Il coniglio e la muta: quali sono i potenziali problemi?

Per quanto la muta sia un fenomeno perfettamente naturale, cui l’animale sano è in grado di far fronte senza alcun tipo di assistenza, un pizzico di aiuto e un po’ di manutenzione comunque non guastano.

A cura di: Dott. Cristiano Papeschi

coniglio e la muta

Per il proprietario alle prime armi la muta arriva quasi sempre inattesa e questo processo determina, a volte, preoccupazione perché viene spesso scambiato con qualcosa di anomalo.

In realtà è un fenomeno fisiologico perfettamente normale ma è necessario non confondere la muta con una patologia in grado di causare alopecia e viceversa.

Durante la muta, la maggior parte del pelo si stacca spontaneamente e cade in terra mentre una certa quantità di esso viene ingerito durante le operazioni di toelettatura, passa senza essere digerito attraverso l’apparato gastro-enterico e viene espulso attraverso le feci.

Potenziali problemi durante la muta

I problemi che possono nascere in occasione della muta riguardano per lo più gli animali anziani, che spesso non sono in grado di toelettarsi efficacemente e sui quali il pelo morto può rimanere anche per molto tempo favorendo problemi cutanei, oppure i soggetti a pelo lungo (ad es. angora) e i testa di leone.

In questi conigli, il cui mantello è morbido ed abbondante, si formano di frequente dei nodi di pelo in particolare dietro le orecchie, a livello inguinale ed intorno all’ano.

Questi nodi potrebbero rappresentare un pericolo, poiché possono essere strappati interi ed ingeriti, così come anche il lungo pelo che, se leccato via in grandi quantità, può formare ammassi e grumi all’interno dello stomaco.

Anche gli animali sottoposti ad un’alimentazione errata, per lo più carente di fibra e ricca di amidi, possono avere dei problemi conseguenti al rallentamento della peristalsi, che potrebbe favorire la permanenza del pelo all’interno dell’apparato digerente: pertanto, durante la muta più che mai, bisognerà osservare un’alimentazione molto ricca in fibra (e quindi in fieno), lasciando sempre a disposizione acqua fresca, soprattutto in corrispondenza della muta estiva, dove ad essere sostituito (ed ingerito) è il più folto pelo invernale.

Alcune situazioni che potrebbero disorientare sono la gravidanza o la pseudogravidanza nella femmina, che si strappa il pelo per creare il nido, la presenza di malattie cutanee come la dermatofitosi, patologie ormonali che possono causare la caduta del pelo oppure fenomeni di barbering, un disturbo comportamentale nel quale un coniglio toeletta l’altro con particolare insistenza fino a determinare la rimozione del pelo su vaste aree del corpo.

In caso di dubbio, meglio interpellare il medico veterinario al fine di approfondire il problema oppure, in caso si tratti realmente di muta, per essere tranquillizzati.

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