L’importanza del gioco e dell’attività fisica nel gatto che vive in casa

Un gatto che vive in casa può manifestare alcuni disturbi comportamentali. Molto spesso, inoltre, la quotidianità del gatto è legata a quella del suo proprietario ed eventuali stress di quest’ultimo finiscono per avere ripercussioni anche sul comportamento dell’animale.

gatto che vive in casa

Nel gatto che vive esclusivamente in casa (e che non ha la possibilità di accesso all’esterno) è possibile il riscontro di disturbi comportamentali legati alla scarsa stimolazione offerta dal territorio.

Questi disturbi possono spaziare da semplici atteggiamenti di maggior irrequietezza dell’animale, a volte scarsamente percepiti dai proprietari, fino a veri e propri stati ansiosi; non a caso, questo disturbo comportamentale viene definito dalla scuola francese “ansia da luogo chiuso”.

Le condizioni favorenti l’insorgenza del disturbo possono essere: lunghi periodi di solitudine dell’animale in casa, ambiente poco stimolante in termini di luoghi di esplorazione, gioco, isolamento, fonte di cibo, indole con comportamento esplorativo molto spiccato, adozione di soggetti vissuti all’aperto per mesi.

I comportamenti più spesso lamentati dai proprietari di un gatto che vive in casa sono aggressioni, attività notturna con miagolii intensi, irrequietezza, eliminazioni in luoghi non appropriati.

Come stimolare un gatto che vive in casa?

È necessario quindi intervenire nella modifica dell’ambiente, delle risorse ambientali a disposizione del gatto e dell’interazione con i proprietari.

Qualora si riscontrino manifestazioni organiche e segni comportamentali riferibili a uno stato ansioso già conclamato si deve ricorrere anche all’aiuto del medico veterinario.

In altri casi solo l’accesso all’esterno risulta essere l’unica terapia efficace.

Nel gatto abituato ad uscire fuori è necessario considerare l’impatto che gli sbalzi termici possono esercitare su di lui, nelle stagioni fredde.

È consigliabile quindi riattivare il suo metabolismo facendolo giocare prima di farlo uscire in modo da evitare un impatto troppo traumatico per il suo organismo a cause delle temperature esterne troppo rigide.

In questo modo non subirà il brusco cambiamento dal tepore della casa all’aperto perché il suo organismo avrà il tempo di adattarsi evitando un cambiamento improvviso.

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