Aiuto!! Il mio cane in calore è scappato: cosa fare?

Se è vero che non tutte le cagnoline hanno la tendenza a scappare durante questo "periodo", questo non può invece essere affermato per i maschi.

cane in calore

Questo è un problema che potenzialmente ogni proprietario di una cagnolina non sterilizzata potrebbe un giorno trovarsi a dover affrontare. Ovviamente, quando si decide di non ricorrere alla sterilizzazione, una grande attenzione dovrà sempre essere posta alla custodia dei nostri amici a quattro zampe soprattutto durante il calore.

Se è vero che non tutte le cagnoline hanno la tendenza a scappare durante questo “periodo”, questo non può invece essere affermato per i maschi che, quando fiutano l’odore di una potenziale conquista, sarebbero disposti praticamente a tutto per raggiungerla.

Questo causa spesso non pochi problemi ai proprietari delle femmine: inoltre, i cani non custoditi sono un pericolo per sé stessi e per le persone essendo talvolta coinvolti in incidenti d’auto anche seri.

IL CALORE

Le cagnoline vanno in calore in genere 2 volte l’anno con delle eccezioni. Infatti, ci sono alcune razze che hanno un solo calore l’anno (per esempio il Basenji).

Il calore inizia di solito con delle perdite ematiche vulvari chiare (rosate): in questa fase, definita “proestro” che ha una durata di circa 7 -10 giorni, la vulva si ingrossa e la cagnolina inizia ad urinare più spesso lasciando una scia del suo odore in più luoghi, che attrae qualsiasi maschio, non sterilizzato, che si imbatte sulle sue tracce odorose.

La cagnolina spesso gioca con i maschi rispondendo alle dinamiche tipiche del corteggiamento tra cani ma non è ancora recettiva (non accetta il maschio) e per questo motivo, risponderà al tentativo del maschio di accoppiarsi, mordendolo.

La fase successiva definita “estro” (dura circa una settimana) che segue al picco dell’ormone luteinizzante (LH) e culmina con l’ovulazione; la femmina ha meno perdite, la vulva è meno gonfia e turgida, cerca il maschio e quando questo si avvicina gli offre il posteriore spostando visibilmente di lato la coda.

È questa la fase in cui dovrebbe avvenire l’accoppiamento se si desidera una gravidanza, oppure tenuta sotto strettissima sorveglianza qualora i piani fossero diversi.

Al termine di questa fase, le perdite spariscono e la vulva ritorna alle dimensioni normali e la femmina non è più ricettiva anzi allontana con poco garbo i maschi che le si avvicinano per qualche avance.

COSA FARE DUNQUE SE IL CANE IN CALORE CI SCAPPA?

Innanzi tutto va consultato immediatamente il medico veterinario, assieme a lui si cercherà di valutare la fase del ciclo estrale della cagnolina in base all’inizio delle perdite vulvari per capire se il rischio di una gravidanza è molto alto oppure basso o addirittura assente.

Perciò niente panico.

A tale scopo può essere valutata anche la concentrazione plasmatica del progesterone (mediante un prelievo di sangue) ed eseguita una citologia vaginale (un semplice tampone), tutti dati che permetteranno al medico veterinario di avere un quadro esaustivo della situazione e poter fare qualche previsione. Non è detto che una gravidanza ci dovrà essere per forza.

La cagnolina infatti potrebbe non essersi affatto accoppiata oppure averlo fatto troppo presto oppure troppo tardi.

Per avere una diagnosi di assoluta certezza si dovranno aspettare all’incirca al 22-24 giorni dalla data della presunta fuga d’amore per eseguire un’indagine ecografica che eliminerà ogni dubbio.

Se, nell’ipotesi migliore, la diagnosi non confermerà la gravidanza allora sarà stato solo un grande spavento e il prossimo calore si adotteranno maggiori precauzioni.

Se l’ecografia confermasse invece i nostri timori, che fare?

Due ovviamente sono le sole possibili strade: valutare di fare proseguire la gravidanza oppure decidere di interromperla.

Questa è una scelta che può fare solo il proprietario dell’animale.

Se si decidesse per la prima soluzione bisognerà avere un quadro abbastanza chiaro di cosa vuol dire gestire una cucciolata soprattutto se numerosa e se dovrà avvenire dentro casa. Inoltre bisognerà dedicare molto tempo a cercare delle buone famiglie disposte ad adottare i cuccioli.

Ricordiamo che nella maggior parte delle regioni italiane i cuccioli non possono essere ceduti prima dei 90 giorni di vita. L’allevatore inoltre ha l’obbligo dell’inserimento del microchip e provvedere alle prime vaccinazioni.

Se si decidesse invece di interrompere la gravidanza, può essere effettuata farmacologicamente utilizzando l’aglepristone, principio attivo che agisce contrastando l’effetto del progesterone.

Attenzione però che l’aborto, nella cagna come nella donna, è una procedura delicata e non esente da rischi, non va perciò valutata con leggerezza e dev’essere gestita unicamente dal medico veterinario.

La cagnolina poi dovrà fare controlli ecografici periodici per valutare quella che sarà la condizione dell’utero nel tempo.

Entrambe le opzioni insomma sono impegnative e vanno valutate attentamente, l’ideale ovviamente sarebbe prevenire queste situazioni sterilizzando chirurgicamente o farmacologicamente (mediante l’applicazione di un impianto che rilascia un farmaco, il cui principio attivo è la Deslorelina acetato) le cagnette che non vengono destinati alla riproduzione.