I tipi di mantello felino: colori, varietà e caratteristiche

Le diverse razze feline si differenziano non solo per la morfologia ma anche per diversi parametri legati al mantello quali la lunghezza del pelo, la struttura e la tessitura.

mantello felino

Dal punto di vista genetico, il pelo corto è il mantello felino originario indicato con la lettera “L” e tutte le sue modificazioni sono mutazioni: il pelo lungo è un mutante recessivo indicato con la lettera “l” e deve essere presente in entrambi i genitori per potersi manifestare. Il gene “l” è responsabile del pelo semilungo.

In funzione dei geni del colore, della sua distribuzione nel singolo pelo e della sua ripartizione nella globalità del mantello è possibile ordinare le centinaia di colori con cui il mantello stesso può presentarsi.

Il mantello originario è quello tigrato da cui per mutazione sono derivati tutti gli altri.

Il suo colore di fondo è chiamato agouti (gene “A”) e ha una tonalità giallo-grigiastra; in esso ogni singolo pelo non è di un unico colore ma presenta bande di colore giallo-grigiastre con punta nera.

I gatti tabby

Tra le particolarità dei gatti agouti, si distinguono i gatti tabby, con tutti i loro differenti “motivi” in quanto dà origine ai mantelli tigrati: tigré o mackerel con righe parallele e verticali non interrotte o spotted con piccole macchie ben nette e separate.

Nei tipped, invece, in cui il pigmento è circoscritto all’estremità distale del pelo, anziché presentare un’alternanza chiaro-scura lungo tutta la lunghezza del pelo stesso.

Ma tutti questi gatti possiedono caratteristiche tipiche degli agouti: un segno a “M” sulla fronte, occhi “truccati”, lati del muso e mento più chiari rispetto alla restante parte del mantello.

Negli shaded (da shade, ombra) un terzo/un quarto del pelo è pigmentato, mentre negli shell il colore è presente solo su un ottavo della lunghezza del pelo.

Questi mantelli si trovano soprattutto nei Persiani e danno origine a varietà in cui resta solo un’ombra del colore di base alla punta dei peli.

Il gene I

A tutto ciò si aggiunge l’effetto del gene I, responsabile dell’inibizione della feomelanina: i gatti portatori di un allele “I” dominante sono provvisti di un mantello di base bianco-argentato, detto silver, mentre quelli portatori di due alleli recessivi “ii” sono caratterizzati da un mantello giallo-dorato, detto golden.

Quando il gatto è silver e solo un ottavo del pelo è colorato, il termine utilizzato è chinchilla (si tratta di un sinonimo di silver shell).

Questo tipo di mantello si declina in diverse varianti: black chinchilla, blue chinchilla o red chinchilla, anche se la pelliccia di questi gatti, a prima vista, sembra bianca e appena picchiettata.

Tra i gatti tipped (shaded o shell), quelli che non sono silver sono tutti definiti golden.

I mantelli sono così black o blue o red o tortie golden shaded (tipping su un ottavo, non silver) o black/blue/red/tortie golden shell(tipping su un quarto-un terzo, non silver).
I gatti portatori dell’allele “I” ma non agouti sono indicati con il termine smoke (fumo), aggiunto dopo il nome del colore di base.

Il blotched nasce invece dal gene recessivo “tb” si presenta con tre righe parallele sul dorso e delle ali di farfalla sui fianchi e spalle.
La mutazione del gene agouti nel recessivo non agouti ha dato origine al pelo di un unico colore determinato dai geni della colorazione.

Il gene B

Il gene B (black) è responsabile del colore nero e ha due mutanti recessivi: “b” responsabile del colore chocolate e “bl” responsabile del colore cinnamon.
In presenza del gene della diluizione il nero diventa blu, il chocolate lilac e il cinnamon diventa fawn.

Il gene “O” trasforma i pigmenti di colore originando un rosso aranciato il quale, in presenza dei geni della diluizione, diviene crema.

IL GENE O

I maschi possiedono un solo cromosoma X: se portano l’allele “O”, il loro colore di base è il rosso (red), in quanto il loro gene B non si esprime, mentre se sono portatori dell’allele recessivo “o”, si esprime solo il gene B.

Le femmine possiedono due cromosomi X. Quindi, se sono portatrici di due alleli “O” sono rosse, mentre se possiedono due alleli “o”, il loro colore è determinato dal gene B.

Infine, se possiedono entrambi gli alleli “O” e “o”, una parte del loro mantello esprime il rosso e l’altra il colore codificato dal gene B.

Sono le femmine a squama di tartaruga: black tortie (se portatrici degli alleli B-D-Oo), chocolate tortie (bb o bbl- D-Oo) e cinnamon tortie (blbl-D-Oo).

I gatti e le gatte rossi portatori degli alleli di diluizione (dd) sono color crema. Le femmine a squama di tartaruga sono, in base al loro gene B: blue tortie (B-dd-Oo, prima definite blu crema), lilac tortie (bb- p bbl-dd-Oo, prima lilla crema) o fawn tortie (blbl-dd- Oo, prima daino crema).

Affinché il mantello sia tortie, è necessaria la combinazione Oo e, quindi, due cromosomi X. Di conseguenza solo le femmine possono essere a squama di tartaruga.

Esistono anche maschi tartaruga, sebbene rari, ma non possiedono un cariotipo normale (ad esempio, tre cromosomi sessuali: XXY) e, quindi, sono sterili. Nei mantelli cameo invece, le punte del pelo sono colorate di rosso.

UNA COLORAZIONE TERMOSENSIBILE

Con tutte le combinazioni possibili di tutti gli alleli di questi tre geni si ottengono 14 colori di base, cui si aggiungono alcune possibili variazioni.

In alcune razze come il siamese troviamo una particolare colorazione delle punte: il gene coinvolto è quello dell’intensità del colore sul corpo (il gene “C”) e i suoi alleli mutanti chiamati alleli albini che agiscono diminuendo progressivamente la pigmentazione del pelo e degli occhi ad esclusione delle zone del corpo dette fredde (muso, orecchie, zampe, coda ecc.).

Il gene siamese genera un enzima sensibile alla temperatura: la tirosinasi necessaria per ottenere l’eumelanina.
Un aumento del calore lo inattiva, per cui sulle punte, che sono le zone più fredde, avremo una concentrazione di pigmento più elevata e quindi il colore più scuro rispetto al resto del mantello.

I gattini point nascono bianchi perché all’interno dell’utero è più alta e costante e i soggetti che successivamente crescono al caldo sono più chiari rispetto a quelli che crescono a temperature più rigide.

Il mantello tende anche a scurirsi con l’invecchiamento in queste razze.

Dopo la tosatura, il pelo ricresce più scuro, in quanto le regioni non protette più dal pelo, tendono ad essere più fredde.

Il fenomeno è reversibile e il gatto riacquista il suo mantello originale quando il pelo si è del tutto rinnovato.

I mantelli che presentano la pezzatura bianca sono diffusi e vengono definiti bicolori e tricolori.
Le macchie bianche sono determinate dal gene S (white spotting) e si trasmettono come entità indipendenti.

In base alla percentuale di bianco si distinguono:

• Arlecchini presentano il colore solo su testa, coda ed estremità.

• Bicolori con un terzo di bianco e la restante parte colorata.

• Van solo la testa e la coda si presentano colorate.

Tuttavia, se il bianco è limitato alle estremità delle zampe, il gatto è detto mitted (guantato).
Il bianco è un assenza di colore dovuta al gene W dominante, maschera l’espressione degli altri colori ed è purtroppo associato alla sordità perché determina una degenerazione della coclea e un’atrofia dell’organo del Corti.

I gatti col mantello argentato nascono per l’intervento del gene I o gene dell’inibizione del colore che fa in modo che solo la punta del pelo sia colorata mentre la restante parte è bianca.

I mantelli argentati sono classificati in funzione della lunghezza della parte colo- rata detta tipping:

• Smoke: mantello non agouti in cui il pelo vicino alla radice è bianco, il rimanente è colorato.

• Shaded: mantello agouti in cui il gene Ch sbiancante comporta la presenza del colore solo sulla punta; nella variante Shell è ancora più accentuata l’azione sbiancante.

• Silver tabby: è un mantello tigrato in cui il gene I dà origine alla scomparsa delle bande giallo-grigiastre di ogni singolo pelo che risulta essere bianco-argento.

LEGGI ANCHE: Mantello tabby nel gatto. Quante tipologie ne esistono?

Determinare il colore dei gattini in base al mantello dei genitori è difficile.

Innanzitutto, si deve definire il fenotipo dei gatti, poi i diversi genotipi possibili (i due alleli per ogni gene che inter- vengono nella determinazione del colore) che potrebbero essere ad esso associati.

Successivamente, i differenti genotipi possibili derivanti dall’incrocio indicano i diversi fenotipi attesi.

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