Tartarughe d’acqua: è possibile fare il letargo in casa?

In linea generale le temperature del letargo dovrebbero essere comprese tra gli uno ed i dieci gradi centigradi. In casa, queste temperature sono difficilmente raggiungibili.

A cura di: Dott. Kiumars Khadivi-Dinboli

tartarughe d'acqua

Far fare il letargo in casa alle tartarughe d’acqua in acquario è estremamente difficile. L’ibernazione artificiale è una tecnica da intraprendere per chi ha già una certa esperienza e che vuole interessarsi della riproduzione nonché allevamento di questi animali.

Le tartarughe d’acqua che vivono in casa in acquario in genere non necessitano di un periodo di ibernazione.

Questo processo si effettua di solito se si vuole riprodurre gli animali, ma è un procedimento estremamente complesso, in quanto ripristinare temperature, umidità e parametri ambientali adatti ad un letargo è molto difficile da ottenere in un ambiente domestico.

Il letargo è un rallentamento dell’attività metabolica naturale per animali tenuti all’esterno, difficile da raggiungere in casa.

Tartarughe d’acqua e il letargo in casa nei mesi invernali: come fare?

Per trascorrere l’inverno all’interno nell’acquario o terracquario le tartarughe devono avere un habitat adeguato. Prima di tutto le dimensioni della vasca devono essere sufficientemente grandi per permettere alla tartaruga di nuotare, poi deve esserci una zona con acqua ed una emersa.

Meglio tenere insieme esemplari appartenenti alla stessa specie, o almeno provenienti dalla stessa zona climatica, per ricreare un habitat specifico.

Assolutamente sconsigliato un sovraffollamento nell’acquario; per una tartaruga piccola può andare bene un acquario minimo di 80 litri, per poi adeguarlo alla crescita.

L’acqua deve essere almeno profonda come la lunghezza della tartaruga: è il minimo per permettere alla tartaruga di immergersi.

Questo significa che occorre tener conto della crescita della tartaruga per aumentare il livello dell’acqua.

Non è importante utilizzare acqua purificata, va bene anche quella del rubinetto, purché durante i cambi sia alla stessa temperatura di quella già presente.

Le tartarughe mangiano e defecano sempre nell’acqua, quindi è necessario un ciclo di pulizia giornaliero.

Il filtro dell’acqua

Un sistema di filtraggio appropriato è necessario per mantenere l’acqua pulita tra i cambi. Se si possiede un sistema di filtraggio abbastanza potente si può ricambiare dal 25 al 50 % di acqua una volta ogni due/tre settimane.

Una volta al mese è meglio vuotare e pulire completamente filtro e vasca. Quando si cambia l’acqua è meglio spostare la tartaruga in un altro recipiente e attenzione che le temperature ambientali o dell’acqua sia sempre alla stessa temperatura.

Il filtro migliore per un acquario di medie dimensioni è costituito da cannolicchi, lana per filtraggio e pompa.

Temperatura dell’acqua

La temperatura ottimale dell’acqua dipende dalla singola specie di tartaruga, per generalizzare si può calcolare un range che va dai 24 ai 28°C. Meglio controllare sempre la temperatura con un termometro per acquari.

Per riscaldare l’acqua basta immergere un riscaldatore per acquari e tararlo alla temperatura desiderata. Se la temperatura dell’acqua è troppo fredda la tartaruga in genere non mangia, se è troppo calda viene sottoposta a notevole stress.

Nella zona asciutta deve essere presente uno spot riscaldante (incandescente o in ceramica) acceso durante il giorno che crea una zona riscaldata a circa 28-30°C. Durante la notte il sistema di illuminazione rimarrà spento.

È importante che la tartaruga non riesca ad accedere allo spot riscaldante perché potrebbe ustionarsi, occorre anche fare attenzione che lo spot non venga a contatto con l’acqua.

Una temperatura dell’acqua e della zona asciutta non adeguata crea stati di inappetenza ed uno stato di immunodepressione che può favorire l’insorgenza di diversi tipi di patologie come per esempio respiratorie, dermatiti batteriche ecc..

Illuminazione nell’acquario

Al fine di garantire un’illuminazione adeguata si impiegano lampade a spettro solare UV-B emittenti, oggi facilmente reperibili in commercio; i raggi UV-B (l 290-320 nm) sono fondamentali per la sintesi di vitamina D3 e l’assorbimento di calcio a livello intestinale.

Le lampade dovranno rimanere accese per 12 ore al giorno. A seconda della tipologia le lampade vanno mediamente sostituite ogni 6-9 mesi.