Shampoo nel cane: l’utilizzo a scopo terapeutico nella gestione di malattie

A cura di: Prof. Andrea Spaterna

labrador shampoo

Il ricorso all’effettuazione di uno shampoo nel cane non ha solo lo scopo di detergere e profumare la cute ed il pelo, ma spesso assume un significato terapeutico rientrando nella gestione di numerose malattie (allergiche, batteriche, da funghi o lieviti, da alterazione degli strati più superficiali della pelle, etc.).

In quest’ultimo caso si parla di shampoo medicato, definibile come una soluzione acquosa, nella quale ad una base pulente sono aggiunte sostanze ad attività terapeutica che devono andare ad agire a livello della pelle.

La shampoo-terapia viene molto utilizzata nella clinica del cane, sia quale unico trattamento che in associazione ad altre terapie topiche e/o sistemiche, anche a motivo del fatto che in questa specie animale il ricorso a creme, lozioni, spray, etc. può trovare delle limitazioni, rappresentate in particolare dal mantello, che ne rendono difficile l’applicazione e quindi un adeguato contatto dei principi attivi con la cute.

Tuttavia anche per la shampoo-terapia ci sono dei fattori che ne possono limitare l’utilizzo:

  • collaborazione da parte del paziente: il cane, a differenza del gatto, di solito accetta di buon grado di essere lavato, anche più volte alla settimana, ma ci sono dei soggetti che possono non gradire o finanche rifiutare la procedura;
  • disponibilità da parte del proprietario: mancanza di tempo e/o di volontà, difficoltà logistiche soprattutto quando l’animale risulta di grossa taglia, presenza di un mantello molto folto e/o lungo che rende la procedura oggettivamente più difficile, aggravio di costi, sono tutti fattori che possono limitare tale disponibilità.

Chiaramente la scelta dello shampoo da utilizzare a scopo terapeutico deve essere sempre e solo effettuata dal proprio Medico Veterinario di fiducia.

Infatti, le malattie cutanee che possono beneficiare dell’impiego di uno shampoo medicato sono numerose e tra loro profondamente diverse dal punto di vista delle cause; ne consegue che un principio medicato efficace per una determinata malattia cutanea potrebbe risultare addirittura controindicato per un’altra e dato che molto spesso malattie cutanee diverse possono assomigliarsi dal punto di vista clinico, cioè dell’aspetto delle lesioni presenti, ne consegue che, prima di scegliere lo shampoo adatto a curare un determinato quadro clinico, occorre procedere con una precisa diagnosi, cosa che appunto solo il Medico Veterinario è in grado di formulare.

ALCUNE SEMPLICI INDICAZIONI

Una volta avuta l’indicazione sul tipo di shampoo, per utilizzarlo in maniera opportuna occorre seguire alcune semplici indicazioni:

  • usare un contenitore di grandezza adeguata alle dimensioni del cane, verificando che il fondo non risulti scivoloso onde evitare che l’animale, non sentendosi fermo sulle gambe, tenda ad impaurirsi e quindi a sottrarsi alla manualità; questo inconveniente può essere evitato ricorrendo semplicemente all’applicazione di un tappetino antisdrucciolo;
  • far precedere lo shampoo da un’accurata rimozione, tramite pettine o spazzola, del pelo in eccesso;
  • bagnare tutto il corpo dell’animale con acqua tiepida, evitando nella maniera più assoluta di far entrare l’acqua all’interno dei condotti uditivi, cosa che potrebbe causare l’insorgenza di otiti;
  • distribuire lo shampoo in modo uniforme su tutta la superficie cutanea; quindi frizionare delicatamente mantello e cute fino ad ottenere un’abbondante schiuma, per poi risciacquare immediatamente. Questa prima applicazione ha lo scopo di rimuovere meccanicamente lo sporco e i detriti presenti su mantello e cute;
  • procedere poi con una seconda applicazione dello shampoo, sempre distribuendolo uniformemente e frizionando mantello e cute in modo da ottenere un’abbondante schiuma, che però questa volta non andrà risciacquata immediatamente, ma lasciata in posa per alcuni minuti (mediamente 10 minuti o comunque per il tempo indicato dal Medico Veterinario); ciò allo scopo di portare il principio attivo, contenuto nello shampoo, a contatto con la pelle;
  • terminato il tempo di posa, procedere con un abbondante risciacquo per rimuovere il medicamento, che in caso contrario potrebbe causare un’irritazione della cute oppure, riassorbendosi, degli effetti collaterali sistemici;
  • negli shampoo medicati di nuova generazione, oltre al principio attivo, sono presenti anche sostanze emollienti e idratanti, che hanno la funzione di evitare di lasciare la cute eccessivamente secca; qualora ciò non fosse, sarà il Medico Veterinario a consigliare di far seguire allo shampoo medicato l’applicazione appunto di emollienti, in grado di limitare l’essiccamento della cute (oli vegetali, quali oliva, sesamo, girasole, etc., oli di origine animale, quali lanolina, e oli minerali, quali paraffina e vaselina), e agenti idratanti, che reidratano la cute richiamando acqua a livello dello strato corneo (acido lattico, glicole propilenico, urea, glicerina, avena colloidale);
  • dopo il risciacquo finale, occorre asciugare accuratamente l’animale, utilizzando un panno per rimuovere l’eccesso dell’acqua e quindi una fonte di calore (phon).

OGNI QUANTO TEMPO SI PUÒ FARE UNO SHAMPOO?

La frequenza della shampoo-terapia può prevedere, a seconda del tipo e della gravità della malattia in atto, anche applicazioni ogni 2-3 giorni per le prime 2-4 settimane e comunque fino a miglioramento del quadro clinico, per passare poi, nella fase di mantenimento, a una volta ogni 7-14 giorni. Tale frequenza sarà comunque decisa dal proprio Medico Veterinario di fiducia.

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