Calo della fertilità? uomo e cane condividono lo stesso problema

Gli inquinanti ambientali, come ftalati o PCB, possono agire sulla fertilità del cane e dell’uomo allo stesso modo.

calo della fertilità

L’inquinamento agisce sugli esseri umani e sugli animali in pari modo, almeno per quanto riguarda la fertilità dell’uomo e del cane.

Un recente studio dell’Università di Nottingham (Regno Unito) ha infatti evidenziato che alcune sostanze presenti nell’ambiente influiscono sulla qualità dello sperma dei cani e dei loro padroni.

È noto da tempo infatti che nella specie umana la fertilità è in costante calo da diversi anni: lo studio citato richiama diversi precedenti lavori che confermano questo aspetto e lo collegano a cause ambientali.

Anche nel cane si è però osservato questo trend: uno studio inglese del 2016 ha rivelato che, nella specie canina, la mobilità spermatica ha subito un calo del 30% tra il 1988 e il 2014, di pari passo con quella umana.

Lo studio sulla fertilità

Ora, per la prima volta, queste alterazioni vengono riportate all’esposizione di specifiche sostanze quali ftalati e PCB simili, sia nell’uomo che nel cane.

I campioni di seme, nel recente studio britannico, sono stati quindi esposti a due sostanze ormai largamente presenti negli ambienti domestici e nel cibo: il diottil ftalato (DEHP), utilizzato per rendere flessibile il PVC e presente in diversi oggetti in plastica (contenitori, giocattoli) ma anche in mobili e pitture murarie; e il policlorobifenile 153 (PCB153), appartenente alla famiglia dei PCB e il cui uso è vietato da tempo, ma trattandosi di sostanze molto stabili la loro presenza nell’ambiente è ancora elevata.

I PCB contaminano le acque ed essendo liposolubili si accumulano nei tessuti animali, la loro presenza è quindi ancora elevata nella catena alimentare e quindi anche negli alimenti per animali da compagnia.

I ricercatori britannici hanno dunque incubato i campioni di sperma con queste due sostanze, in modo indipendente e combinato, a quattro diverse concentrazioni paragonabili a quelle che si trovano nell’ambente (per un totale di 16 trattamenti) e valutato il loro effetto sulla frammentazione del DNA e sulla motilità degli spermatozoi.

Cosa è emerso dallo studio?

Dai risultati si è potuto vedere che presi singolarmente od associati, DEHP e/o PCB153 aumentano la frammentazione del DNA e inibiscono la motilità degli spermatozoi, inoltre che questi effetti sono progressivi all’aumentare delle concentrazioni dell’una o dell’altra sostanza.

Gli effetti osservati sono risultati molto simili in entrambe le specie, pertanto i ricercatori deducono che il cane possa rappresentare una specie sentinella per studiare gli effetti degli inquinanti sulla fertilità, dato che per i pet le influenze esterne, come la dieta, possono essere controllate in modo più preciso di quanto accadrebbe in uno studio umano equivalente.