Il coniglio in macchina: tutto quello che c’è da sapere!

Quale che sia la ragione il coniglio, prima o poi, potrebbe dover essere trasportato in auto: vediamo insieme come comportarci.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

coniglio in macchina

Come minimizzare la paura del trasporto e renderlo più confortevole il viaggio di un coniglio in macchina? Quali regole da rispettare per un viaggio più sicuro?

Vuoi che sia per il semplice piacere di portarlo sempre con te o che si tratti di una necessità come la visita dal veterinario oppure la partenza per le vacanze, il coniglio si troverà a dover viaggiare diverse volte in auto verso le mete più disparate.

Trattandosi di un animale cui piace stare con i piedi per terra, il coniglio solitamente non ama viaggiare… nonostante ciò, “per forza o per amore”, la maggior parte dei soggetti si abituano alla macchina anche se, in molti casi, non senza un pochino di disagio.

Vediamo insieme alcune accortezze che potrebbero tornare utili per abituare il coniglio agli spostamenti in macchina.

Cosa dice la legge?

Il riferimento di legge, in questo caso, è l’articolo n. 169 del Codice della Strada che riguarda non solo il trasporto di animali, ma più precisamente il “trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore”.

La regola generale vuole che qualunque animale domestico trasportato in auto non sia lasciato libero di vagare senza contenzione per l’abitacolo, in quanto potrebbe essere di intralcio alla guida e rappresentare un rischio per il conducente e gli altri passeggeri.

Nel caso a dover essere trasportato fosse più di un solo soggetto, gli animali devono essere obbligatoriamente alloggiati all’interno di trasportini o separati dal resto dell’abitacolo da apposite reti omologate.

Le regole del buon senso: cosa è meglio non fare?

Al di la di quello che recita la legge, che nel caso degli animali riguarda quelli da compagnia in generale, facciamo qualche considerazione tagliata su misura per il coniglio.

Lasciarlo adagiato sul sedile o libero di muoversi all’interno dell’abitacolo è davvero fuori discussione, poiché in assenza di mezzi di contenimento potrebbe scivolare o cadere da esso ad ogni curva o frenata, finire tra le gambe del conducente o sotto i pedali.

Per il cane esistono dei dispositivi che consentono di assicurarlo alla cintura di sicurezza attraverso la pettorina, ma questa soluzione non si adatta altrettanto bene al coniglio.

Tenere in braccio o sulle gambe il coniglio in macchina?

Anche questo sistema comporta dei rischi, soprattutto se il coniglio viene affidato ad un bambino, in quanto l’animale potrebbe sfuggire dalla presa del proprietario in caso di frenata o per semplice distrazione.

Lasciare libero l’animale sui sedili posteriori o nel bagagliaio, utilizzando la rete di separazione omologata prevista per legge, gli permetterebbe di muoversi troppo e di essere sballottato da una parte all’altra. Insomma, tutte opzioni da scartare.

Come trasportare in sicurezza il coniglio in macchina?

A questo punto, come soluzione, non rimane che il trasportino.

Nonostante possa sembrare un mezzo di contenimento angusto e atto a limitare la libertà dell’animale, questo tipo di contenitore rappresenta la modalità di viaggio più sicura.

Delle tante varietà di trasportini presenti in commercio ci sentiamo di consigliare quelli interamente in plastica rigida, con pareti piene e apertura anteriore, che limitano la visione del mondo circostante e ricordano la tana.

Il trasportino non deve essere troppo grande ma le sue dimensioni dovranno essere sufficienti a consentire all’animale di girarsi comodamente e di sdraiarsi.

Se il coniglio è particolarmente timido o suscettibile, si potrà coprire il contenitore con un telo leggero che isoli il suo ospite dall’ambiente circostante ma al contempo non impedisca il passaggio dell’aria.

Il pet non dovrà rimanere a diretto contatto con la superficie del fondo in plastica ma su di esso andrà disposto del materiale soffice, per aumentare la comodità ed il comfort del viaggio, e assorbente, come ad esempio della paglia o del fieno oppure un asciugamano o una traversina, a seconda delle preferenze del “passeggero”.

Inoltre, il substrato impedirà al coniglio di scivolare al suo interno e attutirà il rumore delle unghie sulla plastica.

Il trasportino, poi, non dovrà essere a sua volta lasciato sul sedile senza che sia assicurato in alcun modo, poiché potrebbe spostarsi da una parte all’altra in caso di curve, rotolare per terra o sbattere contro i sedili anteriori o il cruscotto al momento della frenata.

Al contrario, la maggior parte dei trasportini rigidi possiedono dei passanti per le cinture di sicurezza che potranno essere usate per garantire una maggiore sicurezza durante il percorso; in alternativa il contenitore potrà essere disposto sul pavimento dell’abitacolo o nel bagagliaio, purché sia a portata di vista di uno dei passeggeri che possa verificare le condizioni dell’animale durante il trasporto.

Il coniglio, come del resto qualunque altro animale, seppur nel trasportino, non andrebbe mai confinato in un bagagliaio separato dal resto dell’abitacolo, come ad esempio quello delle berlina, poiché al suo interno il ricircolo di aria sarebbe inadeguato e, soprattutto in estate, la temperatura potrebbe aumentare rapidamente.

Un’alternativa al trasportino, sicuramente più pratico anche grazie alla presenza di una maniglia che ne agevola gli spostamenti a mano, è la gabbia, la quale non dovrà essere troppo ingombrante o spaziosa (valgono le stesse regole descritte per il trasportino), dovrà essere privata del beverino e di qualunque oggetto in grado di arrecare disturbo al movimento dell’animale (fatta eccezione per la tana che potrebbe essere utile, invece, come rifugio in caso di bisogno).

Se necessario, anche in questo caso potremo utilizzare un telo da apporre sulla gabbia per lasciare maggiore tranquillità al coniglio.

Abituare il coniglio in macchina fin da subito

Fermo restando che il coniglio, in genere, non ama viaggiare, molti soggetti si abituano senza problemi.

Il primo viaggio che facciamo fare al nostro coniglio avviene, di solito, in giovanissima età ed è quello che lo porterà dal negozio, dalla fiera, dall’allevamento o dalla casa del proprietario della fattrice fino alla sua nuova dimora.

Questo primo spostamento potrebbe anche essere un pochino traumatico, poiché il piccolo non sa bene cosa gli stia accadendo.

Il viaggio successivo, di norma, è quello che, a distanza di qualche giorno dall’adozione, lo porterà dal veterinario per la visita di routine e per eseguire le vaccinazioni: un’altra esperienza generalmente negativa.

E poi? Ci sono conigli che non si sposteranno più in macchina fino alla successiva visita dal veterinario mentre ce ne saranno altri che verranno movimentati più o meno spesso.

In ogni caso è bene abituare fin da subito il coniglio a viaggiare e non aspettare il momento di necessità, come ad esempio la partenza per le vacanze che, spesso, richiede un tempo di percorrenza molto lungo.

Bisogna iniziare con spostamenti brevi, anche solo il giro dell’isolato, facendo sentire all’animale che siamo presenti e tranquilli, che il viaggio non ci spaventa, infondendo dunque sicurezza.

Per non distrarsi alla guida è meglio essere in due, in modo che il passeggero possa occuparsi del coniglio e tenerlo sotto osservazione.

Possiamo proporre qualche bocconcino prelibato, che l’animale potrebbe comunque rifiutare se troppo agitato, durante o dopo gli spostamenti per rendere l’esperienza più piacevole. I

l coniglio spaventato dal viaggio potrebbe muoversi in maniera eccessiva all’interno del trasportino oppure rimanere immobile, in ogni caso aumenterà la respirazione come conseguenza dell’ansia: facciamo in modo che si tutto molto graduale.

CONDIVIDI