Sindrome vestibolare nel cane e nel gatto: sintomi e cause

Viene definita “vestibolare” perché le suddette alterazioni cliniche sono dovute ad una disfunzione del sistema vestibolare, che è un’unità funzionale del sistema nervoso centrale.

A cura di: Dott. Fabrizio Dini

sindrome vestibolare

La sindrome vestibolare è una condizione patologica che può colpire sia il cane che il gatto, senza alcuna differenza di sesso e di età. Viene definita “sindrome” perché è caratterizzata da una serie di alterazioni cliniche tipiche, come l’head tilt (testa ruotata), lo strabismo (asimmetria delle pupille), il nistagmo (movimento ritmico e incontrollato dei globi oculari), l’atassia e il drifting (incoordinazione con tendenza a cadere verso un lato).

Perché viene definita “vestibolare”?

Viene definita “vestibolare” perché le suddette alterazioni cliniche sono dovute ad una disfunzione del sistema vestibolare, che è un’unità funzionale del sistema nervoso centrale che coinvolge alcune regioni del cervelletto, i nuclei vestibolari e il nervo vestibolo-cocleare (VIII nervo cranico).

Queste strutture (o “unità operative”) si occupano della coordinazione dei movimenti e dell’equilibrio, rendendosi responsabili della corretta disposizione e simmetria di alcuni organi del corpo (degli occhi rispetto alla testa, della testa rispetto al corpo, del corpo e delle zampe rispetto allo spazio) e del regolare svolgimento dei movimenti rispetto all’ambiente esterno.

Per questo motivo, una patologia che coinvolga il sistema vestibolare si ripercuote, da un lato, sulla capacità dell’animale a tenere la testa dritta, le pupille simmetriche e i globi oculari fermi in posizione di riposo, e dall’altro, sulla sua capacità di effettuare un percorso dritto senza cadere o rotolare su se stesso (come accade nei casi più gravi).

Sindrome vestibolare: centrale o periferica?

Possiamo parlare di sindrome vestibolare centrale quando la regione funzionale coinvolta è quella localizzata a livello intracranico, mentre definiamo sindrome vestibolare periferica quella determinata dall’interferenza sul nervo vestibolare, in qualsiasi punto del suo decorso, dall’insorgenza troncale al passaggio a livello dell’orecchio medio-interno, fino alle diramazioni facciali.

È importante poter discernere tra le due forme, in quanto le possibili cause possono essere diverse e quindi diverso può essere anche l’approccio diagnostico e terapeutico, volto ad indagare e gestire il tipo di insulto primario (infiammatorio, neoplastico, vascolare) o secondario (tossico, metabolico).

Spesso può essere d’aiuto la valutazione di altri segnali che, se presenti, possono accompagnare la sintomatologia strettamente vestibolare, quale frutto del coinvolgimento di un’area anatomica vicina; ad esempio, l’alterazione dello stato di coscienza può indicare una forma centrale, mentre la monoparesi facciale una forma periferica.

Fondamentale la visita neurologica specialistica

Una visita neurologica specialistica e una diagnostica per immagini di II livello (tomografia computerizzata o risonanza magnetica per studiare il neurocranio) sono imprescindibili per poter giungere alla diagnosi corretta del problema e improntare la terapia più adeguata.

Anamnesi e raccolta dati dell’animale forniscono utili informazioni

Anche una minuziosa raccolta dei dati riguardanti il paziente (specie, razza, età, sesso, etc.), nonché della sua storia recente e remota (anamnesi), può fornire informazioni fondamentali all’inquadramento della possibile patologia alla base della sindrome vestibolare; ad esempio, considerando la specie e/o la razza, è più ragionevole considerare un’otite media-interna in cani con le orecchie pendule, più predisposti a questa patologia, che a sua volta può essere la causa della sindrome vestibolare.

Se facciamo riferimento all’età, nei soggetti giovani sono più frequenti i processi infiammatori infettivi, mentre in età senile aumenta il rischio di sviluppare una neoplasia.

L’anamnesi, invece, può fornire importanti informazioni sulla velocità di insorgenza dei sintomi e sulla loro progressione; ad esempio, le patologie vascolari hanno un’insorgenza acuta e un andamento regressivo spontaneo, quelle infiammatorie un’insorgenza altrettanto acuta, ma un andamento progressivo rapido, mentre quelle neoplastiche un’insorgenza e un andamento molto più lenti.

Il medico veterinario, l’unica figura in grado di diagnosticare la sindrome vestibolare

Chiaramente l’unica figura in grado di diagnosticare la sindrome vestibolare, nel cane e nel gatto, e di indagare la causa che può esserne alla base è il Medico Veterinario; tuttavia, non sempre è possibile poter risolvere tale sindrome, in considerazione del fatto che, anche se indagata e diagnosticata, la patologia di base potrebbe non essere risolvibile o potrebbe aver determinato delle ripercussioni irreversibili a carico delle strutture (“unità operative”) del sistema vestibolare.

Redatto da: Dott.ssa Donatella De Simone
Dott. Fabrizio Dini