Come vede il mio animale? la visione è molto varia nel mondo animale

Differenti in base alle necessità di specie, il funzionamento e la disposizione degli occhi possono privilegiare il campo visivo, la precisione oppure l’efficacia al buio.

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Come vede il mio animale? Chi di noi non si è mai posto una domanda del genere? Il tema della visione, infatti, intriga e appassiona il proprietario che si rende conto che il suo beniamino non vede il mondo nel suo stesso modo, e per questo motivo gli piacerebbe saperne di più per potersi mettere al suo posto.

La visione è molto varia all’interno del mondo animale, perché, per ogni specie deve essere adatta all’ambiente e alla modalità di vita.

Distinguere i dettagli, le forme, i colori, i rilievi e i movimenti… tutto dipende dalle necessità dell’animale e da un fattore che sta ancora più a monte: è un predatore o una preda?

L’occhio è come una fotocamera!

Nei vertebrati, l’occhio è definito camerulare. È composto da un segmento anteriore che cattura l’immagine e la mette a fuoco (cornea e cristallino), e un segmento posteriore (retina) che la interpreta.

Infatti, la luce attraversa la cornea, viene concentrata dal cristallino e va a imprimersi, ribaltata, sulla retina per poi essere trasferita, attraverso il nervo ottico, al cervello dove l’immagine è analizzata.

I recettori presenti nella retina, che sono stimolati dalla luce, sono dei fotorecettori. Ne esistono di due tipi: i coni e i bastoncelli.

I primi sono utili con la luce giornaliera e permettono la visione dei colori; i secondi, 500 volte più sensibili, intervengono in caso di bassa luminosità (di notte). Più i bastoncelli sono allungati, più sono sensibili.

Come vede il mio animale? Cane e gatto vedono sfuocato

I mammiferi si caratterizzano per la loro diversità: animali diurni e notturni, prede e predatori; tuttavia, per la maggior parte gli occhi dei mammiferi sono soprattutto orientati verso le capacità di discernere i movimenti, piuttosto che sull’acuità così specifica dell’uomo e delle grandi scimmie.

Questa capacità permette in effetti al predatore di rilevare tutti i movimenti impercettibili della preda, anche a grandi distanze.

Per la preda, è la sicurezza di poter scorgere il predatore che arriva, anche senza muovere la testa, grazie al campo visivo molto ampio.

L’altra faccia della medaglia è il fatto che la visione globale è di mediocre qualità. Così, per esempio, il cane ha una visione sfuocata.

Esso è capace di vedere un uomo che si avvicina, ma non precisamente di chi si tratta. È per questo che il cane a volte abbaia quando il suo padrone va verso di lui, perché non lo riconosce.

Se gli arriva l’odore della persona, o se quest’ultima gli parla, il cane lo identifica più velocemente: questi altri suoi sensi compensano una vista imperfetta.

La medesima cosa vale per il gatto, che possiede un campo visivo superiore a 250°, ma vede sfuocato alla distanza di 1 metro; inoltre, vede meglio un oggetto se è in movimento piuttosto che se è immobile.

La sua visione è eccellente la notte. La sua pupilla si dilata al massimo per compensare la minore quantità di raggi luminosi.

Il gatto non può vedere nel buio assoluto, ma la semplice luminosità delle stelle gli è sufficiente.

Molti mammiferi come i roditori possiedono solo i bastoncelli, quindi vivono in un mondo in bianco e nero, mentre solo i mammiferi e le grandi scimmie sono capaci di percepire tutti i colori.

E come vede il mio animale? quali colori riesce a distinguere? Tra i due estremi ci sono il cane e il gatto che vedono come i daltonici: essi non possiedono i coni sensibili al rosso e in pratica, vedono una sorta di bianco e nero migliorato.

Il cavallo percepisce il verde, ma non è ancora stato raggiunto un consenso per il resto dei colori.

Quanto ai bovini, sono anch’essi sprovvisti di coni sensibili al rosso. Il rosso, quindi, non stimola per niente l’aggressività di un toro! D’altra parte, il mantello dei mammiferi è poco colorato.

Come vede il mio animale? Per riassumere, la maggior parte degli animali sono neri, bianchi, grigi o marroni, al contrario degli uccelli e dei pesci.

FONTE: La Settimana Veterinaria