La gestione di due cani in casa: cosa c’è da sapere?

Con l’arrivo di un secondo cane in casa potrebbe nascere la competizione per un giocattolo, per la ciotola del cibo o ancora per le coccole dell’amico umano. Come gestire al meglio i due cani conviventi?

gestione di due cani in casa

Quest’articolo cercherà di spiegare brevemente quelle che sono le problematiche, legate alla sfera riproduttiva, che si troverà ad affrontare il proprietario di un cane nel momento in cui deciderà di accoglierne un altro in casa, trovandosi così a gestire due cani contemporaneamente.

Quando s’inizia a pensare a una possibile compagnia per fido, spessissimo la scelta ricade su di un soggetto del sesso opposto.

Bisogna tenere presente, tuttavia, che il cane potrebbe non esser d’accordo: con l’arrivo di un altro individuo in casa potrebbe nascere la competizione per un giocattolo, per la ciotola del cibo o ancora per le coccole dell’amico umano. Il problema tende ad accentuarsi nella convivenza tra maschi ma non è infrequente nemmeno tra le femmine.

Quali sono le difficoltà che il proprietario potrebbe incontrare?

Tra cani dello stesso sesso, escludendo a priori il problema di eventuali gravidanze indesiderate, un problema potrebbe essere la rivalità tra i due cani: da qualche isolato battibecco a frequenti litigi, a volte così violenti da dover separare i cani per riuscire a gestirli.

Questo ovviamente è un caso limite: esistono coppie di maschi che hanno trovato un equilibrio tra loro ed hanno una convivenza tranquilla.

È però una possibilità da tenere presente nel momento in cui, avendo già un cane maschio a casa, si decidesse di inserirne un altro.

Non possiamo infatti prevedere come evolverà il rapporto tra loro.

Se il nuovo arrivato è un cucciolo, le problematiche all’inizio non ci saranno, ma potrebbero manifestarsi al raggiungimento della pubertà.

E se il proprietario decidesse di accogliere un animale di sesso opposto?

Questa scelta diminuirà drasticamente la possibilità di “incompatibilità caratteriali” tra i due ma a dover essere tenute ben presenti ci saranno altre problematiche, tra cui quelle della sfera riproduttiva.

La femmina attorno ai 6-12 mesi raggiungerà la pubertà e avrà il suo primo calore. Seppure molto piccola e “acerba”, sarà comunque fertile e disposta ad accettare il maschio.

due cani 2

Anche se una cucciolata tra i due soggetti fosse desiderata, questo non è assolutamente il momento giusto, in quanto è necessario attendere che la femmina termini la crescita, sia fisica che mentale.

La gestione di due cani non sterilizzati può essere davvero impegnativa per il proprietario dato che i cani non potranno essere tenuti assieme per una ventina di giorni ed il maschio soffrirà moltissimo la lontananza dalla sua ‘innamorata’.

Questo potrebbe voler dire vocalizzazioni anche molto intense, perdita dell’appetito, porte di casa graffiate nel tentativo di raggiungerla nell’altra stanza.

Va incluso anche il rischio davvero più concreto di quello che si possa pensare, ossia che il maschio riesca davvero a raggiungerla.

In questo caso bisognerà decidere, anche se si è in grado di gestire una cucciolata o optare per una scelta non facile come l’interruzione di gravidanza.

Cosa fare per gestire al meglio due cani di sesso opposto in casa?

Se i cani saranno destinati alla riproduzione, i calori, in cui la femmina non dovrà essere accoppiata, dovranno essere gestiti al meglio.

Questo significa avere ampi spazi dove i due possano stare fisicamente lontani e il maschio non annusi costantemente l‘odore della femmina in calore nell’aria.

Al contrario, se si hanno maschio e femmina in casa e non si ha l’intenzione di farli riprodurre, l’unica opzione sensata è la sterilizzazione di uno dei due o meglio di entrambi.

Questo eviterà problematiche di gestione, stress degli animali coinvolti e del proprietario e soprattutto eventuali scelte difficili poi da affrontare.

La sterilizzazione può essere effettuata chirurgicamente asportando le gonadi dell’animale (ovaie o testicoli) oppure essere effettuata farmacologicamente;  entrambe vengono eseguite esclusivamente dal medico veterinario.

La prima via è definitiva. La seconda è reversibile e dovrà essere valutata in tutti quei casi in cui non si esclude a priori e definitivamente la possibilità di un futuro accoppiamento e riproduzione.

La sterilizzazione farmacologica consiste semplicemente nell’applicazione di un impianto sottocutaneo non molto diverso in grandezza e in modalità di applicazione dal comune microchip di identificazione.

La procedura non richiede anestesia e non causerà stress né sofferenza all’animale e la sua durata stimata è di almeno 6 mesi.

Allo scadere dell’effetto si deciderà se re-inoculare un altro impianto, fare svanire del tutto il suo effetto o procedere con la definitiva sterilizzazione chirurgica.

CONDIVIDI