Asse intestino-cervello nell’uomo e negli animali: di cosa si tratta?

Molto interessante è sottolineare il fatto che la capacità di influenzarsi dei due distretti è reciproca e pertanto bidirezionale. Sia nell'uomo che negli animali.

A cura di: Dott. Matteo Cerquetella 

asse intestino cervello

Cosa si intende per asse intestino-cervello? Per comprenderlo a pieno, bisogna partire dal principio. L’insieme dei batteri che colonizzano il nostro intestino vengono normalmente definiti con il termine di microbiota intestinale.

Tale dizione in realtà non è del tutto corretta, poiché all’interno dell’intestino non vivono solo batteri ma anche altri microrganismi, quali virus, protozoi, etc., e tutti insieme formano il microbiota.

Essendo, tuttavia, quella batterica, la componente di gran lunga più rappresentata, si tende ad associare le due cose.

Ma se la presenza di un gran numero di microrganismi nel tratto digerente è un qualcosa di più o meno noto e assodato, quello che non tutti sanno è che la loro presenza, la loro attività metabolica, nonché la loro numerosità e tipologia, possono influenzare distretti dell’organismo anche lontani dall’intestino.

La presenza di un intestino danneggiato, per i motivi più diversi, o la sovracrescita di batteri “indesiderati”, a fronte di una disbiosi, possono partecipare all’immissione in circolo di sostanze dannose, in grado di favorire lo sviluppo di processi infiammatori anche in distretti anatomicamente lontani, con conseguenti disturbi in tali sedi.

L’esempio più rappresentativo dell’interazione tra intestino e altri organi/apparati è rappresentato dall’asse intestino-cervello o “gut-brain-axis”, da alcuni definito anche “gut-microbiota-brain-axis”.

Molto interessante è sottolineare il fatto che la capacità di influenzarsi dei due distretti è reciproca e pertanto bidirezionale.

Decisamente calzante è il caso della cosiddetta “sindrome dell’intestino irritabile”: sebbene la patogenesi della condizione sia molto articolata ed entrino in gioco fattori anatomo-funzionali molto complessi, semplificando, non è infrequente che situazioni in grado in causare un forte stress emotivo (si pensi ad esempio nell’uomo ad un colloquio di lavoro o ad un esame, visto anche il periodo dell’anno in cui ci troviamo…) possano portare ad un aumento della velocità del transito intestinale.

L’asse intestino-cervello negli animali domestici

Similmente, con i dovuti distinguo, anche nei nostri animali da compagnia, in particolare nel cane, si può assistere a fenomeni simili.

Temporali, fuochi di artificio o situazioni similari, possono associarsi, tra le altre cose, ad episodi di feci molli se non addirittura diarroiche.

In conclusione, l’intestino e l’ambiente presente nel suo interno sono l’espressione di un complicato quanto affascinante equilibrio che partecipa al mantenimento dello stato di salute di tutto l’organismo; da qui la necessità di prendersi sempre cura del comparto intestinale dei nostri cani e gatti, curando l’alimentazione, rispettando i trattamenti antiparassitari etc., sulla base delle indicazioni che il proprio Medico Veterinario di fiducia saprà di volta in volta dare.

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