Fibra nell’alimentazione del coniglio: perché è così importante?

Il coniglio è un erbivoro, di conseguenza la sua alimentazione di base dovrà essere costituita da erba, fieno e vegetali. Per quale motivo? Scopriamolo insieme

fibra nell'alimentazione del coniglio

È nostro desiderio, oggi, chiarire il concetto dell’importanza della fibra nell’alimentazione del coniglio, in particolare di quello da compagnia.

In più occasioni abbiamo parlato della corretta alimentazione del coniglio e abbiamo sottolineato il concetto più importante: il coniglio è un erbivoro e come tale deve essere gestito ed alimentato.

In natura, questo animale consuma materie prime povere in energia e ricche in fibre, per l’utilizzo delle quali l’evoluzione lo ha dotato di uno strumento estremamente valido e utile… il cieco.

Cosa è la fibra?

Quando si affronta l’argomento, ovvero l’alimentazione del coniglio, il tema della fibra viene sempre fuori.

Il veterinario è solito dirci che il nostro pet deve assumerne quotidianamente una certa quantità, senza la quale le conseguenze potrebbero essere anche gravi.

Ma cosa è, dunque, la fibra?

Da un punto di vista chimico e biologico, la fibra è l’insieme degli elementi che costituiscono la parete delle cellule vegetali.

Sotto la generica denominazione di fibra grezza rientrano composti organici quali la lignina, la cellulosa, l’emicellulosa, le pectine insolubili e alcuni altri polisaccaridi solubili.

Senza entrare in una terminologia complessa e poco comprensibile per il grande pubblico, fatta di acronimi come ADF (Fibra Acido-Detersa), NDF (Fibra Neutro-Detersa) e ADL (Lignina Acido-Detersa), per essere più semplici possiamo suddividere la fibra in digeribile ed indigeribile.

Questi due termini, da soli, già la dicono lunga sulla differenza tra queste due grandi categorie.

La fibra indigeribile (o scarsamente digeribile) contiene un’elevata percentuale di lignina e cellulosa, elementi che possono essere utilizzati solo a seguito di un lento e complesso lavoro di fermentazione svolto dai batteri presenti nel cieco o addirittura non essere utilizzati affatto.

Al contrario, le emicellulose e le pectine possono essere più facilmente sottoposte ad un processo di fermentazione ed essere, di conseguenza, trasformate in sostanze nutritive.

Fibra buona e fibra cattiva?

Per quanto detto sopra potrebbe sembrare che la fibra indigeribile sia inutile o addirittura “cattiva” mentre quella digeribile potrebbe essere vista erroneamente come il “poliziotto buono”.

La realtà è molto più complessa in quanto.

Se è vero che la fibra digeribile è quella che fornisce, grazie all’intervento dei batteri ciecali, una buona quantità di energia e altri elementi utili derivanti dal metabolismo dei microorganismi (proteine, aminoacidi, vitamine, ecc), la componente indigeribile è altrettanto importante.

Per quanto sia scarsamente o per nulla fonte di sostanze nutritive, la fibra indigeribile, che viene quasi tutta espulsa con le feci, gioca un ruolo fondamentale nella regolazione della peristalsi, ovvero nei movimenti intestinali che consentono la progressione delle ingesta lungo l’apparato digerente.

Non a caso, anche per gli esseri umani affetti da stipsi, i medici e i nutrizionisti consigliano di aumentare l’apporto di fibre.

Questo concetto è ancora più importante per un animale erbivoro, che dipende ancora più di noi dalla fibra dalla quale ottiene il sostentamento e grazie alla quale mantiene una corretta funzionalità del gastro-enterico.

Quanta fibra nell’alimentazione del coniglio?

Da quanto detto sopra, possiamo giungere alla conclusione che non sia giusto additare la fibra indigeribile come meno nobile, in quanto è anche essa parte integrante del complesso puzzle della digestione.

Nella formulazione dei mangimi, per lo meno quelli di alta gamma, le aziende oggi pongono moltissima attenzione al contenuto in fibra, che non dovrebbe mai essere inferiore al 18%.

Inoltre, anche la percentuale di lignina viene tenuta molto in considerazione in modo che all’interno della formulazione ve ne sia tra il 4 e il 5%, in modo che il rapporto tra fibra digeribile e fibra indigeribile sia all’incirca di 3:1.

In sintesi, potremmo dire che la fibra nell’alimentazione del coniglio non è mai abbastanza.

Conigli nutriti correttamente con alimenti ricchi in fibra (fieno, erba e alcune verdure) possono beneficiare di un apporto quotidiano sufficiente di questa sostanza, poiché è la natura, in quel caso, a garantire una percentuale adeguata.

Soggetti alimentati con grandi quantità di mangime (soprattutto se inadeguato dal punto di vista della composizione e contenente semi e cereali), verdure con basso contenuto di fibra e frutta, oltre a tutti gli altri problemi che l’eccesso di energia e zuccheri comporta sulla digestione e sulla salute, hanno una maggiore facilità a manifestare problemi di stipsi, rallentamento del transito intestinale e meteorismo.

Una razione ad elevata percentuale di fibra, inoltre, riduce di conseguenza l’apporto di energia, spingendo in questo modo il coniglio ad assumere maggiori quantità di cibo che richiede una lunga masticazione con effetti positivi sia sulla dentatura che sull’impiego del tempo.

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