Patologie prostatiche: prevenzione, diagnosi e trattamento

Diagnosi, trattamento e prevenzione delle principali patologie che colpiscono la prostata, principale ghiandola sessuale accessoria del cane maschio.

patologie prostatiche

Il cane maschio può essere affetto da infiammazioni e patologie prostatiche. Vediamo insieme diagnosi, trattamento e prevenzione delle principali malattie che possono colpire la prostata.

IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA (IPB)

È una condizione sovrapponibile a quella dell’uomo in cui la prostata dopo una certa età tende ad aumentare di volume e questo provoca problemi soprattutto durante la minzione.

Nel cane invece la maggior problematica è legata al tenesmo, ovvero quella condizione per cui il soggetto ha difficoltà nella defecazione, poiché a differenza dell’uomo la condizione di IPB nel cane determina una compressione dell’ultimo tratto dell’intestino, il retto.

Diagnosi

Il reperto che permette di diagnosticare l’IPB è l’ingrossamento della prostata (in assenza di altre patologie prostatiche) accompagnato spesso da una sintomatologia clinica caratteristica che però potrebbe non essere evidente, specialmente nelle prime fasi della malattia.

L’ingrossamento della ghiandola può essere apprezzato tramite palpazione digito-rettale; il medico veterinario durante la visita rileverà una prostata simmetricamente aumentata di volume ma non dolente.

patologie prostatiche del cane

L’indagine diagnostica proseguirà con l’ausilio della metodica radiografica che evidenzierà un ingrandimento della struttura oppure avvalendosi dell’ultrasonografia.

In quest’ultimo caso la prostata oltre che mostrarsi ingrossata, lascerà intravedere un parenchima disomogeneo, a volte associato alla presenza di cisti.

L’ecografia addominale rappresenta un ausilio importantissimo sia nella diagnosi che nel monitoraggio del paziente con IPB, permettendoci di valutare oggettivamente la riduzione del volume della ghiandola dopo il trattamento.

Infine l’esame ecografico ci permette anche di effettuare procedure diagnostiche fondamentali per stabilire il grado di compromissione, come per esempio il prelievo di un frammento di tessuto (biopsia) o di cellule mediante infissione di un ago per via transaddominale.

Terapia

Gli obiettivi del trattamento nei cani con IPB sono ridurre le dimensioni della ghiandola ed alleviare i sintomi correlati a questa condizione.

Il trattamento medico è possibile e si riserva di solito a quei soggetti di elevato valore genetico. Esiste oggi un farmaco (il cui principio attivo è l’osaterone acetato) che somministrato per bocca per una sola settimana è in grado di controllare l’IPB per 6 mesi.

Altra alternativa è la castrazione chirurgica raccomandata nei cani non destinati alla riproduzione o i cui proprietari preferiscano una soluzione definitiva; nei soggetti che presentano dei rischi anestesiologici o i cui proprietari desiderino mantenere l’integrità fisiologica, l’alternativa alla castrazione chirurgica è l’applicazione di un impianto che rilascia un farmaco (il cui principio attivo è la Deslorelina acetato) che blocca a livello centrale la produzione di ormoni sessuali e provoca un decremento dei livelli sierici di testosterone con riduzione volumetrica della ghiandola in tempi brevi.

PROSTATITE

Questa è una patologia infiammatoria molto dolorosa e associata a stati febbrili.

Rappresenta senza dubbio la problematica che incide maggiormente sulle funzioni riproduttive, sia per la frequente diffusione del processo infiammatorio a testicolo ed epididimo, sia per il dolore e la condizione di scadimento generale.

Diagnosi

Si effettua prendendo in considerazione il quadro clinico (come spiegato nel precedente articolo può essere acuta o cronica) con il successivo ausilio di esami di laboratorio, esami delle urine ed esame del liquido prostatico raccolto mediante eiaculazione o massaggio prostatico. Gli ascessi prostatici possono essere rilevati mediante l’utilizzo dell’ecografia.

Terapia

Le strategie terapeutiche per la prostatite canina si concentrano su una efficace terapia antibiotica impostata sulla base del risultato dell’esame batteriologico effettuato dal liquido prostatico e sull’utilizzo concomitante di antiandrogeni oppure al posto di questi si può optare direttamente per la castrazione (chirurgica o chimica) che sortisce gli stessi effetti.

patologie prostatiche del cane 2

Prima del trattamento deve essere misurata e registrata la dimensione della prostata o dell’ascesso, dev’essere effettuato l’esame emocromocitometrico ed un esame biochimico. Esami che verranno ripetuti tutto dopo 4-6 settimane di terapia antibiotica.

In alcuni casi può essere necessario ricorrere alla chirurgia per drenare ascessi particolarmente grandi che correrebbero il rischio di fistolizzare direttamente in cavità addominale causando shock settico.

NEOPLASIE PROSTATICHE

Sono quasi sempre neoplasie maligne piuttosto gravi, la più comune è l’adenocarcinoma. Ad essere più soggetti sono i cani castrati mentre quelli interi sono più soggetti ad iperplasia prostatica benigna.

Diagnosi

Si basa sul quadro clinico, che può essere estremamente variabile e correlato al volume del tessuto neoplastico o anche alla presenza di metastasi.

L’esame del liquido prostatico, l’esame ecografico e la biopsia sono gli esami che ci consentono di caratterizzare il tipo di neoplasia, da associare eventualmente ad altri esami come per esempio la TAC per la stadiazione e l’eventuale chemioterapia. Il riscontro delle metastasi in sede di diagnosi è molto frequente.

Terapia

Il trattamento chirurgico (prostatectomia) ossia l’asportazione totale o parziale della prostata è scarsamente utilizzato, poiché determina spesso problemi permanenti alla minzione. Si opterà più spesso per una terapia farmacologica di supporto.

PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE PROSTATICHE

La prevenzione diviene fondamentale dal momento che le patologie prostatiche nel cane, soprattutto nelle fasi iniziali, non presentano una sintomatologia molto evidente.

E’ bene dunque pianificare, assieme al proprio medico veterinario, degli screening periodici ai cani maschi con un età superiore ai 5 anni.

Tali pazienti verranno sottoposti a visita medica, palpazione rettale ed un semplice prelievo di sangue allo scopo di valutare la CPSE (Canine Prostatic Specific Esterase), un enzima simile al PSA (Prostatic Specific Antigen), utilizzato nell’uomo.

Tale valutazione non essendo invasiva, eseguita a tempo debito, ci permette di evitare al cane inutili fastidi e dolore dovuti all’insorgenza di queste patologie molto frequenti.

CONDIVIDI