L’importanza della ciecotrofia nel coniglio

Quello della ciecotrofia è un adattamento anatomo-funzionale indispensabile per la sopravvivenza del coniglio. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta!

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A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

ciecotrofia
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Il coniglio è un erbivoro e la sua dieta è di scarso valore nutrizionale. Grazie alla ciecotrofia, processo fisiologico reso possibile da un organo chiamato “cieco”, l’animale è in grado di far fronte in maniera efficace alle carenze cui altrimenti andrebbe incontro.

Il cieco è un grosso organo sacciforme facente parte dell’apparato digerente, in grado di contenere fino al 40% di tutto il materiale presente al suo interno.

Si tratta di un diverticolo a “fondo cieco”, da cui deriva il nome, situato a livello della giunzione tra intestino tenue e colon e caratterizzato da una forma allungata, una parete sottile ed un aspetto bozzellato.

Perché il cieco è così particolare?

Il cieco del coniglio contiene una popolazione microbica molto abbondante, siamo nell’ordine di molti miliardi di microorganismi, costituita prevalentemente da batteri, circa 400 specie tra Gram positivi e Gram negativi, protozoi e funghi.

Durante la prima digestione, una parte del materiale presente all’interno dell’apparato digerente passa dall’intestino tenue al colon ed è ancora ricco di molte sostanze nutritive non utilizzate.

Attraverso un movimento antiperistaltico, ovvero a ritroso, dal colon questo materiale risale e viene deviato all’interno del cieco dove le popolazioni microbiche processano e fermentano la fibra digeribile producendo acidi grassi volatili (ac. acetico, ac. propionico ed ac. butirrico) che vengono assorbiti dalla parete del cieco, apportando così energia all’organismo.

I batteri presenti nel cieco producono molte altre sostanze utili per il metabolismo dell’animale, tra cui le vitamine del gruppo B e K nonché proteine di origine batterica di elevato valore biologico che vengono inglobate all’interno del ciecotrofo che verrà successivamente espulso.

Cos’è, dunque, il ciecotrofo?

Si tratta di una massa scura, bozzellata, allungata, lucida, ricoperta di muco e dall’odore acre, che viene prodotta al termine della digestione ciecale ed espulsa attraverso l’ano durante la notte o nelle prime ore del mattino.

Normalmente, il coniglio assume il ciecotrofo prelevandolo direttamente dall’ano, ingerendolo senza masticarlo, in un processo chiamato ciecotrofia.

Il ciecotrofo rimane per alcune ore all’interno dello stomaco, in modo da essere attaccato dagli enzimi digestivi, e successivamente prosegue il suo percorso all’interno dell’apparato digerente, cedendo il proprio ricco contenuto che sarà assorbito dalla mucosa enterica dell’animale.

Pertanto, per quanto possa sembrare un meccanismo piuttosto “disgustoso”, la ciecotrofia, che non deve essere confusa con la coprofagia, è un processo fisiologico che consente al coniglio di recuperare moltissime sostanze prodotte nella porzione terminale dell’intestino durante la prima digestione che, in mancanza della ciecotrofia e quindi della riassunzione del ciecotrofo, verrebbero espulse e quindi perse irrimediabilmente.

Questo processo si è reso necessario nella storia evolutiva di dei lagomorfi in quanto il tipo di alimentazione alla quale si sono adattati è molto povera in elementi nutritivi ma ricca in fibra che, senza l‘intervento della popolazione microbica ciecale, risulterebbe praticamente indigeribile.

Si considera che l’ingestione e la digestione del ciecotrofo sia in grado di restituire al coniglio circa il 40% dell’intero fabbisogno energetico.

L’equilibrio della flora microbica ciecale è molto delicato e fortemente influenzato dal tipo di dieta cui il coniglio da compagnia viene sottoposto: quando la percentuale di fibra della razione viene diminuita favorendo l’apporto di proteine ma soprattutto carboidrati, l’equilibrio naturale si sposta, spingendo la proliferazione di popolazioni microbiche spesso dannose.

Pertanto, il rispetto dei principi di base dell’alimentazione del coniglio, ovvero razioni molto ricche in fibra, dal contenuto proteico moderato e dalla bassissima quantità di carboidrati e grassi, è il segreto per una buona salute dell’apparato gastroenterico e di tutto l’animale nel suo complesso.

Quale situazioni interferiscono con la ciecotrofia?

Nel coniglio, l’assunzione del ciecotrofo è fondamentale per la salute e la sopravvivenza ed in condizioni normali il proprietario raramente ne osserva la presenza all’interno della gabbia od in giro per casa, in quanto l’animale lo preleva direttamente dall’ano per ingerirlo.

Diverse e numerose sono le motivazioni che possono portare alla mancata ingestione del ciecotrofo, ma se il reperto è occasionale, ovvero una volta ogni tanto, non necessariamente il fatto deve destare preoccupazione in quanto il coniglio potrebbe essere stato semplicemente disturbato.

Quando invece il ritrovamento dei ciecotrofi diventa abituale bisogna indagare a fondo le cause.

Prima fra tutte un’alimentazione inadeguata: il coniglio è un erbivoro, e pertanto la sua dieta di base deve essere costituita principalmente da fieno, erba, verdure e piccole quantità di mangime pellettato.

Quando la razione diventa troppo nutriente, ovvero troppo ricca in energia, carboidrati o proteine e povera in fibra, ad esempio per la presenza eccessiva di cereali, il ciecotrofo cambia consistenza, come conseguenza dell’alterazione nella popolazione microbica ciecale.

Il ciecotrofo potrebbe perdere il rivestimento mucoso, assumere una consistenza ed un odore meno appetibile per l’animale che, a quel punto, perderà di interesse e lo lascerà sul fondo della gabbia.

Escludendo la questione puramente alimentare, un’altra causa, o meglio un insieme di cause che potrebbero impedire al coniglio di assumere il ciecotrofo sono tutte quelle situazioni che rendono difficile all’animale il raggiungimento dell’ano o che causino dolore, come ad esempio l’obesità, una giogaia troppo sviluppata, malocclusione dentale, patologie osteo-articolari o problemi neurologici.

Anche elementi di stress o di disturbo cronico possono spingere il coniglio a trascurare l’ingestione del ciecotrofo, che verrà dunque ritrovato all’interno della gabbia, sul pavimento o addirittura “spiaccicato” sotto alle zampe o intorno all’orifizio anale.

La mancata ingestione del ciecotrofo è una condizione che non deve essere sottovalutata, viste anche le molteplici cause che sono possono essere alla base di stati patologici importanti, e pertanto sarà necessario rivolgersi quanto prima ad un medico veterinario.

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