Come funziona la memoria di un gatto? scopriamolo insieme!

La memoria non è certo una prerogativa dell’uomo, anche i gatti così come molti altri animali, ricorderebbero con facilità tutto ciò che vedono, sentono e vivono.

memoria del gatto

Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi sulla memoria del gatto. Secondo una recente ricerca, condotta dalla psicologa giapponese Saho Takagi e dal suo team all’Università di Kyoto e pubblicato sulla rivista Behavioural Processes, i gatti sarebbero capaci di ricordare facilmente singoli episodi avvenuti di recente, 15 minuti prima, dai quali, rievocandoli, trarrebbero esperienza.

In questa ricerca alcuni gatti sono stati sottoposti a un test di semplice esplorazione alimentare per capire se potevano recuperare e utilizzare informazioni codificate incidentalmente da un singolo evento passato.

Secondo questo studio i gatti sarebbero capaci di utilizzare informazioni quali “cosa” e “dove” da una memoria codificata da una singola esperienza. In pratica, i gatti riuscirebbero a ricordare come e quando è stato consumato il loro cibo preferito.

Secondo un’altra ricerca condotta da Fiset e Dorè, invece, la durata della memoria di lavoro dei gatti sarebbe limitata e tenderebbe rapidamente a diminuire. I due ricercatori hanno studiato la durata della memoria di lavoro dei gatti per gli oggetti nascosti. Per questo studio sono stati presi in esame 24 gatti che sono stati divisi in quattro gruppi, e addestrati a localizzare un oggetto desiderabile nascosto dietro a una di quattro scatole poste di fronte a loro. Questo esperimento ha rivelato che la durata della memoria di lavoro dei gatti per gli oggetti che scompaiono è limitata e tende rapidamente a diminuire.

E la memoria degli altri animali?

Numerosi studi sono stati condotti sulle capacità mnemoniche di molti animali. Per quanto riguarda gli elefanti, secondo gli studiosi – come sostiene il famoso detto “avere una memoria da elefante” – avrebbero una buona memoria che si sarebbe sviluppata per ragioni evolutive legate alla sopravvivenza della specie.

In pratica, avrebbero la necessità di ricordare molte informazioni per scegliere i luoghi migliori. In genere, sono le femmine più anziane a guidare i gruppi e ciò sembra possa essere possibile grazie alle loro capacità mnemoniche sul dove migrare per evitare la siccità.

I delfini tursiopi sembrano gli animali con la migliore memoria al mondo. Secondo studi recenti sarebbero in grado di ricordare anche dopo vent’anni il fischio di altri delfini con cui hanno vissuto.

Ciascun delfino ha un suo fischio che lo caratterizza e lo identifica, il che consente il riconoscimento interspecifico.

La memoria quindi giocherebbe un ruolo saliente perché consentirebbe ai delfini di riconoscersi anche a distanza di anni e ciò avrebbe un fine: riformare il gruppo.

Secondo gli studiosi anche gli scimpanzé sarebbero dotati di una buona memoria di lavoro che consentirebbe loro di prendere decisioni veloci, necessarie a spostarsi tra gli alberi per cibarsi ed evitare pericoli imminenti.

FONTE: La Settimana Veterinaria

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