un un nodulo sulla cute del proprio criceto? Che cos'è? Un tumore, un ascesso o una ciste?

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A cura di: Dott.ssa Linda Sartini, Dott. Cristiano Papeschi

criceto tumore

Trovare un nodulo sulla cute del proprio criceto è un’evenienza veramente molto frequente e fa pensare spesso a un tumore o a un ascesso.

Vediamo insieme cosa può nascondere una neoformazione e come comportarci.

Il criceto: un animale molto riservato

I criceti sono roditori domestici molti apprezzati e sono tanti gli italiani che hanno scelto di accoglierne in casa uno o più.

Trattandosi di animali riservati, che molte volte preferiscono uscire dalla tana e alimentarsi quando c’è più calma in casa, spesso non gradiscono le manipolazioni.

Per questo motivo, se disturbati possono reagire arrivando a mordere.

Capita quindi che spesso i proprietari tendano, nella maggior parte dei casi, a limitare le interazioni con loro per lasciarli in pace.

 

criceto tumore gabbia

Naturalmente è giusto rispettare questo loro desiderio. Ma è anche importante, allo stesso tempo, abituarli ad essere toccati e manipolati quotidianamente, in modo che si rendano conto che quel contatto è normale.

Anzi, può anche essere piacevole o portare a una gradita ricompensa.

Osservare e toccare per individuare e prevenire le anomalie

Questi piccoli roditori hanno la tendenza a nascondere quanto più possibile gli stati di malessere o sofferenza.

Se poi a questo fatto si aggiunge alla loro abitudine di essere schivi e di nascondersi, ne risulta che individuare precocemente i segni di malattia non è sempre così semplice.

Osservare ogni giorno il proprio criceto significa anche imparare a conoscerne la normalità, ovvero comportamenti, movimenti e posture normali.

In questo modo è più facile accorgersi immediatamente quando qualcosa non va.

Allo stesso modo, toccare l’animale consente di individuare subito anomalie anatomiche le quali, altrimenti, potrebbero venire occultate dalla pelliccia.

Insomma, non aspettiamoci che sia il criceto a venirci a dire “sto male”.

Dobbiamo essere noi ad accorgercene il prima possibile in modo da intervenire tempestivamente.

Come accorgersi della presenza di un nodulo nel criceto

Veniamo, dunque, all’argomento centrale di questo articolo: i noduli.

Criceti e noduli, purtroppo, sono un binomio frequentissimo ed è per questo che ne vogliamo parlare.

Quello che noi definiamo comunemente “nodulo” è un’escrescenza cutanea, una neoformazione, un qualcosa che prima non c’era e adesso, tutto a un tratto, c’è.

Alle volte ce ne accorgiamo perché vediamo il pelo leggermente sollevato.

Altre volte perché ne percepiamo la presenza alla palpazione, ma questo avviene solo se tocchiamo l’animale di frequente e se lui o lei si lascia manipolare.

Ancora perché, magari, notiamo qualche cambiamento nel suo comportamento o nei suoi movimenti.

Quando, però, la presenza della neoformazione arriva a determinare cambiamenti macroscopici vuol dire che è già in fase avanzata, indipendentemente dalla sua natura.

Nodulo, ciste, ascesso o tumore? Cos’ha il mio criceto?

Con il termine generico di “nodulo” o “neoformazione” si suole indicare masse di diverse dimensioni e di diversa natura.

Nel criceto un nodulo può essere diverse cose. Ad esempio un’innocua ciste, un ascesso conseguente a una ferita, in seguito a un’abrasione o un morso, che si è infettata oppure, ancora, un tumore.

Diagnosi

La diagnosi spetta al Medico veterinario e a noi, invece, il compito di accorgerci quanto prima del problema e riferirlo.

In presenza di una neoformazione il veterinario provvederà comunque a eseguire una visita completa sull’animale per valutarne le condizioni di salute generale.

Durante la visita esaminerà con attenzione la massa per definirne i contorni, l’estensione, la mobilità o meno.

Successivamente si accerterà della presenza o meno di altri noduli sul corpo del roditore.

criceto tumore gold

Per definire la natura della neoformazione eseguirà alcuni accertamenti diagnostici, tra cui il prelievo di alcune cellule o del suo contenuto per ago-infissione o ago-aspirazione.

Il campione prelevato verrà poi esaminato al microscopio (esame citologico).

Altre diagnostiche come radiografie e ecografie, fondamentali in animali di dimensioni maggiori, hanno purtroppo poca applicazione in questa specie.

Limiti tecnici impediscono infatti di avere risultati leggibili su animali di pochi grammi.

Una volta emessa la diagnosi sarà possibile passare agli step successivi.

Terapia in caso di cisti o ascessi

A seconda della natura del nodulo il veterinario opterà per una terapia di tipo medico oppure, come più spesso accade, di tipo chirurgico.

Nel caso di una ciste, ad esempio, se questa non mostra tendenza a crescere, se si trova in una posizione che non impedisce i movimenti e se l’animale non manifesta dolore o disagio, si può anche pensare di lasciarla lì.

In caso contrario sarà necessario rimuoverla chirurgicamente.

Un ascesso, allo stesso modo, può richiedere un piccolo intervento in anestesia generale per il drenaggio e la pulizia, qualora la terapia medica non fosse sufficiente.

Il tumore cutaneo e mammario nel criceto

Il criceto è geneticamente predisposto allo sviluppo di masse neoplastiche, tanto che è normale aspettarsi la comparsa di un tumore a un certo punto e con l’avanzare dell’età.

Considerando che questi piccoli roditori hanno un’aspettativa di vita media di 2-3 anni, già dopo il primo anno è possibile trovarsi a dover affrontare questo problema.

criceto tumore in mano

I tumori cutanei e mammari sono quelli più frequenti, soprattutto nei criceti russi e siberiani, e sono caratterizzati da una crescita molto rapida, anche per le forme benigne (le più comuni).

Il tumore nel criceto tende ad aumentare di volume e ad espandersi e, se trascurata, può arrivare a diventare voluminosa quasi quanto il suo ospite.

Non di rado le neoplasie mammarie, quando localizzate ventralmente, possono diventare talmente grandi da impedire all’animale di toccare terra con le zampe o addirittura espandersi fino a inglobare un arto.

A seconda della localizzazione e della dimensione possono causare difficoltà nella deambulazione e rendere difficile l’alimentazione.

Arrivati a queste condizioni estreme, spesso l’eutanasia rimane l’unica soluzione.

Al contrario, se la neoplasia viene individuata quando è ancora piccola, nella maggior parte dei casi può essere rimossa chirurgicamente.

Questo permette all’animale di tornare alla propria vita normale in brevissimo tempo.

La tempestività è però fondamentale: quanto più precocemente si interviene tanto maggiori sono le probabilità di successo.

Purtroppo è anche necessario sottolineare la possibilità di recidive o la frequente comparsa di nuove masse.

La visita periodica dal veterinario rimane quindi, anche in questo caso, la migliore strategia di prevenzione.