Cane brachicefalo, perché piace così tanto?

Un recentissimo studio ungherese ha messo in luce che i cani brachicefali avrebbero tanto successo anche perché appaiono più dipendenti agli occhi dei proprietari, suscitando così desiderio di protezione.

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Diversi studi hanno cercato di capire le motivazioni che spingono le persone a scegliere un cane brachicefalo quale animale da compagnia.

Un recente lavoro di un team di etologi, naturalisti e psicologi di diverse istituzioni scientifiche ungheresi, ha raccolto prove che suggeriscono una causa di parte dell’attrazione che gli esseri umani provano per i cani brachicefali o comunque dal muso corto.

Cani delicati, ma molto popolari

Su questo tema già altre ricerche svolte in passato hanno mostrato che, secondo i proprietari, i cani brachicefali sarebbero più “carini” e “dolci” rispetto alle altre razze.

Questo soprattutto per le loro caratteristiche “da cuccioli”, al punto che oggi in molti Paesi rappresentano le razze più diffuse.

Attualmente negli Stati Uniti sono infatti le prime in ordine di preferenza: il Bouledogue francese rappresenta la seconda razza più popolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti e la prima in Ungheria.

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Tuttavia, i ricercatori ungheresi, ritengono che la loro popolarità “sembra andare contro la logica”, per via dei numerosi e noti problemi di salute associati alla condizione di brachicefalia.

Il team di ricerca si è quindi posto la domanda se possano essere coinvolti anche altri fattori in questo inspiegabile successo.

I ricercatori hanno quindi effettuato una serie di ricerche raccolte in uno studio pubblicato su Scientific Reports, coinvolgendo due razze canine brachicefale: Bouledogue francese e Bulldog inglese.

I soggetti sono stati coinvolti in una serie di attività e messi a confronto con esemplari di una razza mesocefala (con conformazione del cranio caratterizzata da prevalenza del diametro della lunghezza su quello della larghezza), quale il Mudi ungherese.

Il cane brachicefalo chiede aiuto più spesso

I ricercatori hanno coinvolto nello studio 15 Bouledogue francesi, 15 Bulldog inglesi e 13 Mudi, assieme ai loro proprietari.

Sostanzialmente, l’esperimento consisteva nel permettere a ogni cane di guardare mentre un ricercatore metteva un bocconcino all’interno di una scatola di legno e poi la chiudeva.

Poi si lasciava libero il cane di provare ad aprire la scatola per prendere lo snack.

I ricercatori hanno utilizzato tre tipi di scatole con diversi gradi di difficoltà nell’apertura e, mentre i cani cercavano di aprire la scatola, i proprietari stavano insieme a loro.

Gli esperimenti hanno mostrato che il successo dei Mudi nell’aprire le scatole era nettamente superiore rispetto alle altre razze, che avevano latenze di apertura più lunghe, rispetto alla razza mesocefalica.

In particolare, i ricercatori hanno osservato che i brachicefali si rivolgevano in una percentuale significativamente maggiore verso i loro proprietari, per risolvere il test.

Ciò porterebbe questi ultimi a interpretare questi comportamenti come “impotenza” e quindi dipendenza.

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Scelti perché dipendenti

Questi risultati supportano l’ipotesi che i tratti infantili non siano limitati all’aspetto, ma che siano presenti anche nel comportamento nelle razze brachicefale, suscitando comportamenti di premura e di attenzioni nei proprietari.

Questo dunque potrebbe essere il motivo principale per cui, anche se noti, i possibili problemi di salute e di benessere dei brachicefali sono spesso ignorati dai loro proprietari.

Anzi, secondo uno studio di ricercatori australiani, alcune persone sarebbero addirittura attratte dal cattivo stato di salute e dalla relativa impotenza e vulnerabilità di questi cani, poiché li farebbe sentire più necessari.

Pertanto, secondo i ricercatori ungheresi, la scelta di una razza brachicefala sarebbe spesso fatta dall’istinto, mettendo a tacere le preoccupazioni relative alla salute di questi animali.

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