Bengala

    gatto bengala

    Il Bengala discende dal Felis bengalensis, leopardo asiatico di piccole dimensioni e dal carattere selvaggio. Nel 1963, Joan Sugden, entrò in possesso di un esemplare femmina che fece accoppiare con il suo gatto nero. Da quest’unione nacque Kinkin, una magnifica femmina molto simile alla madre e dall’aspetto selvaggio. La Sugden, visto il meraviglioso risultato, si propose di avere altre cucciolate ma fu impedita da vicende personali e familiari.

    Intanto un ricercatore californiano di nome William Centerwall stava conducendo delle ricerche sul Felis bengalensis perché  ritenuto immune dalla FELV: incrociò il piccolo leopardo asiatico con un gatto domestico. Venutane a conoscenza la Sudgen, contattò il dottor Centerwall e si fece affidare otto fattrici ibride (in prima generazione), che accoppiò con gatti di razze differenti, tra cui l’Egyptian Mau. Nel 1983 l’allevatrice li presentò all’associazione felina internazionale TICA: vennero accettati nella sezione “Nuove razze e colori” sotto il nome di Bengala, in onore del loro progenitore. Nel 1985 comparve per la prima volta alle esposizioni feline.

    Il riconoscimento ufficiale della razza risale al 1991 e da allora il Bengala è accettato in campionato.

    Il Bengala è un gatto robusto e muscoloso; il suo corpo è lungo e solido, l’ossatura robusta e la muscolatura molto sviluppata. La testa è piccola in proporzione al corpo, leggermente più lunga che larga, gli angoli leggermente smussati. Le orecchie sono piccole, larghe alla base e con le punte arrotondate. Gli occhi, che sembrano incorniciati da un paio di occhialini chiari, sono grandi e ovali; tutti i colori sono accettati.

    Collo: lungo, largo e muscoloso.

    Coda: lunga e spessa, rigorosamente nera in punta.

    Zampe: quelle posteriori, più lunghe delle anteriori, sono decisamente muscolose e danno al Bengalese la sua inconfondibile andatura dondolante e la corsa «ventre a terra».

    Piedi: grandi e rotondi.

    Mantello: ha un aspetto fine, sottile ed aderente al corpo, lucido e brillante. Quando lo si tocca, si ha la sensazione di accarezzare una morbidissima seta, liscia e molto lucida. I colori riconosciuti sono brown tabby, seal sepia tabby, seal mink tabby e seal lynx point; tutte queste varietà sono ora riconosciute anche silver. Il disegno può essere solo spotted (a rosette) o marbled.

    SELEZIONE E COLORI

    Viste le sue origini si è dovuti eliminare gli esemplari troppo aggressivi, e son stati mantenuti solo i soggetti manipolabili. Si è arrivati agli odierni che sono molto dolci.
    Il continuo contatto e la manipolazione da parte dell’uomo e la convivenza con gli altri gatti di casa hanno reso gli ibridi docili, facendo loro acquisire atteggiamenti più adatti alla vita casalinga
    I maschi delle prime tre generazioni sono generalmente sterili (F1-F3).

    ACCOPPIAMENTI PERMESSI

    Non sono ammessi accoppiamenti con altre razze

    CARATTERE

    Il Bengala ha un aspetto selvaggio e un carattere molto dolce: chi decide di accogliere nella propria casa il Bengala non può che innamorarsi della sua dolcezza e della sua sensibilità: ha temperamento docile e tranquillo; non è insistente e invadente perché capace di rispettare le esigenze di chi si prende cura di lui.

    Ama essere lodato e coccolato, contraccambiando con infinite effusioni. Il Bengala è anche un attivo cacciatore, istinto che esprime soprattutto nel gioco, ha bisogno di fare molta attività fisica e di molto spazio. Inoltre, ama molto l’acqua. Non è un gatto che miagola spesso e la sua voce, discreta, ricorda molto quella di una belva (altra caratteristica che ha ereditato dall’antenato selvatico!).