Come preparare il letargo delle tartarughe acquatiche in spazi aperti

Il letargo è un momento molto importante e delicato allo stesso tempo per una tartaruga. Alcuni soggetti possono trascorrere i mesi invernali anche all'aperto: quali consigli seguire?

A cura di: Dott. Kiumars Khadivi-Dinboli

letargo delle tartarughe acquatiche

Alcune specie di tartarughe acquatiche e semi acquatiche possono andare in letargo all’aperto nei nostri climi; altre invece, che provengono da climi più temperati, possono rimanere all’aperto nei mesi estivi per poi essere poste in zone, con temperature adeguate e controllate, durante i mesi invernali.

Letargo all’aperto: ecco alcuni consigli

Accertato che la tartaruga appartenga ad una specie che può sopportare le temperature invernali delle città italiane, le tartarughe d’acqua devono avere a disposizione un laghetto di dimensioni adeguate. Inoltre, è bene che nel laghetto siano presenti piante acquatiche o semi acquatiche.

Alcune specie di tartarughe durante i mesi invernali possono uscire dall’acqua ed interrarsi nelle immediate vicinanze del laghetto.

Da qui l’importanza di avere intorno all’acqua delle zone di terriccio misto a torba e sabbia, che mantenga una consistenza morbida in cui le tartarughe possano interrarsi.

Altre specie rimarranno per gran parte dei mesi invernali all’interno dell’acqua nel fondo fangoso, in questi casi è bene posizionare sulla superficie dell’acqua dei pannelli di materiale galleggiante (ad esempio polistirolo), oppure creare delle correnti con delle pompe acquatiche per evitare la formazione del ghiaccio sulla superficie del laghetto.

Nel caso in cui tutta la superficie dell’acqua si ghiacciasse la tartaruga potrebbe soffocare.

Il letargo all’aperto è sconsigliato per esemplari giovani, ovvero soggetti che non abbiano raggiunto almeno i 10 cm di lunghezza del carapace, e per esemplari che non sono in perfette condizioni di salute.

Letargo monitorato

Quando la specie di tartaruga proviene da zone a clima temperato, durante i mesi invernali, è bene effettuare un letargo monitorato.

Durante i primi freddi si sospende l’alimentazione dell’animale per 1-2 settimane, al fine di svuotare l’intestino dai residui di cibo che potrebbero creare dei problemi di fermentazione o di ristagno; in seguito, a secondo del tipo della tartaruga, va preparato l’ambiente più adeguata in una zona a temperature desiderate.

Se le tartarughe vengono tenute all’aperto durante i mesi estivi, all’arrivo dei primi freddi e quando la temperatura comincia a scendere, vanno poste in un contenitore (ad esempio una scatola di legno o di plastica rigida) con fieno oppure foglie secche leggermente umide ma non bagnate.

Temperatura

La scatola va posizionata in un posto fresco dove la temperatura non scende, in linea teorica, al di sotto di 1°C e non supera i 16°C (chiaramente dipende dalle necessità della singola specie). Ad esempio il contenitore potrebbe essere tenuto al fresco in una cantina, in un solaio oppure in un box.

Un fattore molto importante per determinare il posto migliore in cui porre il rifugio per il letargo della tartaruga è l’assenza oppure l’inaccessibilità ai roditori (topi, ratti) che potrebbero rosicchiare e danneggiare gravemente la tartaruga che dorme e non può reagire.

La temperatura del locale d’ibernazione va tenuta regolarmente sotto controllo.

Per realizzare un locale climatizzato controllato in maniera facile e in poco spazio è possibile utilizzare un frigorifero, dove viene impostata la temperatura desiderata, a seconda della necessità di ibernazione della specie.

Nel caso in cui si decida di utilizzare un frigorifero è molto importante controllare che non venga a mancare l’aria, che potrebbe portare all’ipossia.

Controlli periodici

Durante tutto il periodo del letargo monitorato, è di fondamentale importanza controllare lo stato delle tartarughe, se è possibile, inoltre, sarebbe opportuno effettuare un controllo del peso ogni 30 giorni circa, per notare immediatamente variazioni importanti nel peso che potrebbero indicare problemi nel letargo.

Nel caso dovessero insorgere problemi complicazioni, è bene rivolgersi sempre a un medico veterinario.