Per i Pappagalli è meglio il cibo commerciale o casalingo?

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A cura di: Dott.ssa Elena Ghelfi

per i Pappagalli è meglio il cibo commerciale o casalingo
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Per i Pappagalli è meglio il cibo commerciale o casalingo? Ancora troppo spesso i pappagalli non vengono nutriti in modo corretto ed equilibrato, rispettando le vere esigenze dell’amico alato ma assecondando i capricci, le pubblicità o i consigli di personale non qualificato.

Il rischio concreto è un progressivo indebolimento delle difese e del metabolismo del pappagallo, serie conseguenze non sempre reversibili per la sua salute fino alla morte prematura per gravi degenerazioni epatiche o renali.

Ogni proprietario deve, quindi, informarsi per tempo sulle reali necessità nutrizionali del pappagallo che intende adottare e sforzarsi per mantenerlo nelle migliori condizioni possibili partendo proprio dal cibo che gli fornisce regolarmente.

Per i Pappagalli è meglio il cibo commerciale o casalingo?

Da almeno 20 anni esistono sul mercato vari tipi di estrusi o pellettati formulati in modo specifico per pappagalli.

Le cosiddette “crocchette” possono essere una buona base per nutrire in modo completo gli uccelli e presentano numerosi vantaggi: il tipo di lavorazione ad alte temperature consente di ottenere un prodotto esente da contaminazioni batteriche e molto più digeribile, la disidratazione rende più difficile l’attacco da parte di muffe, la miscela di farine, integrate da oligoelementi, consente di ottenere, come per cani e gatti, vari tipi di alimenti bilanciati per i diversi stadi di crescita, specie o patologie croniche in atto (ad esempio, ipocalorici per obesi, ipolipidici per problematiche epatiche, iperproteici per la crescita, ecc.).

L’estrusione consente di agglomerare e cuocere le farine e produrre crocchette di forme e dimensioni diverse per meglio adattarsi alle varie tipologie di psittacidi.

La dieta a base di estrusi non deve però essere esclusiva: questo tipo di alimenti non deve superare il 70% del totale.

L’alimentazione in natura comprende una notevole varietà di frutti, vegetali, radici e semi a vari gradi di maturazione… tanti colori, sapori e consistenze diverse da assaggiare, sgranocchiare, mangiare o esplorare durante tutto il giorno.

Gli alimenti per i pappagalli in cattività vengono utilizzati non solo per nutrirsi ma anche come allettante diversivo o arricchimento ambientale, pertanto il cibo casalingo è comunque parte integrante della dieta e va opportunamente calibrato e scelto per fornire veri nutrienti e non alimenti tossici o squilibrati.

Dubbi e incertezze sulla scelta?

Gli estrusi, però, trovano ancora molti detrattori… il costo del prodotto è un primo scoglio che va esaminato.

Sicuramente, a parità di peso, un pacco di estrusi medio costa decisamente di più di uno di miscela di semi, ma gli estrusi sono totalmente consumati mentre le miscele di semi creano sempre un notevole quantità di scarti.

In commercio esistono numerose ditte che producono estrusi o pellettati, a volte integrati con pochi semi interi (tipo “tortini”), a volte con frutta secca.

Il veterinario di fiducia saprà indicare le alternative più adeguate al singolo soggetto.

Altro fattore che influenza la diffidenza a questo tipo di alimenti è l’appetibilità: i pappagalli sono animali abitudinari, talvolta il loro rifiuto non è legato al sapore ma alla paura del cibo nuovo.

Prima di arrendersi vale la pena di tentare almeno qualche trucchetto per indurre al cambio di dieta, lento, graduale, introducendo il nuovo cibo durante la giornata, rendendo disponibili i semi abituali solo alla sera, dimostrando al pappagallo di avere fiducia in quegli “strani grani” giocandoci fingendo di mangiarli a tavola.

Infine qualcuno potrebbe considerare innaturale o troppo artificiale questo tipo di alimento. Va ricordato però che gli estrusi e i pellettati vengono ottenuti da miscele di ottima qualità di farine vegetali mentre non sempre i semi sono perfettamente conservati e esenti da muffe o batteri.

È doveroso sottolineare che le miscele di semi, una volta aperte, andrebbero conservate in luoghi asciutti, al buio e … sottovuoto, per ridurre l’attacco da parte di parassiti come acari delle derrate o microrganismi ambientali.

Inoltre, come già accennato prima, in natura i pappagalli non si nutrono di semi secchi, ma molto più spesso di semi a maturazione cerosa, frutta a vari stadi di maturazione, radici e germogli ….

La giusta soluzione

Non esiste una ricetta unica e la verità come sempre sta nel mezzo: bisogna rispettare una dieta equilibrata e sana, fornendo al volatile anche dei passatempi alimentari come semi nascosti in cartocci o pigne naturali, frutta intera, a spiedini o in macedonia, cereali e legumi bolliti.

I premi, presi dall’alimentazione umana, dovrebbero rispettare gli stessi requisiti: non unti, non ipercalorici o zuccherati, non salati (biscotti secchi, muesli senza zucchero, pane o grissini all’acqua) quindi dovrebbero essere delle vere eccezioni e non cibo abituale.

In un prossimo articolo analizzeremo i cibi proibiti per pappagalli.

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