Pet therapy: quando gli animali domestici arrivano in nostro aiuto

Le attività di pet therapy o IAA vedono coinvolti gli animali domestici con lo scopo di migliorare il benessere e la salute delle persone. Quali specie possono essere utilizzate in questi progetti? Vediamo cosa dicono le linee guida nazionali.

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A cura di: Dott.ssa Patrizia Piotti

pet therapy animali

Come molti proprietari di animali certamente sapranno, i nostri amici pelosi non solo sono una fonte di compagnia, ma possono diventare anche un vero e proprio aiuto per la nostra salute fisica e mentale, soprattutto con la pet therapy o gli IAA.

Interagire con un cane o un gatto, infatti, abbassa i livelli di stress, riduce il battito cardiaco e anche la pressione circolatoria.

In poche parole, quando coccoliamo un animale, anche se non è il nostro, ci sentiamo spesso un pochino più sereni e rilassati.

È proprio su questo principio che si basano gli Interventi Assistiti con gli Animali (o IAA), che una volta venivano chiamati interventi di “pet therapy”.

Nel 2015 sono state istituite delle linee guida con validità nazionale che regolano il vastissimo insieme di attività e progetti che vedono coinvolti gli animali domestici con lo scopo di migliorare il benessere e la salute delle persone.

IAA o pet therapy: che cos’è?

Gli IAA possono andare da brevi attività con obiettivi di tipo ludico-ricreativo e di socializzazione con questi animali, a complessi programmi di tipo terapeutico, sia per la sfera fisica che quella psicologica.

Il principio di base è la relazione che si instaura tra uomo e animale, anche in breve tempo.

pet therapy animali bambino

Tramite questa relazione, le persone che beneficiano delle IAA possono essere aiutate nel raggiungimento di obiettivi di percorsi educativi, di tipo psicologico o anche di vera e propria fisioterapia.

Si pensa infatti che gli esseri umani abbiano un’affinità innata per gli esseri viventi e la natura, secondo un principio detto di “biofilia”.

In quest’ottica, la presenza di un animale diventa un aiuto nella terapia dove la presenza delle sole persone può non essere sufficiente, non è una motivazione abbastanza forte o è vissuta in maniera stressante.

Quali animali possono essere di aiuto nelle IAA o pet therapy?

Gli animali riconosciuti dalle linee guida sono cani, gatti, conigli, asini e cavalli.

Si tratta di specie domestiche che hanno la potenzialità di sviluppare una relazione di tipo sociale con le persone, anche in breve tempo.

Attualmente, le linee guida non prevedono una formazione specifica per gli animali coinvolti.

Nonostante questo bisogna dare importanza alla buona educazione dei pet coinvolti, per salvaguardare sia il benessere delle persone che quello degli animali stessi.

Inoltre, gli animali devono rispondere a dei requisiti sanitari e comportamentali.

Questi vengono definiti per ogni intervento da parte del Medico veterinario dell’equipe e dal responsabile di progetto.

Vi sono però alcuni punti comuni. Innanzitutto gli animali devono essere adulti.

Se hanno una storia di abbandono o maltrattamento, devono svolgere un percorso di riabilitazione e socializzazione coordinato da un medico veterinario esperto in comportamento.

Per quel riguarda le femmine, gli animali non possono partecipare ai progetti quando sono in estro, in avanzato stato di gravidanza o in lattazione.

pet therapy animali zampa

Indicazioni per chi vuole iniziare a lavorare nelle IAA

Le linee guida forniscono degli standard operativi per la formazione in ambito di IAA.

Chi desiderasse dedicarsi alle IAA deve per prima cosa capire quali ruoli potrebbe svolgere.

Figure professionali

In particolare, sono previste quattro figure distinte: i responsabili di progetto e i referenti di intervento, i coadiutori dell’animale e i veterinari esperti in IAA.

Ognuna di queste figure deve svolgere dei programmi di formazione riconosciuti sia a livello nazionale che regionale, da concludere in quattro anni.

In alcuni casi, è necessario avere delle qualifiche particolari per poter accedere ai corsi.

Si tratta per esempio dei medici veterinari, oppure dei responsabili e dei referenti.

I responsabili di progetto, infatti, sono figure dell’area sanitaria o educativa, come medici, psicologi, pedagogisti ed educatori professionali.

Il ruolo di referente di intervento può inoltre essere svolto da alcune figure professionali dell’area sanitaria.

Ogni figura avrà un ruolo specifico nel formare un’equipe di lavoro, occupandosi della gestione e degli obiettivi del progetto, del coinvolgimento e del benessere delle persone che ne beneficiano e della gestione e del benessere dell’animale.

Le linee guida, i recepimenti regionali, gli elenchi degli operatori di settore e tutte le normative sono a disposizione presso il sito del Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali.