Aggressività da controllo, irritazione e territoriale: come si distinguono?

In natura l’aggressività può essere utile per gestire le risorse, procurarsi il cibo, prevalere su rivali in amore assicurandosi una discendenza: la selezione non l’ha eliminata dai comportamenti dei mammiferi.

aggressività da controllo

L’aggressività da controllo degli impulsi (ex aggressività da dominanza) è tipica di quei cani che non tollerano alcuni comportamenti del proprietario e reagiscono quindi con aggressioni.

Sono cani insicuri di per sé che cercano di capire fin dove possono arrivare. L’aggressività  da controllo è quella più difficile da gestire. Spesso sono animali di grossa taglia e pericolosi, magari solo con alcuni familiari.

Per mettersi al riparo da spiacevoli situazioni legali, se abbiamo il sospetto di essere in presenza di cani pericolosi, è bene rivolgersi a un medico veterinario comportamentalista.

Aggressività da controllo non è quella da irritazione

L’aggressività da irritazione si ha quando il cane percepisce un dolore e noi lo tocchiamo proprio lì.

In questi casi, di solito il cane morde di scatto ma non cerca di affondare granché i denti.

Anche la frustrazione induce l’aggressione, come ad esempio in animali anziani che mal sopportano manipolazioni che prima accettavano.

Da ricordare inoltre che cani con molto pelo sugli occhi (Briard, Bobtail, ecc.) possono morsicare perché non ben chiaro chi hanno dinanzi.

Aggressività protettivo-territoriale

L’aggressività protettivo‐territoriale è una strenua difesa da parte del cane del luogo dove vive: in questo caso non lo si deve lasciare sempre nello stesso posto, né farlo mangiare e dormire dove applica la difesa territoriale.

Occorre comunque portarlo fuori al guinzaglio almeno due volte al giorno.

L’aggressività predatoria che si esprime nell’inseguire oggetti in movimento è un comportamento molto difficile da modificare: si può provare con collari che diffondono uno spray ogni volta che il cane parte all’attacco.

FONTE: La Settimana Veterinaria