No deal Brexit: la fine della libera circolazione di cani e gatti britannici

Con un no deal Brexit, il Regno Unito sarà considerato “Paese terzo” e, in questo caso, si aprono tre possibilità. Quali sono?

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La Brexit renderà più complicata la vita dei pet owners britannici, se il Regno Unito arriverà all’appuntamento senza un accordo con l’Ue (no deal Brexit).

Non si sa ancora con certezza quando il Regno Unito lascerà l’Unione europea, ma in ogni caso, il governo britannico ha lanciato un sito dall’inequivocabile nome “Get ready”, per informare i cittadini di tutti passaggi burocratici che saranno necessari per fronteggiare le conseguenze della Brexit, tra cui quelli a cui dovranno sottostare gli inglesi proprietari di cani, gatti e furetti che intendono portare con sé i propri animali fuori dal Regno Unito.

Il no deal Brexit e i tre possibili scenari

Con un no deal Brexit, il Regno Unito sarà considerato “Paese terzo” e, in questo caso, si aprono tre possibilità.

Infatti il Pet Travel Scheme prevede due liste di Paesi terzi, che offrono garanzie sulla salute dei pet locali e i cui passaporti sono considerati validi.

Se il Regno Unito verrà inserito nel primo elenco non vi saranno grossi cambiamenti rispetto alla situazione attuale.

Nel caso sia inserito nel secondo i proprietari dovranno, oltre alle attuali prescrizioni in termini di vaccinazioni e titolazioni anticorpali, dotarsi di un certificato sanitario, rilasciato da un medico veterinario ufficiale almeno 21 giorni dopo la vaccinazione antirabbica ed entro 10 giorni dal viaggio.

Il certificato ha una validità di 4 mesi per viaggiare all’interno dell’Ue.

Nel peggiore dei casi, in mancanza di un qualsiasi accordo con l’Ue, il Regno Unito sarà considerato “unlisted e i passaporti dei pet britannici non avranno più valore e i cittadini britannici che vorranno portare il proprio animale con sé sul continente dovranno pensare per tempo al loro viaggio, dato che saranno necessari almeno quattro mesi per adempiere a tutti requisiti burocratici e sanitari previsti per poter espatriare gli animali.

Gli animali domestici potranno entrare nell’Ue solo attraverso punti di ingresso designati (per ora non ancora specificati), dove i proprietari dovranno mostrare tutta la documentazione sanitaria.

Anche il ritorno in patria dopo le vacanze richiederà degli accorgimenti: i pet dovranno avere un passaporto per animali domestici dell’Ue (rilasciato nell’Ue o nel Regno Unito prima della Brexit) oppure il certificato sanitario rilasciato nel Regno Unito utilizzato per recarsi nell’Ue.

Ma non è finita: al ritorno gli animali dovranno viaggiare utilizzando percorsi e vettori approvati.

Al momento, non sono invece previsti cambiamenti alle attuali prescrizioni sanitarie per gli animali domestici che entreranno in Gran Bretagna dall’Ue dopo la Brexit.

La situazione però è ancora in divenire.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria