Parchi naturali e aree protette in Italia: qual è la normativa vigente?

L'importanza dei Parchi naturali, volti al mantenimento e/o il ripristino di habitat e di specie particolarmente minacciate de frammentazione ed estinzione.

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Si deve premettere che non esiste una normativa internazionale in materia di istituzione di parchi o aree protette, semmai il diritto internazionale contempla degli obiettivi di conservazione da favorire tramite la creazione di aree protette su scala nazionale.

L’allora Comunità economia europea, con la Direttiva uccelli selvatici del 1979, pose in campo ai soli nove Stati membri che componevano la Cee, di istituire delle Zone di protezione speciale (Zps) per la protezione e la tutela delle fasi biologiche degli uccelli migratori.

Parchi naturali in Italia

In Italia, i primi parchi naturali furono istituiti nel 1921, con il Parco nazionale d’Abruzzo e nel 1922, con il Parco nazionale del Gran Paradiso, poi a seguire con il Parco del Circeo nel 1934 e il Parco dello Stelvio nel 1935.

La riforma organica della materia aree protette e parchi arrivò però solo nel 1991, con la Legge quadro sulle aree protette (Legge n. 394/1991).

L’architettura normativa di questa norma prevede che la competenza sia in capo allo Stato per le aree protette nazionali (parchi e riserve naturali statali), mentre demanda alla Regioni la competenza sulle aree protette regionali (parchi regionali, riserve regionali e i monumenti naturali).

Chi gestisce i parchi

A livello generale, a seconda delle competenze statali o regionali, i parchi sono gestiti come enti di diritto pubblico e, nelle aree di competenza, sono stabiliti dei limiti alle attività umane in relazione all’utilizzo delle risorse naturali presenti e alle inerenti sanzioni.

Costituiscono la Rete Natura 2000 le aree che discendono dalla Direttiva Habitat, cioè i Siti di importanza comunitaria (Sic) che, in seguito a un complesso procedimento che vede coinvolte le Regioni, il Ministero dell’Ambiente e la Commissione europea, vengono riconosciuti come Zone speciali di conservazione (Zsc); inoltre, nella disciplina di cui alla medesima Direttiva, sono state ricomprese anche le Zps.

Non è ancora chiaro, quantomeno sotto il profilo normativo, se le aree da ultimo citate siano ascrivibili tra le “aree protette”, certo è che agli effetti in queste zone si sovrappone una duplice fonte preclusiva.

FONTE: La Settimana Veterinaria