Quali sono i rischi legati al letargo delle tartarughe?

A cura di: Dott. Kiumars Khadivi-Dinboli

rischi legati al letargo delle tartarughe

Per valutare i rischi legati al letargo delle tartarughe possiamo dire che i continui sbalzi di temperatura, oltre a temperature notturne troppo basse, possono far insorgere alla tartarughe sia malattie delle prime via respiratorie che delle vie profonde.

Sintomi

I sintomi più evidenti sono: flusso nasale, schiuma alla bocca, frequenza e ampiezza respiratoria aumentata, si può inoltre sentire un sibilo o addirittura una vocalizzazione nel momento dell’espirazione e/o dell’estensione del collo e della testa e dell’apertura della bocca durante l’espirazione.

Appena si notano i primi sintomi di una patologia respiratoria, bisogna ritirare l’animale in un ambiente protetto con un riscaldamento lievemente al di sopra della temperatura ottimale di mantenimento della specie di chelone (di solito di circa 2°C).

Se il soggetto non manifesta nessun segno di miglioramento dopo un breve periodo (massimo 2-3 giorni) bisogna valutare una visita clinica.

Ovviamente questo primo approccio non vale per gli animali con una grave sintomatologia respiratoria.

Patologie del tratto gastrointestinale della tartaruga

Queste patologie dopo il periodo di letargo sono dovute nella maggior parte dei casi alla presenza di parassiti, mentre in altri casi possono essere causate dal ristagno di contenuto alimentare nello stomaco o nell’intestino di animali che entrano in fase di letargo in maniera non adeguata.

Gli animali se non vengono controllati prima del letargo potrebbero avere dei parassiti intestinali ed affrontare il letargo con una alta carica di quest’ultimi.

Anche i parassiti al freddo entrano in una fase letargica, ma comunque nel risveglio possono proliferare e portare a gravi danni gastrointestinali, o addirittura ad un’occlusione per la presenza di un numero molto elevato di parassiti adulti.

Oltre ai parassiti intestinali, anche il materiale alimentare che sosta per tutto il periodo del letargo nel tratto gastrointestinale, può creare dei danni alla mucosa e di conseguenza facilitare l’insorgenza di malattie secondarie.

Questa è una patologia che difficilmente colpisce gli animali che si ritirano in modo naturale all’aperto, ma colpisce soprattutto gli animali che vengono messi a dormire in modo artificiale.

In questo caso le tartarughe mangiano fino all’ultimo giorno, visto che non sentono la variazione di clima ed il metabolismo non rallenta progressivamente come nel caso del letargo naturale, quando cioè le tartarughe vengono spostate improvvisamente nel contenitore per il sonno invernale e poste al fresco, l’intestino si arresta e tutto il materiale alimentare si ferma nel canale digerente e può degradarsi.

I traumatismi

Infine le patologie agli organi esposti possono essere di origine traumatica dovute alle aggressioni da parte di roditori (topi e ratti) o infezioni causate da ferite non curate prima del letargo che possono proseguire durante il periodo del freddo senza il supporto del sistema immunitario.

Conseguentemente a ferite inferte da altri animali, le tartarughe possono subire gravi traumi psicologici, dovuti alla brutalità ed alla sorpresa di queste lesioni, che possono essere il motivo principale della difficoltà di curare il soggetto colpito.

A cura del dott. Kiumars Khadivi-Dinboli