Rogna Sarcoptica nel cane: sintomatologia e consigli su cosa fare

La rogna sarcoptica può interessare cani di tutte le età, anche se i cuccioli e i cani anziani con patologie debilitanti rappresentano le categorie più esposte al rischio.

A cura di: Prof. Andrea Spaterna

rogna sarcoptica

La rogna sarcoptica, anche conosciuta con il termine scabbia, è una dermatite sostenuta da parassiti del genere Sarcoptes, caratterizzata dall’essere notevolmente pruriginosa e altamente contagiosa.

In particolare l’agente eziologico della rogna sarcoptica del cane è un acaro (Sarcoptes scabiei) di piccole dimensioni, tanto da poter essere osservato solo al microscopio; le femmine gravide scavano delle gallerie nello spessore dell’epidermide (cioè della porzione più superficiale della cute), dove depositano le uova, dalle quali fuoriescono le larve, che vanno poi a colonizzare la superficie della cute.

Come detto si tratta di una malattia molto contagiosa; la principale via di contagio è quella diretta, attraverso il contatto con un soggetto malato, senza tuttavia trascurare anche quella indiretta, legata ad esempio alla promiscuità nell’utilizzo di oggetti per la toelettatura.

Oltre a essere contagiosa per gli altri cani, la malattia può trasmettersi anche all’uomo, assumendo pertanto il significato di zoonosi.

Le modalità con le quali gli acari determinano una dermatite notevolmente pruriginosa sono legate, oltre all’azione traumatico-irritativa esercitata dalle femmine nello scavare gallerie nell’epidermide, anche e soprattutto alle componenti salivari e agli escrementi di tali acari in grado di svolgere un’azione irritante e allergizzante.

La rogna sarcoptica può interessare cani di tutte le età, anche se i cuccioli e i cani anziani con patologie debilitanti rappresentano le categorie più esposte al rischio.

L’immaturità del sistema immunocompetente e tutte le possibili cause di immunodepressione, infatti, possono condizionare non solo la suscettibilità alla malattia, ma anche la gravità del suo decorso clinico.

Anche il sovraffollamento tipico delle comunità (canili, allevamenti etc.) rappresenta un fattore in grado di favorire la diffusione della malattia, a motivo del contatto diretto e reiterato che si istituisce tra gli animali.

La sintomatologia della rogna sarcoptica

La sintomatologia è caratterizzata da un intenso e reiterato grattamento, con lesioni inizialmente localizzate in genere a carico dei gomiti e delle regioni sternale ed inguinali, potendo anche coinvolgere la testa, in particolare i margini dei padiglioni auricolari, e le parti distali degli arti.

In seguito la malattia può coinvolgere gran parte della superficie corporea (forma generalizzata), soprattutto in soggetti con sistema immunitario fortemente compromesso.

In corrispondenza delle aree cutanee colpite la cute appare arrossata con presenza di piccole rilevatezze (c.d. papule), nonché, quale conseguenza dell’intenso grattamento, di escoriazioni e/o croste; con l’ulteriore evoluzione della malattia il pelo tende a cadere e la cute ad ispessirsi.

Tale patologia può essere sospettata a fronte del persistere di una dermatite a carattere pruriginoso ed eventualmente del fatto che altri cani conviventi manifestino lesioni analoghe.

Anche il concomitante riscontro, sul proprietario o comunque sulle persone del nucleo familiare che entrano in contatto con il cane malato, di lesioni papulo-pruriginose a carico del tronco e degli arti può rappresentare un altro elementi di sospetto.

Rogna Sarcoptica: Cosa fare?

In questi casi occorre subito consultare il Medico Veterinario di fiducia, l’unica figura professionale in grado di diagnosticare con certezza tale malattia sul cane, dovendola peraltro differenziare da numerose altre malattie cutanee di varia natura, che possono manifestarsi con quadri clinici in parte o del tutto sovrapponibili.

Peraltro, il Medico Veterinario, una volta emessa la diagnosi di rogna sarcoptica sul soggetto in esame, potrà anche indicare il relativo protocollo terapeutico, che dovrà essere esteso anche agli altri cani conviventi o che comunque siano venuti in contatto con il soggetto malato nelle ultime 3-4 settimane, a prescindere dal fatto che presentino o meno segni di malattia.

Si tratta di una malattia perfettamente curabile, grazie alla disponibilità in commercio di vari farmaci che possono essere somministrati con modalità diverse, per bocca o per bagni o come spot-on.

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