Lo stress nel gatto: l’alimentazione svolge un ruolo chiave?

Per il trattamento della paura e dell’ansia nei gatti, oltre ai trattamenti convenzionali, si sta ponendo maggiore attenzione alla possibile terapia nutrizionale di supporto.

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stress nel gatto
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Anche il gatto può soffrire di ansia e stress cronici. Sia la paura sia l’ansia possono influire negativamente sulla salute e sul benessere del gatto, possono indebolire il rapporto animale-proprietario e portare sovente a problemi comportamentali come aggressività e mancanza di igiene da parte dell’animale, che sono tra le principali cause di insoddisfazione e abbandono.

Quali sono le fonti di stress nel gatto?

Essendo il gatto un animale molto abitudinario, spesso la causa scatenante di stress e ansia è rappresentata da un cambiamento dell’ambiente in cui vive l’animale (ad esempio l’introduzione di un nuovo gatto in famiglia, l’arrivo di un bambino, un trasloco o cambiamenti nella disposizione degli ambienti domestici), un cambiamento temporaneo dell’ambiente (rumori forti o inaspettati, solitudine, stress del proprietario) da una mancanza di stimoli o da una mancata possibilità di sfogare i propri istinti.

Quali sono i sintomi più frequenti?

I sintomi più frequenti sono identificabili con le alterazioni dei normali comportamenti dell’animale come minzione e defecazione inappropriate, vocalizzi, apatia, eccesso o carenza di pulizia e aggressività.

Tuttavia, un gatto stressato può anche modificare il proprio atteggiamento nei confronti del cibo, manifestando anoressia o al contrario alimentandosi in eccesso.

L’alimentazione potrebbe aiutare nello stress del gatto?

Oltre ai trattamenti convenzionali (terapia comportamentale, feromoni) e il ruolo del medico veterinario per il trattamento della paura e dell’ansia nei gatti maggiore attenzione si sta ponendo sulla possibile terapia nutrizionale di supporto.

Un’alimentazione mirata può essere sicuramente un valido supporto per il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico.

Pertanto, anche in questa specie si stanno studiando quali strategie nutrizionali possano aiutare e sostenere l’animale che manifesti queste difficoltà.

Fonte: LaSettimanaVeterinaria

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