I diversi tipi di criceto

Esiste un solo tipo di criceto? Assolutamente no! Scopriamo insieme quali sono le più comuni specie di questo roditore che possiamo scegliere come animale da compagnia.

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A cura di: Dott.ssa Linda Sartini

tipi di criceto
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Dire semplicemente “criceto” è del tutto corretto? I criceti sono tutti uguali oppure ci sono diversi tipi?

Esiste una sola specie di criceto da acquistare o adottare? Con questo breve articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza.

Uno, nessuno o centomila?

Il criceto è uno dei primi piccoli mammiferi da compagnia entrato nelle case degli italiani e anche uno tra gli animali non convenzionali più diffusi.

Prima di andare avanti rispondiamo però subito alla domanda che abbiamo posto in partenza: esiste un solo “tipo” di criceto? La risposta è: no!

Quella dei Cricetidae è una famiglia molto ampia che al suo interno ospita diverse sottofamiglie tra cui la Cricetinae, quella alla quale appartengono i criceti.

Le specie di criceto presenti nel mondo sono più di due dozzine.

Le specie che più frequentemente possiamo identificare come animali da compagnia sono però al massimo quattro o cinque.

Sono tutte accomunati da un corpo tozzo e rotondo, occhi sporgenti, arti e coda molto corti, un’aspettativa di vita compresa tra 1 e 5 anni, e un aspetto decisamente simpatico e accattivante.

Vediamo quali sono e alcune delle loro principali caratteristiche.

Il criceto dorato

Il Mesocricetus auratus, o criceto “dorato” o ancora “siriano”, è probabilmente il primo in ordine cronologico ad aver raggiunto il mondo occidentale per essere inserito a buon diritto tra gli animali da compagnia.

Originario delle aree desertiche del Medio Oriente e del Caucaso, in natura si considera ormai molto raro o quasi estinto.

criceto tipi dorato o siriano
Mesocricetus auratus, o criceto “dorato” o ancora “siriano”.

Tra le specie di criceti da affezione è sicuramente il più grande con i suoi 15 cm circa (anche oltre per i soggetti più “corpulenti”) di lunghezza da adulto per un peso di 100-120 g.

Il termine “dorato” descrive la sua livrea originaria, ovvero il pelo color oro-sabbia con striature più scure sul dorso e il ventre bianco.

Esistono diverse tipologie di pelliccia per quanto riguarda la lunghezza e le colorazioni, selezionate dagli allevatori in cattività, vanno dal bianco-crema fino al grigio, al cioccolato e al nero.

Il criceto siriano è fortemente territoriale e ha scarsa o nulla socialità (maschio e femmina si tollerano solo per l’accoppiamento), pertanto deve essere allevato da solo.

Se abituato, con l’essere umano si mostra piuttosto docile.

Il criceto russo

Il Phodopus campbelli proviene dalle regioni delle Cina settentrionale e della Mongolia, ma il suo areale di origine potrebbe essere anche più vasto.

Sicuramente, questo criceto è più piccolo del precedente: la lunghezza dell’adulto è di 8-10 cm per un peso di 40-50 g.

Possiede una pelliccia di colore grigio scuro con una stria tendente al nero che percorre il dorso longitudinalmente e un ventre più chiaro, ma ne sono state selezionate anche altre colorazioni.

Questa specie è molto attiva, territoriale e poco sociale, ma se abituato alle manipolazioni si adatta bene alla vita con gli umani.

criceto russo
Phodopus campbelli o criceto russo.

Il criceto siberiano

Il Phodopus sungorus è la terza specie che andremo a trattare. Il criceto siberiano assume in inverno un tipo colorazione molto chiara, utile per mimetizzarsi nella neve.

Grande più o meno come il campbelli, sebbene in genere sia leggermente più piccolo, anche il sungorus può raggiungere i 10 cm di lunghezza per un peso di 40 g.

È originario delle aree della Siberia, della Russia, del Kazakistan e della Mongolia.

criceto siberiano
Phodopus sungorus o criceto siberiano.

Tra le varie specie è sicuramente una tra le più docili con l’essere umano e potrebbe anche essere allevato con un compagno.

Bisogna però sempre evitare di tenere insieme i maschi adulti e controllare le interazioni sociali, poiché potrebbe comunque manifestare aggressività verso i conviventi.

Il criceto del deserto

Il Phodopus roborovskii, come i precedenti due, appartiene al genere Phodopus, ma è il più piccolo in assoluto.

La lunghezza del corpo  del criceto del deserto si aggira infatti tra i 5 e gli 8 centimetri al massimo, per un peso medio di 20 grammi.

Piccolo, sì! Ma è il più aggressivo e solitario. Molti soggetti, se adeguatamente abituati, si lasciano toccare e consentono interazione, molti altri però non apprezzano la compagnia e le attenzioni dell’uomo.

criceto del deserto
Phodopus roborovskii o criceto del deserto.

Nonostante ciò ha un aspetto veramente simpatico, non solo per le piccolissime dimensioni, ma anche per le guance bianche e i lunghi baffi.

Originario delle aree desertiche della Cina settentrionale e della mongolia, presenta sul dorso una pelliccia color sabbia, mentre il ventre è bianco.

Inoltre, è la specie più longeva, poiché può superare i tre anni di vita.

Il criceto cinese

Concludiamo con il criceto cinese (Phodopus sungorus e Cricetulus barabensis) il cui nome già indica la provenienza, più precisamente la Cina settentrionale, ma anche la Mongolia e parte della Siberia.

La colorazione del dorso può essere marrone o grigia, mentre il ventre è più chiaro.

criceto cinese
Criceto cinese.

Anche per queste specie esistono però diverse mutazioni di colore selezionate dagli allevatori.

Molto veloce e attivo, il criceto cinese si adatta bene al rapporto con le persone.

I soggetti più docili possono anche convivere insieme, sempre evitando la presenza di più maschi.

Specie diverse, esigenze diverse

Dire “criceto”, dunque, non è sufficiente, perché esistono diversi tipi che possono essere allevati come animali da compagnia.

Sebbene apparentemente molto simili tra loro, possono provenire da aree geografiche diverse e mostrare esigenze differenti.

Pertanto, prima di acquistarne o adottarne uno, bisogno informarsi bene.

Ci preme ricordare che sono animali che, per quanto di ridotte dimensioni, hanno necessità di spazio e arricchimenti ambientali adeguati.

Adesso che abbiamo dato un nome alle diverse specie sarà sicuramente più semplice documentarsi a dovere.

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