Cani e gatti anziani, quali sono le patologie influenzate dalla dieta?

I disturbi cognitivi sono comuni negli animali che invecchiano. Tuttavia, la combinazione della stimolazione mentale, attraverso l'arricchimento ambientale ed esercizi mentali, e di una alimentazione appropriata possono aiutare a ridurre al minimo questi effetti.

A cura di: Prof.ssa Giorgia Meineri

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Alcune patologie dei cani e dei gatti anziani sono “influenzate” dalla dieta, la quale, svolge verso di esse un ruolo preventivo o di supporto terapeutico. Le più comuni tra queste patologie sono: l’osteoartrite, le malattie renali croniche, il diabete mellito, l’ insufficienza cardiaca, le allergie cutanee, la disfunzione cognitiva.

In questo articolo ci concentreremo sul ruolo della dieta nei confronti dei disturbi cognitivi che affliggono gli animali anziani.

Disfunzione cognitiva, una patologia dei cani e gatti anziani influenzata dalla dieta

Gli animali anziani spesso subiscono cambiamenti comportamentali, possono avere il sonno alterato e mostrare vari gradi di declino cognitivo.

Le principali alterazioni comportamentali associate alla disfunzione cognitiva negli animali d’affezione possono essere raggruppate in 3 categorie:

  1. Disorientamento nell’ambiente circostante e nell’ambiente domestico;
  2. Interazioni alterate con le persone o altri animali;
  3. Disturbi del ciclo sonno-veglia.

Alcuni studi scientifici suggeriscono che i segni di disfunzione cognitiva si verificano nel 20-30% dei cani di età compresa tra 7 e 9 anni, aumentando a circa il 70% nei cani di età superiore a 13 anni.

I problemi comportamentali aumentano di frequenza anche nei gatti anziani, presentandosi nel 50% e nell’80% dei gatti di età compresa tra 16 e 18 anni rispettivamente. La gravità del declino cognitivo nei cani e nei gatti può variare da minime modifiche cognitive a demenza grave e ha un andamento progressivo.

Somiglianze tra declino cognitivo del cane e dell’uomo

Esistono notevoli somiglianze tra il declino cognitivo umano e quello canino. Tra i cambiamenti simili alle due specie vi sono: l’atrofia di aree del cervello, l’aumento del danno ossidativo, le alterazioni nel metabolismo energetico dei neuroni e la possibile comparsa di placche dovute ad un accumulo di sostanza Beta amiloide.

La prevenzione del declino cognitivo negli animali domestici si concentra su un’attenta gestione clinico-nutrizionale, sull’arricchimento ambientale e sulla stimolazione cognitiva.

Studi scientifici indicano che i radicali liberi svolgono un ruolo importante nell’invecchiamento dell’encefalo.

Miglioramento della memoria nei cani e gatti anziani alimentati con una dieta arricchita di antiossidanti

Il cervello è particolarmente sensibile agli effetti nocivi dei radicali liberi in quanto ha bisogno di molto ossigeno, è costituito da un alto contenuto di lipidi e ha una limitata capacità di rigenerazione.

Numerosi studi hanno evidenziato un miglioramento della memoria o delle prestazioni cognitive nei cani anziani alimentati con diete o mangimi complementari arricchiti di antiossidanti.

Gli antiossidanti infatti fungono da “spazzini” dei radicali liberi. L’assunzione prolungata di molecole ad azione antiossidante quali: l’alfa-tocoferolo (vitamina E), i carotenoidi (provitamina A), l’acido alfa-lipoico, l’acido ascorbico (vitamina C), il coenzima Q10 e la l-carnitina aiuta il cane e il gatto a mantenere la funzione cognitiva legata all’età.

Omega 3, un ruolo importante per le funzioni neuronali

Anche gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga (detti PUFA) della serie omega 3, come il DHA (acido docosaesaenoico),  svolgono un ruolo importante per le funzioni neuronali.

Diversi studi hanno dimostrato una diminuzione di questi PUFA, in particolare del DHA nel cervello dei cani durante l’invecchiamento.

La supplementazione della dieta con olio di pesce e/o il consumo di pesci grassi (aringa, sgombro, salmone), che contengono omega 3 e vitamine del gruppo B, si traducono in un miglioramento della capacità cognitive negli animali anziani. 

In sintesi, le diete – prescritte dal proprio medico veterinario di fiducia – che forniscono antiossidanti, acidi grassi della serie omega 3 e aumentati livelli di vitamine del gruppo B sono particolarmente utili nei cani anziani per prevenire o ritardare i disturbi cognitivi.

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