Snack per cani e gestione alimentare. Un mercato in costante crescita

I supplementi alimentari, meglio conosciuti come treats nel mondo anglosassone e come snacks in campo nazionale, ovvero i “fuori pasto” utilizzati come ricompensa, rappresentano una realtà in continua evoluzione nel campo delle diete preparate per cani e gatti.

snack per cani

In ambito italiano, il comparto degli snack per cani è oggi uno dei più dinamici nel settore del petfood, pari a circa il 4-5% del mercato complessivo.

Tale incremento, ha reso però necessario un parallelo approfondimento da parte dei professionisti del settore, medici veterinari e allevatori in primis, relativo alle eventuali problematiche connesse alluso di tali supplementi.

Ci si interroga sulle caratteristiche organolettiche dello snack da somministrare al proprio beniamino, non volendo rinunciare, in un regime dietetico controllato, al notevole impatto emotivo dell’alimento premio.

Occorre infatti considerare i soggetti che hanno peculiari esigenze alimentari: sottoposti a regimi dietetici controllati per patologie cardiache, renali, gastroenteriche, endocrine, solo per citarne alcune, senza escludere soggetti sottoposti ad attività o in sovrappeso.

Ma attenzione: un uso improprio di questi supplementi attribuibile al proprietario in caso di somministrazione o al contrario, uno scadente standard qualitativo del prodotto quando ha poca digeribilità o troppi additivi, possono comportare implicazioni sullo stato di salute dell’animale quali obesità, allergie alimentari e disordini intestinali.

Quattro punti da ricordare sugli snack per cani

1. Ossa, pelli, parti essiccate di animali, biscotti farciti, barrette, bastoncini, croccantini estrusi di varie pezzature, forme e colori, prodotti “di pasticceria” e da masticazione compaiono sempre di più in supermercati e negozi specializzati.

2. L’impiego dello snack sulla razione giornaliera, non determina alcun effetto se tale somministrazione sia un fenomeno occasionale, ma sfocia in un aumento del rischio di sviluppare obesità, se ripetuto quotidianamente.

3. Alcune aziende riportano già in etichetta indicazioni sull’incidenza dello snack sull’apporto energetico totale o indicano una “dose massima consigliata” senza specificare quali siano i “rischi” connessi all’uso frequente di snack.

4. L’impatto sulla gestione alimentare dell’animale dipende dal proprietario e/o dall’allevatore e naturalmente dalla qualità complessiva del prodotto.

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