Obesità e fattori di predisposizione nel cane e nel gatto

Risultano maggiormente predisposti i soggetti che vivono esclusivamente in casa oppure gli animali che non svolgono attività fisica quotidiana, ad esempio i cani che vengono portati fuori esclusivamente per espletare i bisogni.

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A cura di: Prof.ssa Giorgia Meineri

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Per iniziare a parlare di obesità e fattori di predisposizione nel cane e nel gatto è necessario partire con l’identificazione di questa condizione.

Che cos’è l’obesità

Si definisce obesità una condizione in cui la massa grassa eccede di oltre il 20% dal peso ideale del cane e del gatto.

Si verifica quando c’è uno squilibrio energetico (bilancio energetico positivo) ovvero l’apporto energetico introdotto con l’alimento è maggiore rispetto al dispendio energetico dell’animale.

Risultano maggiormente colpiti i soggetti che vivono esclusivamente in casa oppure gli animali che non svolgono attività fisica quotidiana, ad esempio i cani che vengono portati fuori esclusivamente per espletare i bisogni.

Animali obesi in aumento nei Paesi occidentali

Il sovrappeso e l’obesità vengono definite patologie croniche.

Risultano nettamente in aumento tanto in campo umano (Paesi occidentali e industrializzati), quanto negli animali da compagnia.

I dati europei sulla prevalenza del fenomeno sono allarmanti, mediamente la prevalenza si aggira intorno al 34% nei cani e al 40% nei gatti, tuttavia in alcuni stati (es. America) il problema è maggiormente rilevante.

L’obesità e il sovrappeso sono patologie che affliggono la popolazione canina e felina e, tenendo conto di tutte le conoscenze scientifiche di cui oggi disponiamo, non è accettabile ignorarle.

Queste condizione predispone a decine di patologie secondarie che comportano una generale riduzione della longevità e qualità di vita (anomalie metaboliche, endocrine, patologie dermatologiche, gastrointestinali, ortopediche, disturbi urinari, cardiorespiratori , neoplasie e ancora altre come l’aumentato rischio anestesiologico).

Fattori individuali che predispongono il cane all’obesità

Genetica

In base ad uno studio svolto nel 2017 sappiamo che esistono cause genetiche che predispongono alcune razze a manifestare maggiormente un incremento ponderale.

Gli animali selvatici possiedono meccanismi regolatori genetici che mantengono in equilibrio l’assunzione del cibo e il dispendio calorico, ma nei nostri animali da compagnia che hanno a disposizione cibo in abbondanza, sembra che questi meccanismi regolatori possano risultare alterati;

Età

La frequenza dell’obesità cresce all’aumentare dell’età dell’animale. Per quanto riguarda i gatti, i periodi più ‘rischiosi’ si verificano intorno i cinque e gli undici anni;

Sesso

Gli individui di sesso femminile sono maggiorente predisposti rispetto a quelli di sesso maschile;

Sterilizzazione

Studi suggeriscono che i gatti sterilizzati abbiano tre volte più probabilità di manifestare obesità rispetto ad esemplari interi;

Inattività fisica

In alcuni casi si assiste a situazioni in cui il proprietario considera e utilizza il cibo come palliativo, in sostituzione di altre attività più dinamiche.

L’attività fisica degli animali andrebbe essere incrementata, essendo l’unico metodo per aumentare il dispendio energetico.

Il movimento fisico regolare permette inoltre di mantenere il trofismo della massa magra, evitandone la consunzione.

Il sovrappeso spesso non viene riconosciuto dal proprietario, passando inosservato a causa della carenza di conoscenza del problema;

Iperalimentazione

Alcuni proprietari incoraggiano il proprio animale ad iperalimentarsi in quanto lo ritengono segno di buona salute.

Altri somministrano automaticamente e frettolosamente snack ad ogni richiesta del cane, minimizzando le necessità di interazione e creando in tal modo un tipo di rapporto incentrato solo sulla somministrazione di cibo.

In questi casi si evidenzia un’incapacità di stabilire una relazione adeguata che preveda la corretta lettura del repertorio comunicativo degli animali d’affezione (etogramma di specie).

L’animale in appartamento, soprattutto se è ipostimolato, spesso cerca il contatto con il proprietario perché si annoia e/o vorrebbe condividere qualche attività, mentre il proprietario ritiene erroneamente che si tratti di una mera richiesta di cibo, aggravando la condizione fisica e la frustrazione nel proprio animale.

Nel regime alimentare di cani e gatti vanno evitati abusi di spuntini ipercalorici e somministrazioni di resti di cibo dell’uomo.

Qualità e aspettativa di vita di un cane obeso

Uno studio scientifico epidemiologico ha dimostrato che i cani con peso ottimale vivono più a lungo rispetto ai soggetti con una condizione corporea non idonea.

Gli stessi proprietari sostengono che la vitalità dei propri animali sia drasticamente migliorata dopo la riduzione di peso e a chi non piace vedere il proprio animale corrergli incontro?