Brexit: quali sono le conseguenze sui viaggi degli animali da compagnia?

Se il Regno Unito dovesse lasciare l’Unione europea (Ue) senza accordo, dopo il 29 marzo 2019 le norme che disciplinano i viaggi degli animali da compagnia verso i Paesi dell’Ue cambierebbero (titolazione anticorpale antirabbica, certificato sanitario).

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È probabile che la Brexit abbia conseguenze sui proprietari degli animali da compagnia e sui loro medici veterinari.

Nel migliore dei casi, se il Regno Unito dovesse lasciare l’Unione europea (Ue) con un accordo, otterrebbe lo status di Stato terzo rispetto all’Ue (come la Norvegia o la Svizzera), e i regolamenti non cambierebbero.

Viaggiando dal Regno Unito verso l’Unione Europea

Nel peggiore dei casi, dopo il 29 marzo, gli obblighi sarebbero gli stessi per viaggiare verso l’Ue in provenienza da un Paese terzo con una situazione non favorevole per quanto riguarda la rabbia.

Infatti, anche se il Regno Unito è indenne dalla rabbia, non figurerebbe sulla lista della parte 2 dell’allegato II del Regolamento (UE) n. 576/2013, poiché non ha presentato domanda per essere incluso nella lista dei Paesi terzi esentati dalla titolazione antirabbica per il rientro in Ue.

In assenza di un accordo, dunque, prima di entrare nell’Ue i proprietari di carnivori domestici del Regno Unito dovrebbero:

– Far eseguire una titolazione sierica anticorpale anti-rabbica da parte di un laboratorio approvato, su un campione di sangue prelevato almeno 30 giorni dopo la vaccinazione e almeno tre mesi prima della movimentazione, e presentare un risultato superiore o uguale a 0,5 UI/ml;

– Portare il loro animale da compagnia da un veterinario ufficiale al più tardi 10 giorni prima di ogni viaggio per ottenere un certificato sanitario. Quest’ultimo permetterebbe loro di viaggiare per quattro mesi all’interno dell’Ue.

In assenza dell’accordo, i passaporti degli animali da compagnia rilasciati nel Regno Unito non sarebbero validi per viaggiare nell’Ue.

Viaggiando dall’Unione Europea verso il Regno Unito con la Brexit

Gli attuali requisiti applicabili agli animali da compagnia che entrano nel Paese della Brexit dopo il 29 marzo non sarebbero modificati: sverminazione dalle tenie (praziquantel) solo per i cani, eseguita da un veterinario (sezione VII del passaporto), minimo 24 ore e massimo 120 ore prima dell’arrivo previsto nel Regno Unito.

Questo trattamento non sarebbe obbligatorio per un cane in arrivo direttamente nel Regno Unito da Finlandia, Irlanda, Malta o Norvegia.

Cani, gatti e furetti dei Paesi europei che vanno in vacanza nel Regno Unito dovrebbero anch’essi avere la titolazione anticorpale anti-rabbica per ritornare nell’Ue.

Un animale sottoposto all’esame del sangue con risultato positivo prima di lasciare l’Unione europea, non avrebbe bisogno di aspettare tre mesi prima di viaggiare.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria